12 Febbraio 2026 18:43
⚖️ Tragedia di Ornavasso: “Dovevo fermarlo io”, le parole del padre a processo per l’omicidio del figlio
[17 Dicembre 2025]
Il tribunale di Novara ha ospitato una testimonianza carica di dolore e tensione. Edoardo Borghini, 64 anni, è comparso davanti alla Corte d’Assise.
Ornavasso. L’uomo è accusato di aver tolto la vita al figlio Nicolò, di 34 anni. Il dramma si è consumato lo scorso 19 gennaio a Ornavasso, nel Verbano-Cusio-Ossola.
Al centro del dibattimento c’è la ricostruzione di quella tragica lite famigliare. La tragedia di Ornavasso ha scosso profondamente l’intera comunità locale per la sua violenza improvvisa.
🗣️ La confessione in aula: “Era fuori di sé”
Durante l’udienza, Edoardo Borghini ha deciso di parlare. Le sue parole hanno cercato di descrivere lo stato d’animo di quei concitati momenti.
“Mio figlio era fuori di sé, forsennato”, ha dichiarato l’imputato davanti ai giudici. Secondo il suo racconto, la situazione all’interno della villetta era diventata ingestibile.
Il padre ha descritto un clima di estremo pericolo. Ha affermato di aver agito spinto dalla disperazione e dalla necessità di proteggere il proprio nucleo familiare.
🛡️ La difesa della moglie come movente
Il punto focale della deposizione riguarda il timore per l’incolumità della moglie. Borghini ha spiegato di aver percepito una minaccia reale e immediata.
“Ho temuto per la vita di mia moglie”, ha proseguito il 64enne in aula. La paura di perdere la compagna lo avrebbe spinto a un gesto estremo.
Nelle sue parole emerge il peso di una scelta drammatica: “Ho pensato che dovevo fermarlo io”. Questo passaggio è ora al vaglio degli inquirenti per determinare l’esatta natura del gesto.
🔍 La ricostruzione della lite a Ornavasso
L’omicidio è avvenuto al culmine di una lite scoppiata tra le mura domestiche. Non era la prima volta che i rapporti tra padre e figlio apparivano tesi.
Tuttavia, quel 19 gennaio la situazione è precipitata definitivamente. La violenza è esplosa in pochi istanti, trasformando una normale serata in un incubo.
La tragedia di Ornavasso è stata caratterizzata da un mix di fragilità e tensioni accumulate nel tempo. Gli accertamenti tecnici dovranno confermare se la dinamica dei fatti corrisponde alla versione fornita dal genitore.
🏛️ Il processo davanti alla Corte d’Assise
Edoardo Borghini deve rispondere dell’accusa di omicidio. Il processo a Novara cercherà di fare luce su ogni dettaglio di quella giornata.
La Corte d’Assise dovrà valutare se si sia trattato di una reazione d’impeto o se vi fossero alternative possibili. La difesa punta molto sullo stato di necessità e sulla legittima difesa dei propri cari.
Dall’altra parte, l’accusa analizza la proporzionalità della risposta rispetto alla minaccia percepita. Il dolore della famiglia resta comunque il dato più evidente di questa vicenda.
🫂 Una comunità ferita dal dramma familiare
Ornavasso non ha dimenticato quel giorno di gennaio. La villetta dove è avvenuto il fatto è diventata il simbolo di un malessere profondo.
Nicolò Borghini era conosciuto in paese. La sua scomparsa prematura per mano del padre ha lasciato un segno indelebile nei vicini e negli amici.
Il processo attira molta attenzione mediatica. La tragedia di Ornavasso solleva interrogativi sulla gestione delle crisi familiari e sul supporto psicologico necessario in contesti difficili.
📅 Le prossime fasi del giudizio
Le udienze proseguiranno con l’ascolto dei testimoni e dei periti. Saranno fondamentali i rilievi della polizia scientifica effettuati subito dopo il delitto.
Il verdetto finale arriverà solo dopo un’attenta analisi di tutte le prove. Per ora, resta il racconto di un padre che ammette le proprie responsabilità ma invoca la paura come causa scatenante.
La giustizia dovrà stabilire il confine tra il gesto disperato e il reato penale. La sentenza segnerà la fine di un percorso giudiziario molto doloroso per tutti i protagonisti coinvolti.
Altro su Varese Press



