Pagamenti rateali italiani: 8 su 10 scelgono le rate anche per auto, veterinario e formazione
I pagamenti rateali italiani non sono più solo per grandi acquisti. Otto italiani su dieci ricorrono alla dilazione e lo fanno sempre più per gestire il bilancio quotidiano. Non solo smartphone ed elettrodomestici, ma anche manutenzione auto, spese veterinarie, corsi di formazione e persino spese funerarie. A fotografare il cambiamento è il nuovo Report Younited 2026 realizzato con Bamboo Research su 3.000 consumatori tra Italia, Francia e Spagna.
Roma, 2 settembre 2026. Il pagamento a rate sta cambiando pelle. Da strumento per rendere accessibile un acquisto costoso a leva di pianificazione del budget familiare. La ricerca paneuropea di Younited, leader europeo nel credito istantaneo, mostra un fenomeno ormai strutturale e trasversale, che riguarda sia l’online che i negozi fisici.
In Italia, il 78% degli intervistati che negli ultimi sei mesi ha effettuato un acquisto di valore compreso tra 200 e 50.000 euro dichiara di aver utilizzato il pagamento in più rate. Una percentuale sostanzialmente in linea con quella registrata in Francia, 79%, e Spagna, 83%. Un dato che conferma come la rateizzazione sia entrata a pieno titolo nelle abitudini di consumo europee.
A spingere gli italiani verso questa modalità è soprattutto l’esigenza di distribuire le spese nel tempo, indicata dal 36% come principale motivazione. Non è solo una questione di poter comprare, ma di poter comprare senza mettere in difficoltà il bilancio di fine mese. Il 27% degli italiani afferma infatti che pagare l’intero importo immediatamente renderebbe più difficile arrivare alla fine del mese.
Pagamenti rateali italiani: perché le rate conquistano il budget quotidiano
Il dato più interessante del Report Younited riguarda la motivazione. La dilazione non è più percepita come un ripiego, ma come uno strumento di gestione attiva delle uscite. Distribuire le spese nel tempo consente di affrontare anche imprevisti e spese necessarie senza dover intaccare i risparmi o rinunciare ad altri acquisti.
In Italia soltanto il 34% dei pagamenti rateali viene suddiviso tra 2 e 4 scadenze, contro il 38% della Spagna e il 56% della Francia. Questo evidenzia una maggiore propensione degli italiani a distribuire gli importi su un arco temporale più lungo. Una scelta che permette di avere rate più leggere e sostenibili, anche quando l’importo complessivo non è particolarmente elevato.
La ricerca ha coinvolto un campione di 3.000 rispondenti, 1.000 per Paese, di età pari o superiore a 18 anni, con una distribuzione equilibrata tra uomini e donne e profili differenti. Tutti i partecipanti avevano acquistato o preso in considerazione l’acquisto di un bene di valore compreso tra 200 e 50.000 euro, utilizzando formule di pagamento comprese tra 2 e 84 rate. Un perimetro ampio che permette di cogliere non solo il Buy Now Pay Later breve, ma anche il credito rateale più tradizionale.
Quello che emerge dalla ricerca è un cambiamento strutturale nelle abitudini di pagamento degli italiani, ha commentato Stefano Piscitelli, CEO di Younited Italia. Il ricorso alle rate non è più legato soltanto ai grandi acquisti, ma sta diventando uno strumento sempre più presente nella gestione quotidiana del budget, anche per spese impreviste o necessarie.
Non solo elettrodomestici: cosa pagano a rate gli italiani oggi
Ma è soprattutto osservando che cosa gli italiani sarebbero disposti a pagare a rate che emerge la trasformazione delle abitudini di consumo. Accanto alle categorie tradizionalmente associate alla dilazione, come elettrodomestici, smartphone ed elettronica, compaiono infatti spese molto diverse tra loro.
Il 59% prenderebbe in considerazione il pagamento rateale per la manutenzione dell’automobile. Un dato che si spiega con l’aumento dei costi di officina, tagliandi, gomme e riparazioni straordinarie. Spese spesso improvvise e di importo medio alto, tra i 300 e i 1.000 euro, che possono mettere in difficoltà chi non ha una riserva di liquidità immediata.
Il 45% lo valuterebbe per le spese veterinarie e sempre il 45% per corsi e formazione professionale. Due voci che raccontano molto del nostro tempo. Da una parte l’attenzione crescente per gli animali domestici, considerati membri della famiglia, con cure che possono arrivare a diverse migliaia di euro in caso di interventi chirurgici o terapie. Dall’altra l’investimento sulla propria occupabilità, con master, certificazioni e corsi professionalizzanti che vengono visti come un investimento da dilazionare nel tempo.
Ancora più significativo è il fatto che il 41% lo valuterebbe per sostenere spese funerarie, mentre il 38% lo utilizzerebbe per prodotti di seconda mano e il 37% per acquisti nel lusso e nell’orologeria. La presenza delle spese funerarie tra le categorie considerate indica come la rateizzazione stia entrando anche in ambiti delicati e imprevisti, dove la necessità di dilazionare non è legata al desiderio, ma alla necessità.
Il 38% disposto a usare le rate per il second hand è un altro segnale di maturità del mercato. Il prodotto di seconda mano non è più solo l’occasione low cost, ma può essere un bene di valore, dall’auto usata all’arredamento di design, che ha un prezzo importante e che quindi beneficia di una dilazione. Stesso discorso per il lusso e l’orologeria, dove il 37% degli italiani vede nelle rate uno strumento per accedere a beni aspirazionali senza dover disporre subito dell’intera cifra.
Dove avvengono i pagamenti rateali: online e negozio fisico
Il fenomeno non riguarda soltanto l’e-commerce. Sebbene oltre la metà degli utilizzatori nei tre Paesi abbia fatto ricorso al pagamento frazionato online, in Italia il 41% dei pagamenti dilazionati avviene ancora nei negozi fisici, una quota superiore al 39% rilevato in Francia e vicina al 44% della Spagna.
Il punto vendita mantiene un ruolo particolarmente importante per categorie come arredamento, elettrodomestici e lusso, dove consulenza ed esperienza di acquisto continuano a incidere sulla scelta del consumatore. Provare un divano, vedere dal vivo un frigorifero, farsi consigliare su un orologio sono esperienze che il negozio fisico offre e che si combinano con la possibilità di pagare a rate direttamente in cassa.
Questo dato è fondamentale per i retailer. Offrire il pagamento rateale in negozio non è più un optional, ma un servizio atteso. Younited, che opera con una piattaforma 100% digitale su ogni canale, online, in negozio, tramite merchant o partner bancari, evidenzia come la semplicità e l’immediatezza siano decisive. Il credito istantaneo che si attiva in pochi minuti, con esito rapido e trasparenza sui costi, è ormai parte integrante dell’esperienza di acquisto.
La possibilità di dilazionare il pagamento ha anche un impatto diretto sulla fedeltà. Il 65% degli italiani dichiara che la disponibilità del pagamento in più volte aumenta la propensione a tornare ad acquistare presso lo stesso negozio o sito. La rateizzazione diventa quindi una leva di retention, non solo di conversione. Chi si è trovato bene con le rate tende a tornare dove sa di poterle ritrovare.
Il futuro dei pagamenti rateali tra vantaggi attesi e nuova normativa europea
Allo stesso tempo, la diffusione di queste formule sta progressivamente trasformando il pagamento rateale da elemento distintivo a servizio ormai atteso. A livello europeo, oltre due terzi degli intervistati dichiarano infatti interesse anche per ulteriori vantaggi, come sconti, cashback o formule di ritiro dell’usato. Il cliente non vuole solo pagare a rate, vuole che le rate portino con sé un valore aggiunto.
Il quadro è destinato a evolvere ulteriormente con l’applicazione della nuova normativa europea sul credito al consumo, che allargherà il perimetro regolamentare ad alcune forme di pagamento frazionato fino a oggi non ricomprese. Una stretta normativa che punta a garantire maggiore trasparenza e tutela.
Nella ricerca, il 40% dei consumatori considera il nuovo quadro necessario per garantire maggiore protezione e circa il 30% ritiene che potrà aumentare la propria fiducia in queste soluzioni. Segnali positivi che indicano come la regolamentazione, se ben comunicata, possa rafforzare il mercato invece di frenarlo.
Esiste però anche una quota di preoccupazione. Il 19% teme procedure più complesse e il 18% un accesso più difficile. Timori comprensibili, che gli operatori come Younited dovranno affrontare con tecnologia e comunicazione chiara. L’obiettivo è mantenere l’esperienza semplice e rapida, pur rispettando i nuovi obblighi di valutazione e informativa.
L’estensione a categorie come la manutenzione dell’auto, le cure veterinarie o la formazione mostra quanto stia cambiando il rapporto tra consumatori, credito e acquisto, sottolinea Piscitelli. Per retailer e operatori del settore questo significa andare oltre la semplice disponibilità di un’opzione di pagamento. Occorre costruire soluzioni capaci di offrire flessibilità e semplicità, ma anche trasparenza e sostenibilità.
È su questo equilibrio che si giocherà la prossima fase di sviluppo del mercato, anche alla luce di un quadro regolamentare europeo che punta a rafforzare ulteriormente la tutela e la fiducia dei consumatori. Younited, istituto di credito autorizzato dalla Banca Centrale Europea sotto la supervisione dell’autorità di vigilanza finanziaria francese ACPR, e presente in quattro mercati tra cui Francia, Italia, Spagna e Portogallo, si posiziona proprio su questo fronte. Soluzioni di finanziamento semplici, trasparenti e sostenibili, erogate tramite una piattaforma 100% digitale progettata per garantire un’esperienza affidabile, rapida e intuitiva.
In sintesi, i pagamenti rateali italiani raccontano un’Italia che non vuole rinunciare a curare l’auto, il proprio animale, la propria formazione, ma che cerca strumenti per farlo in modo sostenibile. Otto italiani su dieci che scelgono le rate non sono un segnale di fragilità, ma di una nuova cultura finanziaria. Una cultura che distribuisce nel tempo le spese, pianifica il budget e chiede al credito di essere alleato, non ostacolo, della vita quotidiana.



