Salvini e le fake news sui carburanti: la replica durissima di Desario e Adnkronos

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META DESCRIPTION: Salvini attacca i giornalisti per il video sul caro carburanti e parla di fake news. La replica del direttore Adnkronos Davide Desario: “Nessuna fake news, abbiamo pubblicato le sue parole testuali”. Cosa è successo davvero.

TESTO ARTICOLO:

Salvini attacca i giornalisti sul caro carburanti e Adnkronos risponde: nessuna fake news.

È scontro frontale tra Matteo Salvini e Adnkronos. Il vicepremier e leader della Lega ha pubblicato un video in cui accusa i media di aver diffuso una fake news sul suo intervento sul caro carburanti. La risposta del direttore Davide Desario non si è fatta attendere ed è durissima: “Nessuna fake news, l’Adnkronos fa informazione corretta”.

Al centro della polemica c’è una frase pronunciata da Salvini mercoledì, durante un evento pubblico, che ha fatto il giro dei social e dei giornali. Una frase che, per come è stata detta, si prestava a due interpretazioni opposte. E che ora diventa un caso politico e giornalistico.

Salvini, cosa ha detto davvero sul costo del carburante

Partiamo dai fatti, perché è proprio questo il punto rivendicato da Adnkronos.

Durante il suo intervento, Salvini dice testualmente: “È chiaro che a breve non caleranno né il costo del carburante, né il costo dell’energia, né il costo per le imprese, né il costo per le famiglie. Quindi o ti rassegni o ti attrezzi”.

È una frase che ha colpito subito. Detta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel pieno di una crisi internazionale con due guerre aperte e con il prezzo della benzina che torna a salire sopra i 2 euro, suona come una resa. Come se il governo dicesse ai cittadini: rassegnatevi.

Il video dell’intervento diventa virale in poche ore. Decine di testate rilanciano la citazione. Tra queste anche Adnkronos, che pubblica alla lettera le parole del leghista.

Salvini però, quasi due giorni dopo, pubblica un video di replica. Sostiene che la sua frase è stata travisata. Che quando diceva “o ti rassegni o ti attrezzi” non si riferiva ai cittadini, alle famiglie e alle imprese, ma al governo. Che il suo era un invito all’esecutivo a prepararsi, ad adeguarsi, a investire.

Il problema è che nel video originale questo chiarimento non c’è. Lo stesso sbobinato che Salvini allega a sua discolpa non lo chiarisce. Anzi, conferma l’ambiguità.

La replica di Desario: “Non è una fake news, è cronaca”

La risposta di Davide Desario, direttore responsabile di Adnkronos, è affidata a una nota ufficiale ripresa da tutte le testate del gruppo.

Desario risponde alle accuse di Salvini in modo netto: “Nessuna fake news sui carburanti, l’Adnkronos fa informazione corretta”.

E poi entra nel merito di cosa significa davvero fake news.

“Al giorno d’oggi anche un bambino conosce il significato di fake news: non solo una notizia falsa, ma creata appositamente per fuorviare il lettore”.

Secondo Desario, Adnkronos non ha inventato nulla, non ha interpretato, non ha aggiunto aggettivi. Ha fatto la cosa più semplice e più corretta che un’agenzia di stampa possa fare: ha pubblicato alla lettera le parole del ministro.

Se poi quelle parole erano poco chiare dal punto di vista dialettico, come lo stesso articolo Adnkronos sottolinea definendo l’intervento “non proprio esemplare dal punto di vista dialettico”, la responsabilità non è del giornalista che le riporta, ma di chi le ha pronunciate.

È un punto fondamentale di deontologia giornalistica. La fake news presuppone la volontà di manipolare. La cronaca di una dichiarazione ambigua, invece, è semplicemente cronaca.

Desario fa notare anche un altro dettaglio che non è sfuggito ai cronisti romani. Nel suo video di attacco, Salvini si guarda bene dal citare direttamente Adnkronos. Ma “qualcuno dei suoi collaboratori inserisce nella clip uno screenshot del profilo X dell’Adnkronos con la scritta Fake news”. Un modo per indicare il bersaglio senza nominarlo, scaricando sui social l’onda di attacchi.

Perché quel “o ti rassegni o ti attrezzi” ha fatto arrabbiare tutti

Per capire perché la frase di Salvini ha avuto un’eco così forte, bisogna leggere l’intero sbobinato pubblicato dallo stesso ministro.

Salvini parte dal contesto geopolitico: “Due conflitti sono un enorme problema e temo che non ci sia una soluzione in vista a breve. Motivo per cui uno deve prepararsi, adeguarsi”. Poi arriva al punto: “È chiaro che a breve non caleranno né il costo del carburante, né il costo dell’energia”.

Subito dopo, però, il discorso scivola su tutt’altro: il dibattito sullo scostamento di bilancio, il 3,1% di deficit, gli investimenti di Ferrovie dello Stato, i 20 miliardi di lavori pubblici.

Il collegamento logico tra il caro benzina e gli investimenti di Fs non è immediato per chi ascolta. E la frase “o ti rassegni o ti attrezzi”, buttata lì dopo aver parlato di famiglie e imprese che non cambiano più macchina o cucina per paura, suona inevitabilmente come rivolta a loro.

Lo dimostrano, come fa notare Desario, “decine di commenti di utenti che rimarcano proprio la poca chiarezza. Quello, poi, che si scatena sui social non dipende da noi ma da un messaggio originariamente non chiaro”.

In altre parole: se il tuo messaggio viene frainteso da migliaia di persone, forse il problema non è chi lo ascolta, ma come lo hai detto.

Salvini e i giornalisti, un rapporto sempre teso

Questo episodio non è isolato. Il rapporto tra Salvini e la stampa è da sempre conflittuale, fatto di accuse reciproche di fake news.

Salvini usa spesso l’etichetta “fake news” come arma politica. È una strategia comunicativa precisa: delegittimare il mediatore, il giornalista, per parlare direttamente al suo popolo via social, dove il messaggio non viene filtrato.

Ma quando a essere accusata è un’agenzia come Adnkronos, che ha come mestiere proprio quello di trascrivere virgolettati senza commenti, l’accusa diventa più pesante. Perché mette in discussione il fondamento stesso del lavoro di cronaca.

Desario lo dice chiaramente: “Invece di prendersela con giornalisti che fanno il loro dovere, Salvini forse avrebbe fatto meglio a verificare l’operato dei suoi esperti di comunicazione. Che avrebbero potuto precisare meglio il suo messaggio nell’immediatezza (e non quasi due giorni dopo) per evitare qualsiasi fraintendimento”.

E aggiunge: “Sempre i suoi esperti di comunicazione avrebbero dovuto evitare di accostare l’espressione fake news allo screenshot dell’Adnkronos”.

Il punto è tutto qui. Un ministro che dice che il carburante non calerà, in un momento di difficoltà per famiglie e imprese, ha il dovere di essere chiarissimo. Se dice una frase ambigua e poi la corregge 48 ore dopo, non può dare la colpa ai giornalisti che nel frattempo hanno fatto il loro lavoro.

Cosa resta di questa polemica

Alla fine, cosa ci insegna questo scontro tra Salvini e Desario?

Ci insegna che la questione dei carburanti è ancora una ferita aperta per il governo. Il prezzo alla pompa è il termometro più immediato della crisi per gli italiani. Ogni parola di un ministro su questo tema pesa come un macigno.

Ci insegna che la comunicazione politica oggi non può permettersi ambiguità. Perché un video tagliato, un virgolettato estrapolato, fa il giro del web in minuti. E se il messaggio originario non è blindato, il fraintendimento è garantito.

E ci insegna, soprattutto, che chiamare “fake news” una citazione testuale è un errore. Le fake news sono un’altra cosa. Sono notizie inventate. Qui c’è una frase realmente pronunciata da Salvini, sbobinata e pubblicata. Che poi Salvini volesse dire altro, è una precisazione legittima, che andava fatta subito. Ma non trasforma la cronaca in falsità.

La replica di Adnkronos, in questo senso, non è solo la difesa di una testata. È la difesa di un principio: i giornalisti non sono megafoni del potere, ma testimoni di quello che il potere dice. Anche quando quello che dice non è chiarissimo.

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