Novità da Wuhan!!

SarsCov2, Wuhan, USA.

Novità da Wuhan!!
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chesini garden
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Le cause della pandemia che sta affliggendo il mondo sono ancora sconosciute, ma....!!

Il team di esperti dell’OMS tornato dalla Cina qualche settimana fa  ha dovuto ammettere di non aver ancora trovato la causa della pandemia di SARS-CoV-2.

Sebbene la teoria più quotata sia quella del salto di specie avvenuto in un contesto naturale, quella dell’incidente di laboratorio, dileggiata e scartata da molti,  prende sempre più piede.

Ad aprile 2020 sono stati pubblicati dei rapporti risalenti al 2018 e decisamente degni di nota: gli ufficiali medici e ricercatori dell’ambasciata americana a Pechino, durante una conferenza tenutasi nella capitale, vengono a sapere che alcuni loro colleghi cinesi ritenevano di  aver scoperto la grotta, nella provincia dello Yunnan, nella quale il virus della SARS aveva avuto origine.

Non solo, avevano anche scoperto tre nuovi virus caratterizzati dalla ormai famosa proteina ad uncino che li rendeva particolarmente abili nel legarsi alle cellule dei polmoni umani; campioni di questi virus erano stati portati all’istituto di virologia di Wuhan per essere studiati.

Gli ufficiali medici in questione, non molto familiari con tale laboratorio (di costruzione abbastanza recente), decidono di andarlo a visitare.

Parlando con i ricercatori e gli scienziati che ci lavoravano scoprono una realtà inquietante: non ci sono abbastanza tecnici addestrati ad operare in sicurezza i laboratori di livello BSL-4 dove i patogeni più pericolosi vengono conservati (tra i quali questi nuovi virus).

In seguito alla visita vengono scritti ben due rapporti indirizzati a Washington e non solo, che sottolineavano i gravi rischi a cui si andava incontro studiando dei virus che possono contagiare l’uomo in modo estremamente facile in un laboratorio che non aveva standard di sicurezza adeguati. 

La pubblicazione di questi rapporti non ha fatto altro che aggiungere benzina al fuoco politico che divampava tra l’amministrazione Trump ed il regime cinese.

Anche per questo motivo la teoria della fuga dal laboratorio è stata accantonata per mesi, venendo percepita come propaganda politica.

Quest’anno però, come ben sappiamo, una nuova amministrazione ha preso le redini degli Stati Uniti, un’amministrazione che non può essere facilmente accusata di strumentalizzare le teorie sulle origini del virus come si riteneva avesse fatto la precedente.

Ed è proprio in questo contesto che un team di scienziati dell’OMS si reca in Cina per studiare le origini della pandemia.

Le condizioni in cui il team si è trovato ad operare sono estremamente difficili: la raccolta delle informazioni sul campo viene realizzata esclusivamente da scienziati cinesi, che poi rendono note le proprie scoperte ai colleghi, perché? 

Tutte le informazioni rilasciate vengono controllate dal governo cinese.

Non viene data al team alcuna possibilità di esaminare i dati e le informazioni “grezze”, non aggregate, sui primi casi registrati, rendendo impossibile, di fatto, risalire alle origini del virus, a come e dove ha iniziato a diffondersi.

I risultati sono talmente deludenti che una ventina di scienziati scrivono una lettera aperta pubblicata su diversi media internazionali con la quale chiedono una nuova indagine indipendente ed imparziale che non escluda a priori (come è stato fatto) la fuoriuscita del virus da un laboratorio.

Anche il governo americano si dice perplesso e chiede maggiore trasparenza al regime cinese, che deve permettere un’indagine indipendente sulle origini della pandemia.

Qualche giorno fa Alison Young, reporter americana che si occupa da anni di svelare al pubblico le incredibili falle di sicurezza nei laboratori americani, ha scritto un pezzo su Usa Today per esprimere un concetto semplice: gli incidenti di laboratorio avvengono, più di quanto si voglia far credere o sapere al pubblico, anche in laboratori di altissimo livello.

Per questo motivo è assolutamente irrazionale escludere tale eventualità dal ventaglio delle possibilità esistenti: si tratta di un’ipotesi che merita di essere esaminata con attenzione e cura.

Oggi c’è stata un’altra dichiarazione di peso da parte dell’ex direttore del CDC americano Robert Redfield secondo il quale la teoria più probabile è proprio quella della fuga del virus dall’istituto di virologia di Wuhan, virus che avrebbe già cominciato a diffondersi tra settembre ed ottobre 2019.

Anche Redfield sottolinea, secondo la sua esperienza di virologo, che non è inusuale che un tecnico si infetti con un patogeno respiratorio sul quale sta conducendo esperimenti o analisi.

Mettendo insieme questi elementi arriviamo ad una conclusione: la fuga dal laboratorio non è una barzelletta, non è propaganda politica.

Si tratta di una possibilità seria e concreta, ormai presa in considerazione e ventilata pubblicamente sempre più spesso e che deve essere investigata.

Speriamo che i governi di tutto il mondo continuino a fare pressioni su Pechino perché la verità, qualunque essa sia, possa venire fuori, mentre per l'Italia visti i dati alla mano, si possa tornare ad una graduale normalità, perché il sistema sociale ed economico italiano, non potrà reggere ancora a lungo. 

EP

Redazione Roma