10 Febbraio 2026 10:30
Riforma delle professioni sanitarie. Aodi (AMSI–UMEM): servono coraggio, ascolto e decreti chiari
Via libera alla riforma. Il disegno di legge approda in Parlamento La riforma delle professioni sanitarie entra nella fase decisiva. Dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri e la firma del Presidente della Repubblica, il disegno di legge arriva in Parlamento. Entro il 2026, il sistema sanitario sarà ridisegnato. Cambieranno competenze, responsabilità, formazione e governance.
Il commento di Foad Aodi. Senza professionisti non c’è sanità A intervenire è il professor Foad Aodi, medico fisiatra e divulgatore scientifico. Parla a nome di AMSI, UMEM, Uniti per Unire e AISC_NEWS. «Apprezziamo lo sforzo del Governo, ma servono coraggio, ascolto e decreti attuativi chiari. Senza professionisti non c’è sanità», dichiara.
Tutela dei professionisti = qualità delle cure Aodi sottolinea un principio chiave. «Tutelare i professionisti italiani e stranieri significa tutelare i pazienti. Non ci sono categorie contrapposte. Esiste un’unica comunità professionale». Il messaggio è chiaro: la qualità delle cure dipende dalla valorizzazione di chi le eroga.
Dialogo interprofessionale, non muri Il futuro della sanità passa dalla collaborazione. «Chiediamo che la riforma rafforzi il dialogo interprofessionale. Serve integrazione, non frammentazione. Sanità moderna significa team multidisciplinari, competenze certificate e formazione aggiornata», afferma Aodi.
Una riforma ampia. Decreti attesi entro il 2026 La delega al Governo prevede uno o più decreti legislativi entro il 31 dicembre 2026. L’obiettivo è aggiornare ruoli e funzioni. Superare norme datate. Costruire un sistema coerente con i bisogni della popolazione e con l’evoluzione clinica e tecnologica.
Agenas come regia nazionale Il testo affida ad Agenas un ruolo centrale. L’agenzia dovrà costruire un sistema nazionale per la mappatura delle competenze. Sarà orientato alla sanità digitale, all’intelligenza artificiale, alla medicina territoriale e all’integrazione tra ospedale e territorio.
Formazione da ripensare. Nuovi percorsi e specializzazioni La riforma interviene sulla formazione. Tra gli elementi chiave:
- Nuovi percorsi per la medicina generale
- Rafforzamento delle scuole di specializzazione
- Valorizzazione dei profili tecnico-sanitari e scientifici
- Revisione dei criteri di accesso e dei fabbisogni
Ordini professionali più rappresentativi La riforma tocca anche la Legge 3/2018. L’obiettivo è rendere gli Ordini professionali più trasparenti, efficienti e realmente sussidiari allo Stato. Aodi auspica che diventino «porte aperte per il dialogo e per costruire il futuro della tutela della salute».
Responsabilità professionale. Verso criteri più equi La riscrittura dell’articolo 590-sexies è uno dei punti più attesi. Introdurrà criteri più equi per valutare la condotta del professionista. L’obiettivo è tutelare chi opera con competenza e buona fede, evitando automatismi punitivi.
Un appello alle istituzioni. Serve ascolto e visione Aodi lancia un appello alle istituzioni. «La riforma deve essere costruita con chi lavora ogni giorno nella sanità. Serve ascolto, visione e coinvolgimento. I sindacati e gli ordini devono aprirsi al dialogo. Solo così si costruisce una sanità più giusta».
Un percorso condiviso per il futuro della salute La riforma delle professioni sanitarie è una sfida complessa. Richiede coraggio politico e competenza tecnica. Ma è anche un’opportunità. Per costruire un sistema più equo, moderno e vicino ai cittadini. Il contributo di AMSI, UMEM e delle reti professionali sarà fondamentale.
Conclusione La riforma delle professioni sanitarie entra nel vivo. Il commento di Foad Aodi evidenzia le criticità e le potenzialità. Senza professionisti valorizzati, non c’è sanità. Il Parlamento è chiamato a costruire un sistema più giusto, integrato e competente. Il futuro della salute passa da qui.
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