Noto-Siracusa piazze di spaccio smantellate: Carabinieri e Guardia di Finanza sequestrano armi, droga e discarica abusiva

Le piazze di spaccio smantellate Noto-Siracusa,  sono il risultato di una maxi operazione di Carabinieri e Guardia di Finanza. Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Noto e i Finanzieri del Gruppo di Siracusa hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Siracusa su richiesta della Procura. Quattro persone sono indagate per spaccio, armi, ricettazione, evasione, discarica abusiva e combustione illecita di rifiuti.

L’indagine è durata quasi un anno. Tra dicembre 2023 e novembre 2024 l’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Noto e il Gruppo della Guardia di Finanza di Siracusa hanno lavorato con attività tecnica, analisi documentale e servizi di osservazione, controllo e pedinamento. Un lavoro coordinato dalla Procura della Repubblica di Siracusa.

Nel corso delle indagini sono stati rinvenuti oltre 6 kg di sostanze stupefacenti tra cocaina, crack e hashish, 85 mila euro in contanti, 4 armi comuni da sparo illecitamente detenute e svariato munizionamento. Documentate plurime attività di spaccio, accumulo di proventi illeciti e sversamento illecito di rifiuti in area adibita a discarica abusiva in località Testemozze di Noto.

Il 22 settembre scorso c’è stato un passaggio decisivo. Con il supporto dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Sicilia, della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Palermo e dei Nuclei Cinofili di Carabinieri e Guardia di Finanza, sono state eseguite perquisizioni mirate. Sequestrati una pistola calibro 9, 60 proiettili e 416 grammi di stupefacente occultati in un muretto a secco.

Operazione all’alba tra Noto e Siracusa: cosa è successo

Questa mattina i Reparti operanti hanno dato esecuzione alla misura cautelare. Quattro persone raggiunte da ordinanza. Le attività sono ancora in corso per concludere l’esecuzione. L’operazione ha visto in campo Carabinieri di Noto e Finanzieri di Siracusa insieme.

La misura è stata emessa dal Gip del Tribunale di Siracusa. Su richiesta della Procura locale. I reati contestati a vario titolo sono pesanti. Detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Detenzione abusiva e ricettazione di armi clandestine. Evasione. Realizzazione e gestione di discarica abusiva. Combustione illecita di rifiuti.

L’operazione nasce da una indagine lunga. Non un blitz improvviso. Quasi un anno di lavoro tra intercettazioni, documenti e pedinamenti. Un metodo che ha permesso di cristallizzare i ruoli. Di capire chi faceva cosa. Di collegare droga, armi e rifiuti.

Il coordinamento tra Arma e Fiamme Gialle è stato centrale. Due forze con competenze diverse. I Carabinieri più sul territorio di Noto. La Guardia di Finanza più sui flussi di denaro e sui beni. Insieme hanno chiuso il cerchio.

Due gruppi criminali e le piazze di spaccio tra Noto, Siracusa e iblei

Secondo quanto emerso, operavano due distinti gruppi criminali. Entrambi dediti allo spaccio sul comune di Noto. In grado di rifornire sistematicamente anche piazze di spaccio di Siracusa e dei comuni iblei. Un sistema a raggiera.

Noto era la base. Siracusa era il mercato più grande. I comuni iblei, tra Ragusa e Siracusa, erano i terminali. La droga arrivava e veniva smistata. Con corrieri e depositi diversi. Con turni e contatti stabili.

Gli investigatori hanno documentato plurime attività di spaccio. Cessioni al dettaglio. Movimenti di denaro. Accumulo di proventi illeciti. Non solo consumatori occasionali. Ma una rete organizzata per tenere aperta la piazza ogni giorno.

La capacità di rifornire altre piazze è un dato importante. Significa che il gruppo non era isolato. Aveva contatti esterni. Aveva canali di approvvigionamento costanti. Per questo l’indagine è andata avanti per mesi.

Sequestri: 6 kg di droga, 85 mila euro e 4 armi

Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati oltre 6 kg di stupefacenti. Cocaina, crack e hashish. Quantità importanti per una piazza come Noto. Segno di un giro d’affari consistente.

Sequestrati anche 85 mila euro in contanti. Denaro ritenuto provento di spaccio. Soldi trovati in case, nascondigli e disponibilità degli indagati. Una cifra che testimonia l’accumulo illecito.

Sequestrate 4 armi comuni da sparo illecitamente detenute. Più munizionamento vario. Armi clandestine. Alcune con matricola abrasa. Detenute senza titolo. Più volte collegate alla protezione della piazza di spaccio.

Il mix droga e armi è tipico di questi gruppi. La droga porta soldi. Le armi servono a difendere soldi e territorio. La detenzione abusiva e la ricettazione di armi clandestine sono reati gravi. Aggravano la posizione degli indagati.

Il blitz del 22 settembre: pistola nel muretto a secco e 416 grammi di droga

Un passaggio decisivo è del 22 settembre scorso. I Reparti operanti, con supporto dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Sicilia, della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Palermo e dei Nuclei Cinofili, hanno eseguito perquisizioni locali e personali.

Sequestrata una pistola calibro 9 illecitamente detenuta. Sequestrati 60 proiettili di vario calibro. Sequestrati 416 grammi di stupefacente tra cocaina e hashish. Droga occultata dentro un muretto a secco vicino all’abitazione di uno dei principali indagati.

Il nascondiglio nel muretto è un classico del territorio ibleo. Muri di pietra che delimitano campi. Facili da aprire e richiudere. Difficili da notare. I cani antidroga hanno fatto la differenza.

Le perquisizioni del 22 settembre hanno anticipato le misure cautelari di oggi. Hanno dato riscontro concreto alle indagini. Hanno permesso di trovare armi e droga fresche. Non solo ricostruzioni tecniche.

Discarica abusiva a Testemozze di Noto e combustione illecita

Oltre a droga e armi, c’è un altro filone. Lo sversamento illecito di rifiuti in area adibita a discarica abusiva in località Testemozze di Noto. Area poi sottoposta a sequestro.

Secondo gli accertamenti, l’area era usata per smaltimento illecito e combustione incontrollata di rifiuti. Rifiuti edili e altri materiali. Bruciati all’aperto. Con danno ambientale e pericolo per la salute.

La discarica abusiva era collegata a uno degli indagati. Una attività parallela allo spaccio. Un modo per fare soldi anche con i rifiuti. Realizzazione e gestione di discarica abusiva e combustione illecita sono reati ambientali gravi.

Il sequestro dell’area di Testemozze è stato eseguito dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza. Un sequestro che blocca l’attività illecita. Che apre la strada a bonifica e verifiche ambientali.

Beni per 660 mila euro sequestrati dalla Guardia di Finanza

I Finanzieri del Gruppo di Siracusa hanno dato esecuzione anche a un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili. Valore complessivo oltre 660 mila euro.

Il sequestro preventivo serve a colpire i patrimoni illeciti. Non solo la droga. Ma case, terreni, conti, auto acquistate con proventi di spaccio. Un modo per togliere convenienza economica al reato.

Il valore di 660 mila euro è alto per un gruppo di Noto. Indica accumulo di ricchezza nel tempo. Indica reinvestimento dei soldi della droga in beni apparentemente legali.

Le indagini patrimoniali sono state condotte in parallelo a quelle sullo spaccio. Analisi documentale, visure, movimenti bancari. Un lavoro tipico della Guardia di Finanza.

Come hanno lavorato Carabinieri di Noto e Finanzieri di Siracusa

L’indagine è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa. Condotta tra dicembre 2023 e novembre 2024. Con attività tecnica, analisi documentale e servizi di osservazione, controllo e pedinamento.

L’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Noto ha lavorato sul territorio. Pedinamenti, osservazioni, riscontri sul campo. Il Gruppo della Guardia di Finanza di Siracusa ha lavorato su flussi di denaro e beni.

Il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sicilia è servito per operare in aree rurali e impervie. La Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Palermo ha dato copertura dall’alto. I Nuclei Cinofili hanno trovato droga occultata.

Una macchina investigativa complessa. Che ha messo insieme competenze diverse. Che ha permesso di arrivare a quattro misure cautelari e a sequestri importanti.

Cosa succede ora: presunzione di innocenza

È obbligo rilevare che gli indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente. La loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale. Sarà definita solo a seguito di eventuale sentenza di condanna passata in giudicato.

Vale il principio costituzionale di presunzione di innocenza. Le misure cautelari non sono condanne. Servono a evitare reiterazione, inquinamento prove o fuga. Il processo stabilirà le responsabilità.

Le attività per concludere l’esecuzione sono ancora in corso. Possibili ulteriori sviluppi. Possibili altri sequestri. La Procura di Siracusa terrà informata l’opinione pubblica nel rispetto del segreto istruttorio.

Per la comunità di Noto e Siracusa l’operazione è un segnale. Le piazze di spaccio smantellate non risolvono da sole il problema droga. Ma interrompono una rete attiva. Tolgono armi e soldi. Restituiscono una area come Testemozze alla legalità.

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