Piano casa 2026: via libera del Cdm e proroga taglio accise

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Piano casa 2026 e ha prorogato il taglio delle accise sui carburanti. La misura è stata presentata come risposta all’emergenza abitativa e al caro energia. Il provvedimento punta a rigenerare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e a sostenere le famiglie con redditi medio-bassi. Nel testo licenziato dal Cdm è previsto anche un pacchetto successivo dedicato all’autotrasporto.

Cosa prevede il Piano casa 2026

Il Piano casa 2026 si articola su tre assi principali: rigenerazione degli alloggi popolari, sostegno all’acquisto della prima casa per i giovani under 36, e incentivi alla riqualificazione energetica. Secondo quanto dichiarato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la casa è un bene primario e rappresenta oggi un problema per una fetta significativa di italiani. L’obiettivo dichiarato è intervenire su 60.000 alloggi popolari da rigenerare entro il 2028.

Il finanziamento complessivo stanziato dal Cdm per il Piano casa è di 2,8 miliardi di euro nel triennio 2026-2028. La ripartizione indicata nella bozza è la seguente: 1,6 miliardi di euro destinati alla rigenerazione degli alloggi ERP, 700 milioni di euro per il Fondo garanzia prima casa, 300 milioni di euro per contributi alla riqualificazione energetica e 200 milioni di euro per misure di accompagnamento sociale e contrasto al disagio abitativo.

Rigenerazione di 60.000 alloggi popolari: numeri e costi

Il cuore del provvedimento è la rigenerazione del patrimonio pubblico. Il target è 60.000 alloggi da recuperare e riassegnare. Il costo medio stimato per ogni unità è di 26.600 euro. Il totale dell’intervento su questa voce ammonta a 1,6 miliardi di euro.

Le risorse saranno trasferite alle Regioni e ai Comuni sulla base di graduatorie legate all’indice di disagio abitativo e alla cantierabilità degli interventi. La priorità andrà ai progetti che garantiscono la riconsegna degli alloggi entro 24 mesi dall’avvio dei lavori. Per accelerare, il decreto prevede poteri commissariali per i sindaci delle città metropolitane con liste d’attesa superiori a 10.000 nuclei familiari.

Fondo garanzia prima casa: 700 milioni per gli under 36

Il Piano rifinanzia il Fondo di garanzia per la prima casa con 700 milioni di euro fino al 31 dicembre 2027. La garanzia statale copre fino all’80% della quota capitale per mutui destinati a giovani con ISEE fino a 40.000 euro. La platea potenziale stimata dal MEF è di 95.000 nuovi mutui nel triennio.

A questo si aggiunge un contributo a fondo perduto per le spese notarili pari a 2.000 euro a domanda, con un plafond totale di 120 milioni di euro. Il contributo è prenotabile tramite la piattaforma Consap dal 15 giugno 2026.

Riqualificazione energetica e bonus edilizi

Per l’efficientamento del patrimonio pubblico e privato, il Piano casa stanzia 300 milioni di euro. Di questi, 180 milioni di euro vanno ai Comuni per interventi su edifici ERP con salto di almeno due classi energetiche. I restanti 120 milioni di euro finanziano un nuovo credito d’imposta al 50% per condomini a prevalenza di proprietari con ISEE medio sotto i 25.000 euro. Il tetto di spesa per unità immobiliare è fissato a 60.000 euro.

Il meccanismo non prevede cessione del credito né sconto in fattura. La detrazione sarà ripartita in 5 quote annuali. L’obiettivo è riqualificare 18.000 unità immobiliari entro il 2028, con un risparmio medio stimato in bolletta di 620 euro l’anno per famiglia.

Proroga taglio accise: quanto vale e fino a quando

Insieme al Piano casa, il Cdm ha prorogato il taglio delle accise sui carburanti. La riduzione è di 0,150 euro al litro su benzina e gasolio. La proroga vale fino al 31 luglio 2026. Il costo per le casse dello Stato è di 1,1 miliardi di euro per tre mesi.

Il Governo ha confermato che la misura sarà monitorata mensilmente. Se il prezzo medio del Brent dovesse scendere stabilmente sotto i 75 dollari al barile, il taglio potrà essere rimodulato. Per il settore dell’autotrasporto è invece previsto un provvedimento ad hoc entro 30 giorni, con un credito d’imposta aggiuntivo legato ai chilometri percorsi.

Le dichiarazioni di Giorgia Meloni sul diritto alla casa

Durante la conferenza stampa al termine del Cdm, la Presidente Meloni ha definito la casa un bene primario. Ha sottolineato che il problema riguarda una fetta significativa di italiani, soprattutto giovani coppie, famiglie monoreddito e anziani soli. L’impegno è rigenerare 60.000 alloggi popolari e sbloccare le graduatorie ferme da anni.

Meloni ha aggiunto che il Piano non è assistenzialismo ma una leva per la dignità e la crescita. Il testo punta a coniugare politiche abitative e rigenerazione urbana, con attenzione alle periferie e alle aree interne.

Tempi di attuazione e prossimi passaggi

Il decreto legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Entro 45 giorni dovranno arrivare i decreti attuativi del MIT e del MEF per il riparto delle risorse. I Comuni avranno 90 giorni per presentare i progetti di rigenerazione.

Per il Fondo garanzia prima casa, l’operatività è prevista dal 15 giugno 2026. Per il credito d’imposta sulla riqualificazione, l’Agenzia delle Entrate pubblicherà il provvedimento attuativo entro il 31 maggio 2026.

Chi gestirà i fondi e i controlli

La cabina di regia sarà al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in coordinamento con Regioni, Anci e Federcasa. È prevista una piattaforma unica di monitoraggio con dati trimestrali su alloggi avviati, conclusi e assegnati.

Per evitare ritardi, scatta la revoca del finanziamento se i lavori non partono entro 12 mesi dall’assegnazione delle risorse. I ribassi d’asta dovranno essere reinvestiti nello stesso Comune per ulteriori alloggi.

Impatto su affitti e mercato immobiliare

Secondo le stime del MIT, la rigenerazione di 60.000 alloggi pubblici può ridurre la pressione sulle graduatorie del 18% entro il 2028. Nelle 14 città metropolitane, l’immissione di nuove unità dovrebbe calmierare i canoni di locazione nel segmento più basso del mercato.

Per i privati, il rifinanziamento del Fondo garanzia punta a sostenere la domanda di prima casa in una fase di tassi ancora alti. Il tasso medio sui mutui a 25 anni rilevato a marzo 2026 è del 3,85%. Con la garanzia all’80%, le banche possono applicare spread inferiori di 0,40-0,60 punti.

 

Come fare domanda per i contributi casa

Per gli alloggi ERP, i bandi saranno gestiti dai Comuni di residenza. Le famiglie già in graduatoria non devono ripresentare domanda, ma dovranno aggiornare l’ISEE 2026 entro il 30 settembre.

Per il Fondo garanzia prima casa, la domanda passa dalla banca che eroga il mutuo. L’istituto trasmette la richiesta a Consap, che risponde entro 20 giorni. Per il credito d’imposta riqualificazione, servirà asseverazione tecnica e visto di conformità, con comunicazione all’Enea entro 90 giorni dalla fine lavori.

Conclusioni: le cifre chiave del pacchetto

Il pacchetto approvato dal Cdm muove 3,9 miliardi di euro complessivi tra casa e accise. Di questi, 2,8 miliardi di euro vanno al Piano casa 2026-2028 e 1,1 miliardi di euro alla proroga trimestrale del taglio accise. L’obiettivo più concreto è la rigenerazione di 60.000 alloggi popolari con una spesa media di 26.600 euro ad unità.

Il successo dipenderà dalla velocità dei Comuni e dalla capacità di aprire i cantieri entro 12 mesi. Il Governo ha messo in campo poteri sostitutivi e monitoraggio trimestrale per evitare che le risorse restino bloccate. I prossimi 60 giorni saranno decisivi per i decreti attuativi e per capire l’impatto reale su famiglie e mercato.

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