Il progetto Liberi di scegliere verso la legge: una rete di protezione per i giovani contro la mafia

Il percorso del progetto Liberi di scegliere sta per raggiungere un traguardo storico per le istituzioni italiane.

Oggi, presso Palazzo Montecitorio, si è tenuta una presentazione decisiva della proposta legislativa che mira a trasformare un protocollo sperimentale in una legge dello Stato. Questo passo rappresenta una vittoria per chi crede che lo Stato debba offrire una via d’uscita concreta ai minori nati in contesti di criminalità organizzata.

L’iniziativa del progetto Liberi di scegliere è portata avanti con grande determinazione dall’On. Chiara Colosimo, attuale Presidente della Commissione parlamentare antimafia. La forza di questa proposta risiede nella sua natura trasversale, avendo raccolto il sostegno di deputati e senatori di tutti gli schieramenti politici. Si tratta di una missione comune che mette al centro la libertà e il futuro delle nuove generazioni, sottraendole a un destino che spesso appare già scritto.

Le radici del progetto e l’impegno legislativo passato

La giornata di oggi ha un significato particolare per chi, già negli anni scorsi, ha lavorato instancabilmente su questo fronte. Nell’estate del 2019, infatti, era stato depositato un disegno di legge con l’obiettivo speculare: istituire e regolamentare una rete nazionale di protezione e assistenza. Quel lavoro, svolto in collaborazione con i colleghi Devis Dori e Fabiola Bologna, mirava a colmare i vuoti normativi che spesso lasciavano i figli dei collaboratori di giustizia in una sorta di “limbo” burocratico e sociale.

L’obiettivo di allora, che oggi trova nuova linfa, era quello di introdurre la decadenza della responsabilità genitoriale per i soggetti condannati per reati di mafia o traffico di droga. Non si tratta di una misura punitiva contro la famiglia, ma di un atto di estrema tutela verso il minore, affinché non venga educato ai valori dell’illegalità e della violenza. Proteggere un bambino significa, a volte, avere il coraggio di allontanarlo da un ambiente tossico per dargli la possibilità di scoprire un mondo diverso.

Una rete nazionale di protezione e assistenza

Il fulcro della proposta attuale è la creazione di una rete nazionale coordinata. Troppo spesso, gli interventi giudiziari, socio-sanitari ed educativi si muovono in modo frammentato, riducendo l’efficacia delle misure di tutela. Con questa legge, si punta a rafforzare il coordinamento tra i vari attori coinvolti: tribunali per i minorenni, servizi sociali, scuole e associazioni del terzo settore.

Questa rete ha il compito di assistere non solo i minori, ma anche i familiari che scelgono coraggiosamente di dissociarsi dalle dinamiche criminali. Molte madri, negli anni, hanno manifestato il desiderio di fuggire dai clan per salvare i propri figli, ma si sono scontrate con la mancanza di una protezione economica e abitativa sicura. Il progetto Liberi di scegliere vuole essere la risposta a questa richiesta d’aiuto, fornendo gli strumenti concreti per una nuova vita lontano dalle mafie.

La visione del Dott. Roberto Di Bella: un modello che funziona

Non si può parlare di questo progetto senza menzionare il fondamentale contributo del Dott. Roberto Di Bella. Già Presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria e oggi alla guida degli uffici di Catania, Di Bella è stato il pioniere di questo approccio. La sua attività legislativa e politica, documentata da anni di collaborazione sul campo, ha dimostrato che il “modello Reggio” non solo è applicabile, ma produce risultati straordinari nel recupero dei giovani.

Documentare questa attività politica attraverso il tempo serve a ricordare che le leggi non nascono nel vuoto, ma derivano da anni di osservazione clinica e giuridica della realtà. Le foto che documentano il lavoro svolto qualche anno fa con il Dott. Di Bella sono la testimonianza di un impegno coerente che oggi, finalmente, vede la luce della ratifica parlamentare. L’esperienza calabrese diventa così un patrimonio nazionale da estendere a tutto il territorio.

Perché l’Italia ha bisogno di scelte coraggiose

La lotta alla criminalità organizzata non si fa solo con le manette e le sentenze, ma con l’educazione e la prevenzione. Offrire una “scelta” significa rompere il vincolo di sangue che lega le nuove generazioni alla ‘ndrangheta, alla camorra o a cosa nostra. È un investimento culturale a lungo termine: ogni ragazzo sottratto a una cosca è un potenziale criminale in meno e un cittadino libero in più.

L’Italia ha bisogno di una protezione concreta che non lasci spazio ad ambiguità. I giovani che nascono in famiglie mafiose non hanno colpe, ma hanno il diritto di conoscere la legalità. Il progetto Liberi di scegliere è lo strumento che permette allo Stato di esercitare la propria funzione di “padre autorevole”, capace di intervenire quando la famiglia naturale fallisce nel suo compito educativo e morale.

Il vuoto di tutela per i figli dei collaboratori di giustizia

Un altro punto cardine della proposta riguarda i figli dei testimoni e dei collaboratori di giustizia. Spesso queste figure vivono in una condizione di invisibilità, privati della propria identità e di una continuità affettiva e scolastica. Colmare questo vuoto di tutela significa riconoscere la loro dignità e garantire che la scelta di legalità compiuta dai genitori non ricada negativamente sul percorso di crescita dei più piccoli.

La legge mira a regolarizzare queste situazioni, garantendo percorsi scolastici protetti e un supporto psicologico costante. Solo sentendosi parte di una comunità che li accoglie e li protegge, questi giovani potranno evitare di guardare con nostalgia o risentimento al passato criminale delle proprie famiglie.

Avanti con determinazione: un futuro di legalità

La giornata a Palazzo Montecitorio segna un punto di non ritorno. Il clima di collaborazione visto tra i vari schieramenti lascia ben sperare per una rapida approvazione del testo. È il segnale che, sui temi che toccano la pelle e il futuro dei nostri figli, la politica può e deve trovare una sintesi alta.

Il progetto Liberi di scegliere non è solo un atto giuridico, è una promessa di libertà. Continueremo a seguire l’iter con attenzione, affinché ogni punto della proposta venga attuato con rigore. I nostri giovani hanno bisogno di esempi, di protezione e, soprattutto, di sapere che lo Stato non li abbandona mai, nemmeno quando la sfida è dura.

Fonte Dalila Nesci

 

 

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