Operazione Game Over a Randazzo: Smantellata l’organizzazione che puntava al monopolio della droga

Il blitz a Randazzo e l’ordinanza di custodia cautelare

Nelle prime ore del mattino del 26 gennaio 2026, il territorio di Randazzo è stato teatro di un’importante operazione antimafia denominata “Game Over”.

Su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare che ha colpito duramente le nuove leve del narcotraffico locale.

Il provvedimento, emesso dal GIP presso il Tribunale di Catania, ha riguardato complessivamente 15 persone: per 14 di esse è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per un ulteriore indagato si procederà con l’interrogatorio preventivo.

L’indagine coordinata dalla DDA e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Randazzo ha permesso di scoperchiare un sistema criminale complesso, dedito al traffico e alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, operante in un periodo compreso tra novembre 2022 e giugno 2023.

La genesi dell’inchiesta: il vuoto di potere dopo “Terra Bruciata”

L’attività investigativa ha preso le mosse da un momento di profondo mutamento negli equilibri criminali di Randazzo. Nell’ottobre del 2022, infatti, l’operazione “Terra Bruciata” aveva inferto un colpo pesantissimo al clan Sangani, portando all’arresto di figure apicali come Salvatore Sangani, i figli Francesco e Michael, e il nipote Samuele Portale. Questo intervento delle forze dell’ordine aveva creato un improvviso vuoto di potere nel settore del traffico di stupefacenti, storicamente monopolizzato dal clan Sangani.

Proprio in questo scenario si è inserita la nuova compagine criminale oggetto dell’odierna operazione. L’obiettivo degli inquirenti era individuare chi stesse approfittando della caduta dei Sangani per occupare la piazza di Randazzo e attrarne i profitti illeciti. Le indagini hanno confermato l’esistenza di un nuovo sodalizio, capace di imporsi in breve tempo e di egemonizzare il mercato illegale locale.

I nuovi vertici: Cristian Sabato e Danilo Giovanni Sapiente

Secondo quanto emerso dalle attività tecniche e dai riscontri sul campo, la nuova organizzazione faceva capo a Cristian Sabato e Danilo Giovanni Sapiente. Sabato, in particolare, avrebbe assunto un ruolo di preminenza assoluta. In una conversazione intercettata a seguito degli arresti del clan Sangani, l’uomo si sarebbe letteralmente autoproclamato come l’unico punto di riferimento a Randazzo, sostenendo di essere l’unico soggetto autorizzato a concedere il “permesso” per spacciare sul territorio.

La struttura del gruppo era ben definita, con ruoli specifici e una gerarchia chiara. Dalle attività tecniche è emerso come Sabato descrivesse accuratamente la propria posizione di capo, contrapposta a quella dei sodali definiti come “gregari” e “picciotti”. Questa rete criminale era alimentata dalla prospettiva di facili guadagni, attirando numerosi sodali pronti a gestire le varie fasi del traffico, dall’approvvigionamento alla vendita al dettaglio.

L’innovazione criminale: il crack “cucinato” a Randazzo

Un elemento di particolare allarme sociale emerso dall’indagine riguarda la disponibilità di diverse tipologie di droghe. Oltre ai sequestri di marijuana e cocaina, i Carabinieri hanno riscontrato una massiccia diffusione di crack. In passato, gli assuntori di Randazzo erano costretti a recarsi direttamente a Catania per reperire questa sostanza.

L’organizzazione di Sabato e Sapiente ha però introdotto un pericoloso cambiamento logistico: l’obiettivo dichiarato era quello di “cucinare” e distribuire il crack direttamente nel territorio di Randazzo. Questa scelta strategica ha permesso di abbattere i costi e rendere la sostanza – nota per i suoi effetti altamente psicotici e la forte dipendenza che genera – estremamente facile da reperire per la clientela locale.

Dalle piazze locali agli eventi di Catania: l’espansione del business

Il raggio d’azione del gruppo non si limitava ai confini cittadini. Le indagini hanno documentato come l’associazione fosse pronta a sfruttare grandi eventi per massimizzare i profitti. Un episodio emblematico risale alla festività del 1° maggio 2023, quando alcuni accoliti si sono recati a Catania per partecipare a un importante evento di musica elettronica dal vivo. In quella sede, il gruppo mirava a compiere cessioni di droghe sintetiche, nello specifico ecstasy, dimostrando una notevole versatilità nel mercato degli stupefacenti.

L’intera operazione “Game Over” rappresenta dunque una risposta decisa dello Stato ai tentativi di riorganizzazione mafiosa e criminale nella provincia etnea. La Procura ha tuttavia sottolineato che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, in attesa del contraddittorio e di una condanna definitiva, vige per tutti gli indagati la presunzione di non colpevolezza.

 

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