15 Giugno 2026 19:52
# Assalto all’ATM a Nuoro: smantellata la banda dell’Escavatore, 4 arresti e aequestro di armi.
Un’operazione su vasta scala coordinata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro ha portato all’arresto di quattro persone responsabili dell’assalto all’ufficio postale di Bitti. Recuperate armi, esplosivi e droga.
Nelle prime ore di oggi, l’intera provincia di Nuoro è stata teatro di un’importante operazione anticrimine che ha segnato un punto di svolta nel contrasto ai reati predatori nel centro Sardegna. I Carabinieri della Compagnia di Bitti, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna e da diverse unità territoriali del Comando Provinciale di Nuoro, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale locale. I quattro destinatari del provvedimento, tutti di nazionalità italiana, sono accusati di una lunga serie di reati: rapina aggravata, ricettazione, furto, detenzione e porto abusivo di armi.
L’indagine si è concentrata su un episodio di estrema violenza avvenuto il 2 settembre dello scorso anno, quando un commando organizzato ha devastato il centro di Bitti per sradicare uno sportello automatico. L’efficacia dell’intervento odierno sottolinea la costante vigilanza dell’Arma a tutela della sicurezza pubblica nelle aree più interne della Barbagia e della Gallura.
La dinamica del colpo: l’assalto del 2 settembre a Bitti
La ricostruzione fornita dagli inquirenti descrive un’azione pianificata con precisione paramilitare, ma caratterizzata da una violenza distruttiva. Il gruppo criminale, prima di colpire l’ufficio postale, si era impossessato di un escavatore e di un furgone, rubati poco prima per essere utilizzati come “ariete” e mezzo di trasporto per la fuga.
Utilizzando il braccio meccanico dell’escavatore, i malviventi hanno letteralmente sventrato le mura dell’edificio postale, sradicando l’intero blocco ATM. Tuttavia, la fuga non è stata priva di imprevisti: il furgone su cui era stato caricato il bottino è rimasto coinvolto in un incidente stradale durante le fasi concitate dell’allontanamento. Nonostante l’intoppo, la banda non si è data per vinta: grazie all’intervento di un complice giunto a bordo di un trattore, sono riusciti a recuperare la cassaforte e a dileguarsi nelle campagne circostanti. Il bottino finale è stato quantificato in circa 81.000 euro in contanti.
Arresti e perquisizioni: un arsenale nelle mani della criminalità
L’operazione non si è limitata alla cattura dei quattro presunti autori materiali. Le perquisizioni estese tra i comuni di Bitti, Calangianus, Buddusò, Siniscola, Tempio Pausania e Ozieri hanno rivelato uno scenario ancora più inquietante. Oltre agli arresti, sono stati indagati altri due soggetti legati al gruppo.
Il materiale sequestrato dai Carabinieri di Nuoro conferma la pericolosità della cellula criminale:
Armi da guerra:un mitragliatore e diversi fucili detenuti abusivamente.
Esplosivi: vari chili di esplosivo, metri di miccia e detonatori pronti all’uso.
Stupefacenti: ingenti quantitativi di droga destinati al mercato locale.
Refurtiva: banconote e beni provenienti da altri furti precedenti.
Questo mix di armi e droga suggerisce un legame stretto tra i reati contro il patrimonio e il narcotraffico, delineando un profilo criminale poliedrico e strutturato.
Il fenomeno degli assalti agli ATM: una piaga in Sardegna e in Italia
L’episodio di Bitti e la successiva operazione di Nuoro non sono casi isolati. La tecnica dell’escavatore, o quella alternativa della “marmotta” (un dispositivo esplosivo inserito nelle fessure dello sportello), è diventata tristemente nota nelle cronache nazionali.
In Sardegna, diversi episodi simili hanno scosso l’opinione pubblica negli ultimi anni:
1. L’assalto a Silanus: Anche in questo caso, un escavatore fu utilizzato per abbattere le pareti di una banca, causando danni strutturali ingenti.
2. Il colpo di Olbia:Un tentato furto con esplosivo che portò alla distruzione dell’atrio di un centro commerciale.
3. La banda del bancomat nel Nord Italia: Gruppi specializzati che operano tra Lombardia ed Emilia-Romagna, spesso collegati a organizzazioni che si muovono su tutto il territorio nazionale.
La risposta dello Stato, coordinata in questo caso dalla Procura della Repubblica di Nuoro, dimostra che la tecnologia investigativa (analisi delle celle telefoniche, videosorveglianza e rilievi scientifici) sta progressivamente chiudendo il cerchio attorno a queste bande locali.
Sicurezza del territorio e presidio dell’Arma
L’impiego dei “Cacciatori di Sardegna” nell’operazione di oggi evidenzia come il territorio impervio del nuorese richieda reparti specializzati capaci di operare in ambienti rurali e zone impervie. Il Comando Provinciale di **Nuoro** ha ribadito che il contrasto a questi fenomeni non riguarda solo la tutela del denaro, ma la difesa dell’integrità fisica dei cittadini, spesso messi a rischio dall’uso spregiudicato di mezzi pesanti ed esplosivi in centri abitati.
Conclusioni e fase processuale
Mentre i quattro arrestati sono stati condotti in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, le indagini proseguono per verificare l’eventuale coinvolgimento della banda in altri colpi irrisolti nella regione. È importante ricordare che, ai sensi della legge, il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità degli indagati sarà accertata solo a seguito di una sentenza definitiva, rispettando il principio della presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio.
L’operazione odierna rappresenta comunque un segnale forte: le istituzioni non arretrano di fronte alla criminalità organizzata che tenta di destabilizzare l’economia e la serenità delle comunità sarde.






