Palermo

Palermo, corsa clandestina tra moto, 8 agenti feriti e due auto della Polizia gravemente danneggiate, un centinaio di persone contro gli agenti.

Nelle strade di Falsomiele, quartiere della periferia sud di Palermo, un controllo del territorio finalizzato a fermare una gara clandestina tra motociclisti si è trasformato in una notte di violenza. All’alt intimato dagli agenti, uno dei conducenti ha forzato il blocco ed è riuscito a fuggire, dando il via a un concitato inseguimento tra le vie della città.

Cento persone contro la Polizia: scatta la guerriglia urbana

Mentre il terzo motociclista riusciva a far perdere le proprie tracce – un fuggitivo già noto alle forze dell’ordine per precedenti di guida senza patente –, gli agenti sono riusciti a bloccare gli altri due partecipanti: un giovane di 27 anni e un uomo di 52.
Il fermo è avvenuto nei pressi di un casolare all’interno del quale i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato hashish, cocaina, denaro in contanti e una pistola scacciacani.

L’intervento ha però scatenato la reazione del quartiere.

Circa un centinaio di residenti è sceso in strada nel tentativo di ostacolare l’arresto dei due uomini.
In pochi minuti la zona di largo dei Pinguini è diventata un teatro di guerriglia: decine di pattuglie della Polizia sono state accerchiate e le volanti sono diventate il bersaglio di un fitto lancio di pietre e oggetti di ogni tipo.
Per dare supporto ai colleghi e ristabilire l’ordine sono intervenute anche diverse pattuglie dei Carabinieri.
La folla è stata dispersa solo dopo l’esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco sparati in aria a scopo dissuasivo. Il bilancio finale è pesante: 8 agenti di Polizia sono rimasti feriti, quattro dei quali con una prognosi di 7 giorni e gli altri quattro di 5 giorni. La posizione degli indagati è ora al vaglio degli inquirenti.

Le reazioni istituzionali: “Un attacco allo Stato”

Dura la condanna del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che al Giornale di Sicilia ha dichiarato: «Non è accettabile che un intervento finalizzato a fermare comportamenti illegali possa trasformarsi in un’aggressione alle forze dell’ordine. Chi indossa una divisa deve poter svolgere il proprio lavoro senza diventare bersaglio di intimidazioni e violenza».
Anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso ferma condanna per l’accaduto: «Si tratta di un fatto gravissimo. I responsabili devono essere individuati al più presto e chiamati a rispondere delle loro azioni con la massima fermezza».

Sulla questione è intervenuto tramite il proprio profilo X anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi:

«A Palermo, un intervento di polizia per fermare due giovani si è trasformato in un’aggressione verso gli agenti. Questi fatti testimoniano che il problema è chi delinque e non riconosce le più fondamentali regole di una convivenza civile, usando violenza perfino contro le Forze dell’ordine. La presenza dello Stato sul territorio è costante, e le sassate contro gli agenti per impedirne il lavoro rappresentano una grave perdita di senso civico e di rispetto. La mia solidarietà e il mio plauso vanno ancora una volta e sempre alle Forze di Polizia, e in particolare agli agenti rimasti feriti».

La protesta dei sindacati di categoria

Fronte comune anche da parte delle sigle sindacali di Polizia.
La Uil Polizia ha denunciato la “gravissima violenza”, evidenziando il rischio costante che un normale controllo di routine possa degenerare in guerriglia urbana.
Il Siulp ha puntato il dito contro l’ostruzionismo di parte della cittadinanza, definendo i sassi lanciati contro le volanti come «sassi scagliati direttamente contro lo Stato».
Sulla stessa linea il Coisp, che ha liquidato l’episodio come «un vero e proprio atto di guerriglia contro lo Stato e le sue istituzioni».

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