Maxi richiamo di pandori: trovati residui di plastica nei dolci natalizi

 

Un importante richiamo alimentare ha colpito il settore dei dolci natalizi in Italia. Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro dal mercato di diversi marchi di pandoro a seguito della segnalazione di un rischio fisico per i consumatori, legato alla possibile presenza di residui di plastica all’interno dei prodotti. L’allerta riguarda numerosi lotti distribuiti su scala nazionale e coinvolge sia pandori classici sia versioni farcite o senza lattosio.

 

Il problema è emerso durante i controlli ufficiali condotti dagli ispettori della Struttura Sicurezza Alimentare dell’ATS Brianza, che hanno individuato la contaminazione in uno stabilimento di produzione situato in provincia di Monza e Brianza.

 

 

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Plastica nei pandori: cosa è stato trovato

 

Secondo quanto comunicato dalle autorità sanitarie, all’interno dei pandori richiamati sono stati rinvenuti corpi estranei di natura plastica, nello specifico residui del rivestimento in PTFE (Teflon) degli stampi di cottura utilizzati durante il processo produttivo.

 

Durante la fase di cottura, alcuni stampi avrebbero subito uno sfaldamento del rivestimento, rilasciando minuscoli frammenti di plastica che sono rimasti aderenti al prodotto finito. Sebbene non si tratti di materiali metallici, la presenza di plastica negli alimenti rappresenta comunque un rischio per la sicurezza dei consumatori, soprattutto per possibili lesioni o ingestione accidentale.

 

 

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I controlli e l’intervento dell’ATS Brianza

 

L’anomalia è stata individuata nel corso di un’ispezione effettuata presso uno stabilimento produttivo della Brianza, specializzato nella produzione di pandori e dolci lievitati. Gli ispettori dell’ATS Brianza, una volta accertata la non conformità, hanno disposto il sequestro probatorio dei prodotti ancora presenti nello stabilimento e avviato il richiamo immediato dei lotti già immessi sul mercato.

 

Contestualmente, è stata trasmessa la notizia di reato all’autorità giudiziaria e sono state avviate le procedure sanzionatorie nei confronti dell’operatore del settore alimentare, per la mancata identificazione e gestione del pericolo, come previsto dalla normativa vigente in materia di sicurezza alimentare.

 

 

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L’elenco completo dei pandori richiamati

 

Gli avvisi pubblicati dal Ministero della Salute nella sezione dedicata agli “Avvisi di sicurezza e richiami di prodotti alimentari” riguardano numerosi lotti dei seguenti prodotti:

 

Pandoro al pistacchio 700 g a marchio Piaceri Mediterranei, scadenza 29/01/2026

 

Pandoro caramello salato 700 g a marchio Piaceri Mediterranei, scadenza 23/02/2026

 

Pandoro crema limone 700 g a marchio Piaceri Mediterranei, scadenza 18/02/2026

 

Pandoro crema cioccolato 700 g a marchio Piaceri Mediterranei, scadenza 18/02/2026

 

Pandoro senza lattosio 650 g a marchio Piaceri Mediterranei, scadenza 12/02/2026

 

Pandoro farcito al pistacchio 600 g a marchio Novaldo, scadenza 05/03/2026

 

Pandoro farcito al cioccolato 600 g a marchio Novaldo, scadenza 05/03/2026

 

Pandoro classico senza lattosio 500 g a marchio Novaldo, scadenza 05/03/2026

 

Pandoro classico 600 g a marchio Vergani, scadenza 08/05/2026

 

 

I consumatori che abbiano acquistato uno dei prodotti indicati sono invitati a non consumarlo e a restituirlo al punto vendita, dove potranno ottenere il rimborso o la sostituzione.

 

 

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Chi è il produttore coinvolto

 

Il produttore dei pandori richiamati è la società ZERO+4 Srl, con stabilimento situato a Desio, in provincia di Monza e Brianza, precisamente in via Lavoratori Autobianchi 1/15. L’azienda produce dolci per diversi marchi, inclusi quelli coinvolti nel maxi richiamo.

 

Le autorità sanitarie hanno sottolineato come il problema non riguardi un singolo prodotto, ma un difetto di processo produttivo, legato all’utilizzo e alla manutenzione degli stampi di cottura.

 

 

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Il ruolo del Ministero della Salute e la tutela dei consumatori

 

Il Ministero della Salute ha pubblicato tempestivamente tutti gli avvisi di richiamo sul proprio portale ufficiale, garantendo la massima trasparenza e permettendo ai consumatori di verificare rapidamente se i prodotti acquistati rientrino tra quelli segnalati.

 

Questo tipo di intervento rientra nelle attività di prevenzione primaria previste dal sistema di controllo alimentare italiano, che mira a intercettare i rischi prima che possano causare danni alla salute pubblica.

 

 

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Il commento dello Sportello dei Diritti

 

Sulla vicenda è intervenuto anche Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sottolineando come siano state attivate tutte le procedure di richiamo dei prodotti già distribuiti e come sia stata assicurata una rapida informazione agli uffici competenti regionali e ministeriali.

 

Secondo D’Agata, l’episodio dimostra l’importanza della tracciabilità alimentare, del coordinamento istituzionale e della tempestività degli interventi, elementi fondamentali per tutelare i consumatori e garantire la sicurezza del sistema alimentare.

 

 

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L’apprezzamento della Direzione Generale ATS Brianza

 

Anche il neo Direttore Generale di ATS Brianza, Paola Palmieri, ha espresso il proprio apprezzamento per l’operato degli ispettori coinvolti nei controlli.

 

«Desidero ringraziare il personale della Struttura Sicurezza Alimentare e del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione per la professionalità, il senso di responsabilità e la prontezza dimostrati», ha dichiarato Palmieri, sottolineando come episodi di questo tipo confermino il valore dei controlli ufficiali quale presidio essenziale di tutela della salute pubblica.

 

 

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Cosa devono fare i consumatori

 

Chiunque abbia acquistato uno dei pandori oggetto di richiamo è invitato a:

 

Non consumare il prodotto

 

Verificare marca, formato e data di scadenza

 

Restituire il pandoro al punto vendita

 

Consultare il sito del Ministero della Salute per eventuali aggiornamenti

 

 

Anche se i frammenti segnalati sono di piccole dimensioni, la prudenza resta fondamentale per evitare qualsiasi rischio.

 

 

 

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