Puntura di insetto: quando diventa pericolosa e cosa fare

La puntura di insetto è un evento comune, soprattutto nei mesi caldi. Nella maggior parte dei casi provoca solo prurito, rossore e un leggero gonfiore che scompare in poche ore. Tuttavia ci sono situazioni in cui la reazione dell’organismo è più grave e può richiedere l’accesso in ospedale. Capire quali sono i segnali da non sottovalutare aiuta a intervenire in tempo e a evitare complicazioni.

Perché una puntura di insetto può portare al ricovero

Il motivo principale per cui si finisce in ospedale dopo una puntura di insetto è la reazione allergica sistemica, nota come anafilassi. Api, vespe, calabroni e, più raramente, zanzare, tafani o formiche rosse iniettano sostanze che in soggetti predisposti scatenano una risposta immunitaria esagerata. L’anafilassi coinvolge più organi: pelle, vie respiratorie, apparato cardiovascolare e gastrointestinale. Se non trattata rapidamente con adrenalina, può portare a shock e arresto cardiocircolatorio.

Un’altra causa è l’infezione secondaria. Grattarsi in modo eccessivo o non disinfettare la zona può favorire l’ingresso di batteri come stafilococchi o streptococchi. La pelle intorno alla puntura diventa calda, dolente, con pus o linee rosse che si estendono. Nei casi più seri si sviluppa cellulite infettiva, linfangite o, molto raramente, sepsi. Queste condizioni richiedono antibiotici per via endovenosa e monitoraggio ospedaliero.

A quali insetti bisogna stare più attenti

Non tutti gli insetti hanno lo stesso livello di rischio. Gli imenotteri come api, vespe e calabroni sono i principali responsabili delle reazioni allergiche gravi perché il loro veleno contiene proteine che attivano i mastociti e il rilascio di istamina. La zanzara tigre e alcune specie tropicali possono trasmettere virus come Dengue, Zika o West Nile, che in soggetti fragili causano febbre alta, dolori articolari e complicanze neurologiche. Le zecche, pur non pungendo ma mordendo, trasmettono la malattia di Lyme e la TBE, infezioni che se trascurate portano a ricovero per terapia antibiotica o antivirale. Anche il ragno violino e la vedova nera, seppur rari in Italia, hanno un veleno che necrotizza i tessuti o colpisce il sistema nervoso, rendendo necessario il pronto soccorso.

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