13 Agosto 2026 20:56
Pentedattilo, volontariato scout: 7 giorni indimenticabili tra storia, comunità e pomodori italiani
Un’esperienza di volontariato scout a Pentedattilo può cambiare il modo in cui guardi un borgo, una comunità e persino te stesso. Lo raccontano le Guide Horizons di Binche, Belgio, che hanno trascorso una settimana nel cuore del borgo fantasma più affascinante della Calabria. Sette giorni di lavoro, scoperta e legami umani che hanno lasciato il segno. Tra pietre antiche, accoglienza calorosa e cucina italiana, Pentedattilo si è rivelata molto più di una destinazione: è diventata casa.
Diario di Campo: l’arrivo delle Guide Horizons a Pentedattilo
«Ciao, noi siamo le Guide Horizons di Binche e abbiamo appena trascorso una settimana incredibile all’interno dell’associazione di Pentedattilo». Così inizia il diario condiviso dalle giovani scout belghe dopo la loro esperienza di volontariato nel borgo in provincia di Reggio Calabria.
La foto di gruppo lo racconta bene: sorrisi, foulard colorati e, alle spalle, la sagoma inconfondibile di Pentedattilo. Il borgo abbarbicato sulla rupe a forma di mano con cinque dita è uno dei luoghi più suggestivi del Sud Italia. Abbandonato negli anni ‘60 e poi lentamente rinato grazie all’impegno di associazioni e volontari, oggi è simbolo di rinascita culturale e sociale.
Per le Guide Horizons, arrivare qui ha significato entrare in un tempo diverso. Un tempo lento, fatto di incontri veri, lavoro manuale e serate condivise. Un tempo che, come hanno scritto loro stesse, «sembra fermarsi».
L’accoglienza dell’associazione: sentirsi parte della comunità
Il primo aspetto che colpisce chi fa il volontariato come scout a Pentedattilo è l’accoglienza. «Tutti i membri dell’associazione sono davvero disponibili, all’ascolto e sempre pronti a condividere la loro storia e il loro amore per il villaggio», raccontano le ragazze belghe.
A Pentedattilo non sei un turista di passaggio. Sei parte di un progetto. L’associazione che gestisce le attività nel borgo coinvolge i volontari nella vita quotidiana: dalla manutenzione dei sentieri alla pulizia degli spazi comuni, dall’organizzazione di eventi alla narrazione delle leggende locali. Ogni gesto ha un senso, perché contribuisce a tenere vivo un luogo che rischiava di scomparire.
Gli abitanti e i membri dell’associazione aprono le porte delle loro case, raccontano la storia del terremoto del 1783, della faida degli Alberti e del lungo abbandono. Ma soprattutto, trasmettono l’orgoglio di chi ha deciso di non arrendersi. Per una scout che viene dall’estero, ascoltare queste storie direttamente da chi le vive è una lezione di cittadinanza attiva che nessun manuale può insegnare.
Il legame con gli scout italiani: gemellaggi che restano
Un’esperienza di volontariato come scout a Pentedattilo non sarebbe completa senza l’incontro con altri scout. Le Guide Horizons di Binche hanno condiviso la settimana con gruppi scout italiani che hanno fatto da ponte tra culture diverse.
«Abbiamo anche creato dei bellissimi legami con gli scout che ci hanno accompagnato. Un grazie enorme anche a loro», scrivono nel loro diario. Cucine da campo montate insieme, canti serali sotto le stelle, lavori condivisi sotto il sole calabrese: sono queste le cose che trasformano un campo in un’amicizia.
Lo scautismo ha un linguaggio universale. Che tu venga dal Belgio o dalla Calabria, il nodo piano, la promessa e la legge scout sono gli stessi. A Pentedattilo, questo linguaggio comune diventa ancora più forte perché si lega a un obiettivo concreto: ridare vita a un borgo. Molti gemellaggi nati qui continuano poi a distanza, con scambi di lettere, videochiamate e la promessa di rivedersi.
Il lavoro concreto: rendere Pentedattilo più accessibile a tutti
«Il nostro contributo al progetto ha aiutato a sistemare e a rendere il villaggio di Pentedattilo più accessibile, per permettere a più persone di scoprire questo luogo ricco di storia». Questa frase delle Guide Horizons riassume il senso del volontariato qui.
Pentedattilo è bellissima ma fragile. I sentieri sono ripidi, le case diroccate vanno messe in sicurezza, la vegetazione va controllata. Il lavoro dei volontari è fondamentale. Durante la settimana, le ragazze belghe hanno ripulito percorsi, sistemato piccole aree di sosta, aiutato a rendere più fruibili alcuni spazi per i visitatori.
È un lavoro fisico, a volte faticoso sotto il sole di luglio, ma che dà soddisfazione immediata. Vedere un turista che riesce a raggiungere un punto panoramico grazie al sentiero che hai appena sistemato ripaga di ogni goccia di sudore. Il volontariato come scout a Pentedattilo è questo: azioni piccole che, sommate, tengono in piedi un sogno collettivo.
La scoperta della cucina italiana: uno chef e i pomodori che non ti aspetti
Non si può parlare di Calabria senza parlare di cibo. E le Guide Horizons lo hanno scoperto nel modo migliore. «Uno chef ci ha viziato per tutta la settimana. Grazie a lui per averci fatto scoprire la cucina italiana e, soprattutto, i pomodori».
Per chi arriva dal Belgio, il sapore di un pomodoro calabrese raccolto a luglio è una rivelazione. Pasta al sugo, parmigiana, insalate profumate di basilico: la cucina diventa parte dell’esperienza culturale. A Pentedattilo, spesso i pasti sono momenti comunitari. Si cucina insieme, si apparecchia all’aperto, si condivide.
Lo chef che ha seguito il gruppo non ha solo cucinato. Ha raccontato le ricette, ha spiegato perché l’olio locale fa la differenza, ha insegnato a riconoscere il basilico buono. Per molte delle ragazze, è stato il primo vero incontro con la dieta mediterranea. Un incontro che, a giudicare dall’entusiasmo, è destinato a durare.
Pentedattilo: perché questo borgo incanta chiunque lo visiti
Chi fa Pentedattilo volontariato scout se ne innamora per forza. Il borgo è unico. Si sviluppa sulla roccia del Monte Calvario, con le sue cinque punte che ricordano le dita di una mano. Da qui il nome: “penta daktylos” in greco significa proprio cinque dita.
Le case in pietra, alcune restaurate e altre ancora diroccate, raccontano secoli di storia. La chiesa sconsacrata, le botteghe artigiane riaperte, il panorama che spazia fino al mare Jonio: ogni angolo è una cartolina. Ma Pentedattilo non è solo bello. È carico di significato.
Qui nel 1686 si consumò la strage degli Alberti, una faida che segnò il declino del borgo. Qui il terremoto del 1783 convinse molti ad andarsene. Eppure, dal 1990, grazie a volontari e associazioni, Pentedattilo è tornata a vivere. Oggi ospita festival, residenze artistiche e campi di volontariato. È la prova che i luoghi non muoiono se c’è qualcuno disposto a prendersene cura.
Vita da campo a Pentedattilo: com’è una giornata tipo
Come si svolge una giornata di Pentedattilo volontariato scout? La sveglia è presto, con il sole che illumina la rupe. Colazione tutti insieme, poi si formano le squadre di lavoro. C’è chi sistema i muretti a secco, chi pulisce un sentiero, chi aiuta in cucina o prepara il materiale per un’attività con i bambini del paese vicino.
Il lavoro occupa la mattinata, quando il caldo è ancora sopportabile. Dopo pranzo, spazio al riposo, al tempo personale e alla scoperta. Si può esplorare il borgo, parlare con gli artigiani, leggere un libro all’ombra. Nel tardo pomeriggio spesso si riprendono le attività o si organizza un momento di formazione.
La sera è il momento della comunità. Cena condivisa, canti, giochi e racconti. A Pentedattilo il cielo stellato è incredibile perché non c’è inquinamento luminoso. Addormentarsi con il suono dei grilli e svegliarsi con il profumo del caffè fatto nella moka è parte dell’esperienza.
Perché scegliere Pentedattilo per un campo scout o un’esperienza di volontariato
Le Guide Horizons sono chiare: «Raccomandiamo vivamente questa esperienza: è unica». Ma perché un gruppo scout dovrebbe scegliere proprio Pentedattilo?
Primo, per l’impatto. Qui il vostro lavoro si vede davvero. Non è volontariato astratto: è sistemare un gradino che permetterà a una persona anziana di visitare il borgo. È ridipingere una panchina dove qualcuno si siederà a guardare il tramonto.
Secondo, per la formazione. A Pentedattilo si impara la storia, l’archeologia, la geologia, l’educazione ambientale e la cittadinanza. Si impara il valore della memoria e della cura.
Terzo, per le relazioni. Si conoscono persone di ogni età e provenienza, unite dallo stesso obiettivo. Si pratica l’inglese, il francese, il dialetto calabrese. Si cresce.
Quarto, per la bellezza. Fare servizio in un posto così ti riconcilia con il mondo. Dopo una settimana qui, torni a casa con occhi diversi.
Come partecipare: informazioni pratiche per gruppi e singoli
Se la storia delle Guide Horizons di Binche ti ha incuriosito, sappi che l’esperienza di volontariato come scout a Pentedattilo è aperta a tutti. L’associazione che gestisce il borgo organizza campi estivi e invernali per gruppi scout, associazioni e singoli volontari.
Di solito i campi durano una settimana, da sabato a sabato. Vitto e alloggio sono organizzati in strutture semplici nel borgo o nelle immediate vicinanze. Spesso si dorme in camerate o in tenda, in perfetto stile scout. La quota di partecipazione copre le spese vive e contribuisce al progetto di recupero del borgo.
Il periodo migliore va da aprile a ottobre, ma Pentedattilo ha il suo fascino anche d’inverno. Per candidarsi, basta contattare l’associazione Pro Pentedattilo tramite i canali ufficiali. È consigliato muoversi con qualche mese di anticipo, perché i posti sono limitati e la richiesta è alta, soprattutto in estate.
Non serve essere esperti muratori: serve voglia di fare, spirito di adattamento e rispetto per il luogo. Il resto lo impari sul campo.
Il bilancio delle Guide Horizons: “Grazie mille per tutto”
Il diario delle Guide Horizons si chiude con un ringraziamento semplice e potente: «Grazie mille per tutto». In quelle quattro parole c’è la sintesi di un’esperienza che ha mescolato fatica e gioia, scoperta e servizio, Italia e Belgio.
Pentedattilo ha dato loro un pezzo di storia, sapori indimenticabili e nuove amicizie. Loro hanno lasciato al borgo ore di lavoro, sorrisi e la promessa di raccontare questa storia una volta tornate a casa. È lo scambio perfetto su cui si basa il volontariato.
«È un piccolo angolo tranquillo e rilassante, dove il tempo sembra fermarsi», hanno scritto. E forse è proprio questo che cerchiamo quando partiamo per un campo: un luogo dove il tempo rallenta e ci permette di capire cosa conta davvero.
Se sei un capo scout, un rover, una scolta o semplicemente una persona che vuole mettersi in gioco, Pentedattilo ti aspetta. Lo zaino è leggero, ma tornerai a casa con il cuore pieno.
Pentedattilo ti cambia: testimonianze e futuro del borgo
Chi passa da Pentedattilo non resta uguale. Lo dicono le Guide Horizons, lo dicono decine di gruppi prima di loro. Il borgo ti costringe a rallentare, a guardare, ad ascoltare. Ti insegna che la bellezza va curata e che una comunità rinasce se qualcuno decide di rimboccarsi le maniche.
Oggi Pentedattilo ospita botteghe artigiane, un piccolo museo diffuso, eventi culturali e residenze per artisti. Ma tutto questo esiste perché da trent’anni ci sono volontari che arrivano, lavorano e ripartono portando la storia del borgo in giro per il mondo.
Il futuro di Pentedattilo si scrive così: un campo dopo l’altro, un gradino riparato dopo l’altro, un’amicizia nata sotto le stelle dopo l’altra. Il volontariato come scout a Pentedattilo è una delle chiavi di questa rinascita. E la porta è aperta.
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