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 Allarme Dissesto Idrogeologico in Puglia: 839 Frane Censite e Migliaia di Edifici a Rischio

La Puglia e la sfida del dissesto idrogeologico: i numeri di un’emergenza

Quando si parla di rischi naturali in Italia, l’attenzione si sposta spesso verso le regioni alpine o appenniniche del Centro-Nord. Tuttavia, i dati recenti diffusi dall’Ordine dei Geologi dipingono un quadro preoccupante anche per il tacco d’Italia: il dissesto idrogeologico in Puglia è una realtà tangibile e in costante crescita.

Secondo Giovanni Caputo, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, la regione conta attualmente ben 839 frane censite, un numero che impone una riflessione profonda sulla sicurezza delle infrastrutture e dei centri abitati.

Non si tratta solo di statistiche geomorfologiche, ma di un rischio che impatta direttamente sulla vita dei cittadini. Sono circa 63.000 i residenti in territori colpiti da fenomeni franosi, con oltre 17.280 edifici civili e 5.752 imprese esposte al pericolo. “La Puglia non è affatto esente dai rischi naturali”, ha ribadito Caputo, sottolineando come il dissesto idrogeologico cammini di pari passo con il rischio alluvionale, che interessa oltre 135.000 persone nel territorio regionale.

Mappa del rischio: le province più colpite

L’analisi territoriale rivela che l’esposizione al dissesto idrogeologico non è uniforme, ma presenta picchi di criticità estrema in alcune province specifiche. I dati PAI (Piani di Assetto Idrogeologico) classificano la pericolosità da frana come elevata o altissima (P3-P4) in una percentuale schiacciante di comuni:

* BAT (Barletta-Andria-Trani): Il 100% dei comuni è a rischio elevato.

* Provincia di Foggia: Il 95% dei comuni presenta criticità idrogeologiche.

* Provincia di Brindisi: Il 95% del territorio comunale è esposto.

* Provincia di Bari: Il 90% dei comuni è interessato da pericolosità elevata.

* Provincia di Lecce: L’81% dei centri abitati ricade in aree a rischio.

In totale, su 257 comuni pugliesi, ben 230 (l’89%) presentano livelli di esposizione preoccupanti. Questo significa che quasi nove amministrazioni su dieci devono fare i conti con una terra che, sotto i piedi, si dimostra fragile e instabile.

Zone critiche: dai Monti Dauni alle coste del Salento

Il dissesto idrogeologico si manifesta con modalità differenti a seconda della conformazione del suolo. La zona più martoriata è senza dubbio l’Appennino Dauno, in provincia di Foggia. Qui le frane sono frequenti e colpiscono non solo i centri abitati ma anche le arterie viarie, isolando spesso intere comunità e rendendo difficoltosi i collegamenti.

Un altro fronte critico è rappresentato dalle coste alte. Lungo il Gargano, la costa nord-adriatica e ampi tratti del Salento, si registrano frane da crollo in calcareniti e calcari. Questi fenomeni sono spesso innescati dall’erosione marina e accelerati da eventi pluviometrici intensi, mettendo a rischio il patrimonio paesaggistico e turistico della regione. Non va dimenticato l’impatto sui Beni Culturali: sono ben 849 i siti di interesse storico e artistico situati in aree a rischio frana, a cui se ne aggiungono 409 esposti al rischio alluvionale.

I fattori che aggravano il dissesto idrogeologico

Perché il rischio è in aumento? La superficie pugliese a pericolosità da frana è cresciuta dell’1,5% rispetto alle ultime valutazioni, un dato che, seppur inferiore alla media nazionale (+15%), segnala un peggioramento costante. I geologi individuano tre fattori principali dietro questa escalation:

* Cambiamento climatico: Le “bombe d’acqua” o piogge brevi e intensissime saturano i terreni troppo velocemente, innescando colate di fango e frane rapide che non lasciano tempo per la prevenzione immediata.

* Cementificazione selvaggia: La riduzione delle aree permeabili e gli sbancamenti artificiali per l’edilizia alterano l’equilibrio naturale dei versanti, rendendoli più suscettibili ai crolli.

* Abbandono delle campagne: La mancanza di manutenzione dei versanti agricoli e delle reti di drenaggio superficiale (i vecchi canali di scolo) aumenta drasticamente la vulnerabilità del suolo.

Prevenzione e pianificazione: il ruolo della geologia

Affrontare il dissesto idrogeologico richiede una strategia che passi dalla gestione dell’emergenza alla pianificazione preventiva. La consapevolezza che l’89% dei comuni sia a rischio deve spingere verso investimenti mirati nella regimazione delle acque e nel consolidamento dei versanti. Come evidenziato dal Presidente Caputo, la Puglia rientra tra le regioni con la più alta densità di comuni in classe P3-P4, un primato di cui si farebbe volentieri a meno ma che obbliga le istituzioni a non abbassare la guardia.

Solo attraverso uno studio geologico accurato e il monitoraggio costante dei fenomeni franosi sarà possibile proteggere le oltre 63.000 persone che oggi vivono in aree vulnerabili. La sicurezza del territorio è il primo pilastro per garantire lo sviluppo economico e la salvaguardia di un patrimonio culturale che tutto il mondo ci invidia.

 

Allarme in Puglia per il dissesto idrogeologico. Censite 839 frane: coinvolti 230 comuni su 257. I dati del Presidente dell’Ordine dei Geologi Giovanni Caputo.

Puglia, Dissesto Idrogeologico, Giovanni Caputo, Geologi Puglia, Rischio Frane, Monti Dauni, Ambiente.

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