10 Marzo 2026 00:12
I Carabinieri indagano : scoperta pazzesca, bunker marijuana a Platì
Scoperta: bunker marijuana a Platì: operazione dei Carabinieri tra i boschi dell’Aspromonte
Nel cuore dell’Aspromonte, i Carabinieri hanno scoperto un bunker sotterraneo con una piantagione “indoor” di marijuana. L’operazione è avvenuta a Platì, in provincia di Reggio Calabria, durante un servizio straordinario di controllo del territorio.
Bunker nascosto sotto una stalla
Il bunker era nascosto sotto una stalla, circondato da fitta vegetazione. Apparentemente abbandonato, il capanno agricolo celava un sofisticato laboratorio sotterraneo. I militari hanno seguito un cavo elettrico sospetto che si perdeva tra gli alberi. Il tracciato li ha condotti all’ingresso del rifugio.
Sistema di accesso ingegnoso
Un pannello basculante, azionato da contrappesi, dava accesso al bunker. All’interno, una serra “indoor” di marijuana con piante alte fino a 110 centimetri. L’ambiente era illuminato e ventilato da un impianto elettrico alimentato da un allaccio abusivo alla rete pubblica.
Coltivazione illegale altamente tecnologica
Il laboratorio era dotato di trasformatori, ventilatori e lampade. Tutto era studiato per simulare le condizioni ideali di una serra professionale. La struttura era completamente abusiva e progettata per evitare controlli.
Denunciati padre e figlio
Due persone sono state denunciate in stato di libertà: padre e figlio. Sono ritenuti responsabili della realizzazione e gestione del bunker. Le indagini proseguono per accertare eventuali collegamenti con reti di narcotraffico.
Controllo del territorio e lotta al narcotraffico
L’operazione rientra in una strategia più ampia contro la produzione di sostanze stupefacenti. I Carabinieri della Compagnia di Locri, insieme allo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e al 14° Battaglione, monitorano costantemente le aree impervie dell’Aspromonte.
Tecniche di osservazione e perlustrazione
La scoperta è frutto di un’attenta attività di osservazione. I militari hanno utilizzato tecniche di perlustrazione avanzate per individuare il cavo elettrico nascosto. Questo dettaglio ha permesso di smascherare l’intera struttura.
Rispetto dei diritti degli indagati
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. L’operazione è stata condotta nel pieno rispetto delle garanzie previste dal nostro ordinamento.
Impatto sul territorio
La scoperta del bunker marijuana a Platì evidenzia la presenza di coltivazioni illegali anche in zone remote. La conoscenza del territorio da parte dei militari è fondamentale per contrastare queste attività.
Importanza della collaborazione tra reparti
Il successo dell’operazione dimostra l’efficacia della collaborazione tra diverse unità dell’Arma. L’intervento congiunto ha permesso di smantellare una struttura complessa e ben nascosta.
Tecnologia al servizio dell’illegalità
Il bunker rappresenta un esempio di come la tecnologia venga utilizzata per fini illeciti. L’impianto elettrico e di aerazione era progettato per garantire la crescita ottimale delle piante.
Sorveglianza continua nelle aree rurali
Le zone rurali dell’Aspromonte sono spesso teatro di attività illegali. La sorveglianza costante da parte dei Carabinieri è essenziale per prevenire e reprimere questi fenomeni.
Conclusione
La scoperta del bunker marijuana a Platì è un segnale forte nella lotta contro il narcotraffico. Le forze dell’ordine continuano a presidiare il territorio con determinazione e competenza.
L’azione dei Carabinieri oltre all’azione repressiva apporta benefici sia di contrasto all’economia sommersa e illegale che soffoca quella sana ma serve anche a diminuire i costi sociali degli effetti deleteri dal punto di vista sanitario.
Chi assume la droga si ammala e i costi ricadono su tutti, un aspetto di cui non si parla ma che sarebbe bene tenerne conto, soprattutto in un periodo come quello attuale, di grande difficoltà del mondo della sanità.
Fonti: Carabinieri
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