10 Luglio 2026 12:59
# Palermo, vince 100mila euro ma finisce in un incubo: 5 arresti per rapina e tentato omicidio.
Una vincita fortunata che si trasforma in un dramma senza fine.
I Carabinieri della Compagnia di Carini hanno messo fine alle violenze subite da un giovane della provincia di Palermo, perseguitato da un branco dopo aver centrato un premio da 100mila euro con un Gratta e Vinci.
L’operazione si è conclusa il 24 aprile 2026 con l’esecuzione di cinque misure cautelari.
Dalla fortuna all’imboscata: la dinamica dei fatti a Palermo.
Tutto ha inizio nel gennaio 2025, quando la vittima incassa la vincita record. La notizia della fortuna, però, si diffonde rapidamente attirando le attenzioni di un gruppo criminale locale.
Il 21 febbraio scatta la trappola: il giovane viene attirato con l’inganno in una zona isolata.
Ad attenderlo, tre uomini con il volto coperto da passamontagna, armati di bastoni e di un fucile a canne mozze.
Dopo aver esploso colpi in aria a scopo intimidatorio, il branco si è scagliato contro la vittima con un violento pestaggio, rubandogli contanti, il cellulare e la carta del libretto postale, utilizzata subito dopo per effettuare prelievi indebiti.
La denuncia e l’escalation di violenza.
Nonostante il clima di terrore, il giovane ha trovato la forza di rivolgersi ai Carabinieri. La scelta di denunciare ha però innescato una persecuzione spietata da parte del gruppo, a cui si è aggiunta una donna di 29 anni (denunciata a piede libero).
I tentativi per costringere la vittima a ritirare la querela sono stati brutali:
Rappresaglie e minacce di morte estese anche ai familiari;
Un tentativo di investimento con l’auto;
L’episodio più grave il 5 novembre scorso, con l’accoltellamento all’addome della vittima tra le vie del paese.
Le indagini: video e tracciamenti bancari.
Le indagini, condotte inizialmente dalla stazione locale e proseguite dal Nucleo Operativo e Radiomobile, sono state complesse. Gli indagati hanno tentato ripetutamente di inquinare le prove e sviare i sospetti, ma il lavoro degli inquirenti è stato meticoloso.
A incastrare i cinque giovani (di età compresa tra i 20 e i 30 anni) sono stati fondamentali i filmati dei sistemi di videosorveglianza, l’analisi dei tracciamenti bancari dei prelievi illeciti e diverse attività tecniche che hanno confermato il quadro indiziario.
Le misure cautelari e i reati contestati
Il GIP di Palermo, sottolineando la particolare “spregiudicatezza degli indagati” e il concreto pericolo di reiterazione dei reati, ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Le accuse a vario titolo sono pesantissime:
Rapina aggravata e tentata estorsione;
Tentato omicidio e lesioni personali;
Porto abusivo di armi da fuoco;
Indebito utilizzo di carte di credito e furto.
L’intervento dell’Arma dei Carabinieri ha permesso di interrompere una spirale di violenza che avrebbe potuto portare a conseguenze ancora più tragiche, restituendo un senso di sicurezza a una vittima che aveva colpevolmente attirato l’invidia criminale per una semplice vincita al gioco.
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