Proroga taglio accise carburanti: dal Consiglio dei Ministri via libera allo sconto sul gasolio
Il Consiglio dei Ministri del 26 agosto approva la proroga del taglio accise carburanti. Sconto da 17 centesimi sul gasolio per pochi giorni, poi misura selettiva per fasce reddito.
La proroga taglio accise carburanti è arrivata. Il Consiglio dei Ministri convocato oggi, mercoledì 26 agosto alle 18:00, ha dato il via libera all’ennesimo rinnovo dello sconto sul gasolio, in scadenza proprio nella giornata di oggi. Una decisione attesa, quasi obbligata, visto il prezzo alla pompa che continua a mordere tasche di famiglie e imprese.
Ma questa proroga del taglio accise sui carburanti è diversa dalle altre. Non sarà lunga, non sarà strutturale. Sarà un ponte di pochi giorni, fino ai primi di settembre, per permettere al governo di studiare una soluzione più mirata e sostenibile per le casse dello Stato. Lo ha anticipato il vicepremier Matteo Salvini dal Meeting di Rimini: “Lo sconto sarà prorogato per alcuni giorni, fino a settembre”.
In questo articolo vediamo nel dettaglio cosa ha deciso il Consiglio dei Ministri, quanto vale lo sconto, quanto costa allo Stato e cosa succederà da settembre in poi.
Cos’è la proroga taglio accise carburanti approvata oggi
La misura che il Consiglio dei Ministri si appresta a confermare è la prosecuzione del taglio da 17 centesimi al litro sul gasolio usato come carburante.
Tecnicamente lo sconto è composto da 14 centesimi di accisa vera e propria e da circa 3 centesimi di IVA che non si applica su quella quota di accisa. Il meccanismo è lo stesso introdotto con il decreto-legge del 27 luglio 2026 e poi prorogato a più riprese durante l’estate.
Il decreto originario, approvato dal MEF e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, aveva ridotto l’aliquota di accisa sul gasolio a 472,90 euro per 1000 litri per contrastare il nuovo incremento dei prezzi energetici legato alla crisi internazionale e alle tensioni sul mercato petrolifero.
Riattivato il 28 luglio, il taglio era stato prorogato prima fino al 24 agosto, poi con un decreto interministeriale firmato dai ministri Giancarlo Giorgetti e Gilberto Pichetto Fratin esteso fino al 26 agosto attingendo a 20,8 milioni di euro di maggior gettito IVA registrato a luglio.
La nuova proroga approvata oggi dal Consiglio dei Ministri estende ulteriormente la misura per “alcuni giorni”, con l’orizzonte di inizio settembre. Non è ancora ufficiale la data esatta, ma si parla del 2 o 3 settembre come limite tecnico.
Quanto risparmi davvero alla pompa
Con la proroga del taglio accise sui carburanti, per chi fa gasolio il risparmio resta di 17 centesimi al litro. Può sembrare poco, ma sui pieni si sente.
Facciamo due conti concreti:
Per un pieno da 50 litri di gasolio, il risparmio è di 8,50 euro.
Per chi percorre 1.500 km al mese con un consumo medio di 6 litri ogni 100 km, quindi 90 litri mensili, il risparmio è di circa 15,30 euro al mese, oltre 180 euro all’anno.
Senza questa proroga, il prezzo del gasolio self-service, che oggi viaggia in media a 2,136 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,207 euro in autostrada, schizzerebbe a oltre 2,30 euro. Per la benzina self-service, che non è più coperta dallo sconto selettivo, siamo già a 2,015 euro sulla rete stradale e 2,091 euro in autostrada.
L’Unione Nazionale Consumatori ha parlato di record storico, superato solo nel 2022 quando lo scoppio della guerra in Ucraina fece impennare i prezzi e costrinse il governo Draghi a un taglio da 25 centesimi più IVA, quindi 30,5 centesimi totali, su benzina e gasolio.
Perché solo una proroga di pochi giorni?
La domanda che tutti si pongono è: perché il governo non proroga per un mese o due?
La risposta è tutta nei numeri del Ministero dell’Economia. Ogni giorno di taglio delle accise costa allo Stato circa 10 milioni di euro. La proroga dal 7 al 24 agosto è costata 190,2 milioni di euro, più 42,1 milioni di credito d’imposta per l’autotrasporto, comparto particolarmente esposto all’aumento dei costi.
Una catena infinita di proroghe è insostenibile. Lo ha detto chiaramente il ministro Giancarlo Giorgetti, che ha più volte segnalato in Consiglio dei Ministri l’impossibilità di continuare con decreti d’urgenza finanziati con il maggior gettito IVA.
Da Palazzo Chigi filtra quindi una nuova strategia: abbandonare il taglio indiscriminato per tutti e passare a misure “maggiormente concentrate sulle fasce di reddito che hanno più bisogno”. È la linea che il governo Meloni vuole seguire da settembre.
Cosa succederà a settembre dopo la proroga
Finita questa breve proroga del taglio accise carburanti, il governo ha tre strade davanti.
La prima ipotesi, quella che sembra più probabile al momento, è un rimborso selettivo tramite social card o carta acquisti per chi ha un ISEE molto basso, ad esempio sotto i 15.000 euro. In pratica, non uno sconto alla pompa per tutti, ma un bonus accreditato solo a chi è in difficoltà economica reale. Una misura più giusta dal punto di vista dell’equità, ma che non avrebbe effetti anti-inflazione generalizzati.
La seconda ipotesi è la tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere. L’Italia, insieme a Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna, ha chiesto alla Commissione Europea un confronto su questo punto. Bruxelles però ha risposto che la fiscalità resta competenza dei singoli Stati membri. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha comunque espresso fiducia sulla tenuta del sistema.
La terza ipotesi, quella che nessuno vuole pronunciare ma che è sul tavolo, è la fine di ogni sconto. Dal 3 settembre i prezzi tornerebbero a pieno regime, con il gasolio che supererebbe stabilmente i 2,30 euro.
Le reazioni: consumatori e autotrasportatori divisi
Le associazioni dei consumatori sono critiche verso la svolta selettiva. Il Codacons ha contestato l’orientamento del governo, sostenendo che qualunque intervento dovrebbe abbassare i prezzi alla pompa per tutti, perché il caro-carburanti spinge l’inflazione su tutti i prodotti trasportati su gomma.
Di parere opposto il fronte ambientalista e parte della maggioranza che sostiene che usare risorse pubbliche per sussidiare combustibili fossili, anche solo per pochi centesimi, non è coerente con gli obiettivi di transizione energetica e che i fondi andrebbero usati solo per misure di sostenibilità e resilienza energetica.
Gli autotrasportatori, invece, chiedono continuità. Con il decreto del 27 luglio, oltre al taglio da 17 centesimi, era stato previsto anche un credito d’imposta esteso fino a luglio proprio per sostenere un comparto che non può scaricare interamente i costi sui clienti.
Cosa fare ora: consigli pratici per risparmiare
In attesa di capire cosa succederà a settembre, ecco cosa puoi fare in questi giorni di proroga del taglio accise sui carburanti:
1. Fai il pieno in modalità self-service e fuori dall’autostrada. La differenza tra self sulla rete ordinaria e servito in autostrada arriva a oltre 30 centesimi al litro. Sul gasolio si sono viste punte di 3,159 euro al litro per il servito in autostrada.
2. Usa le app di confronto prezzi. Il Ministero fa pubblicare quotidianamente i prezzi medi regionali. Confrontare due distributori nella stessa zona può farti risparmiare 5-7 centesimi al litro anche senza accise.
3. Se hai ISEE basso, conserva scontrini e fatture. Se davvero da settembre si passerà a un bonus su social card, è probabile che servirà dimostrare la spesa per carburante o avere un ISEE aggiornato.
4. Per le aziende, verifica il credito d’imposta. Se operi nell’autotrasporto, la proroga fino a luglio del periodo di riferimento per il credito d’imposta può valere migliaia di euro.
Conclusione
La proroga del taglio accise carburanti approvata dal Consiglio dei Ministri del 26 agosto è un cerotto, non una cura. Mantiene lo sconto da 17 centesimi sul gasolio per evitare un’impennata immediata dei prezzi proprio nel picco dei rientri estivi, ma allo stesso tempo certifica la fine di un modello.
Il governo non può più permettersi di spendere 417 milioni di euro come accaduto fino ad aprile, né 190 milioni ogni due settimane. La direzione è chiara: meno aiuti a pioggia, più aiuti mirati.
Per l’automobilista medio significa che i prezzi bassi artificiali sono destinati a finire. Per le famiglie a basso reddito potrebbe significare un aiuto più consistente ma solo se rientreranno nei parametri ISEE.
Nei prossimi giorni, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo decreto, conosceremo la data esatta di scadenza di questa ultima proroga-ponte. Il vero appuntamento è il Consiglio dei Ministri del 3 settembre, quando il governo dovrà presentare la sua soluzione definitiva.
Vuoi restare aggiornato sulla proroga del taglio accise carburanti e su cosa cambierà a settembre? Continua a seguire gli aggiornamenti.
—
Tromba d’aria a Somma Lombardo: la forza di una comunità unita contro il maltempo. Un…
Rotoprint German Packaging Award 2026: la tecnologia di Lainate premiata in Europa e il salvataggio…
Incidente a Jerago con Orago: aggiornamenti e interventi Un incidente stradale ha avuto luogo questa…





