Per non dimenticare affidi illeciti in Val D'Enza Vogliamo giustizia

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Per non dimenticare affidi illeciti in Val D'Enza Vogliamo giustizia
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Per non dimenticare affidi illeciti in Val D'Enza Vogliamo giustizia 

Reggio Emilia 8 Giugno, riguardo all'udienza preliminare capeggiata dal giudice Dario De Luca, svoltasi il 5 Maggio a Reggio Emilia, sui casi legati agli affidi illeciti in Val d’Enza, il giudice ha accolto la decisione di utilizzare le intercettazioni, ed i messaggi chat, scambiati all'epoca, tra le assistenti sociali, contro altri colleghi.

Durante l'udienza sono state ascoltata le dichiarazioni di due imputate : Beatrice Benati, e Nadia Campani, (assistente sociale la prima, e dirigente dell’Unione della Val d’Enza la seconda), 

Le due imputate dell’inchiesta “Angeli e Demoni”, Benati e Campari, hanno rilasciato solo dichiarazioni spontanee, a loro discolpa "a loro dire", dichiarazioni scaturite dalla dirompente confessione della collega Cinzia Magnarelli, avvenuta in fase d'indagine.

In ogni caso la Benati è accusata di violenza privata, accusata di aver ipotizzato un interesse sessuale, verso una minore da parte del compagno della madre, intimando addirittura alla donna, di troncare la relazione, a mezzo di minacce rivolte alla madre della minore, che se non avesse ottemperato alle deviate elugubrazioni della richiedente, si sarebbe arrogata il diritto di collocare la figlia in affido extra familiare, una cosa che se sarà accertata, ci auguriamo ponga in carcere la suddetta, perchè trattasi di un comportamento molto grave che sembra seguire le dinamiche mafiose.

Gli avvocati della Benati, Luigi Scarcella e Giulia Incerti, ribadiscono che la madre della minore era daccordo, fatto che ci lascia ancora più implacabili nei confronti dell'imputata, che su presupposti non accertati di violenza sessuale, avvalendosi di minacce, vuole farci cerdere che una persona possa essere daccordo, seppur sotto minaccia, ci sembra davvero impietosa la dichiarazione.

Ma il sostituto procuratore Valentina Salvi, in risposta alla Benati, ha letto le chat tra le assistenti sociali, che puntavano il dito contro Francesco Monopoli, braccio destro della massima dirigente del servizio, la coimputata Federica Anghinolfi, al fine di ribadire che per il pm non tutti i comportamenti erano leciti, evidenziando che non andava affatto tutto bene, visto che le stesse assistenti sociali, sollevavano dei problemi, riguardo all'equilibrio del Monopoli.

Ma la Benati non ha perso tempo per ribadire le evidenze, affermando che Monopoli, inizialmente era ritenuto un collega esperto, in realtà le altre assistenti sociali avrebbero avuto dei forti dubbi a riguardo.

Nel frattempo durante le 3 ore di udienza, avvenuta in presenza dei 24 avvocati degli imputati, è stata sentita anche la Campani, che doveva coordinare e verificare il corretto comportamento dei servizi sociali, difesa dall'avvocato Andrea Mattioli, che ha affermato che i minori abusati sarebbero stati solo una minima parte dei bambini, che a loro dire, necessitavano di terapie di sostegno psicologico, per mezzo anche di psicoterapie, che venivano affidate a personale che non sempre rispecchiava nè il livello quantitativo, nè quello di preparazione specifica, a causa d'insufficienti risorse economiche, e di personale.

Quindi ciò aveva instraurato un sistema di pagamento di questi psicoterapeuti, del gruppo di Torino del centro Hansel e Gretel, ritenuto dalla stessa Anghinolfi e dagli specialisti, più competente, dando vita alla compartecipazione delle spese, ed ad un sodalizio tra Ausl, e Unione dei comuni, come ben già segnalato dall'accusa.

La Campani avrebbe garantito i pagamenti delle sedute, del personale che definisce non del tutto qualificato, per insufficienza di fondi, appartenente ad al centro Hansel e Gretel di Torino, con parcelle che secondo l'accusa hanno dei prezzi gonfiati, e non stentiamo a crederlo, visto le dichiarazioni dell'imputata, che sembrano essere un contraddittorio unico, firmando addirittura lei stessa le delibedre di pagamento per conto dell'Anghinofi stessa.

La difesa della Campani, avrebbe prodotto dei verbali che dimostrano l'unanimità di tutti, riguardo alle decisioni in merito, tirando in ballo tutti : gli amministrativi, la politica, il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti già ampiamente conosciuto per il coinvolgimento dei casi di Bibbiano e non solo, e l’Ausl di Reggio.

Siamo davvero sconcertati, dall'incapacità di gestione, e dai gravi risvolti ai danni dei minori, e delle loro famiglie.