17 Giugno 2026 06:18
Tenuità reati: la Consulta decide, Fsp Polizia prende posizione netta.
Tenuità reati. È questa la parola chiave che segna il dibattito aperto dalla sentenza n. 172 della Corte Costituzionale. Una decisione che ha stabilito come l’esimente della particolare tenuità del fatto possa valere anche quando l’offesa è commessa contro un agente di pubblica sicurezza nell’esercizio delle sue funzioni.
La pronuncia ha suscitato reazioni immediate. La Federazione Sindacale di Polizia (Fsp) ha espresso forte preoccupazione. Il Segretario Generale Valter Mazzetti ha chiesto un intervento urgente del Parlamento per evitare che venga mortificata la dignità del personale in divisa.
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La sentenza della Consulta
La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 131-bis, terzo comma del codice penale. La norma escludeva la possibilità di riconoscere la particolare tenuità del fatto quando l’offesa era diretta a un ufficiale o agente di pubblica sicurezza.
Secondo la Consulta, l’esimente deve essere valutata caso per caso. Non può essere esclusa a priori. Vale per i reati puniti con pena non superiore nel minimo a due anni.
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Le reazioni della Fsp Polizia di Stato
Valter Mazzetti ha sottolineato che le sentenze si rispettano, soprattutto quelle della Corte Costituzionale. Tuttavia, ha evidenziato il rischio che venga indebolito un principio fondamentale: ogni violenza contro le forze dell’ordine è una violenza contro lo Stato.
Per Mazzetti, la decisione non può piacere a centinaia di migliaia di operatori in divisa. La norma originaria era stata introdotta per rispondere a una quotidianità fatta di offese, minacce e aggressioni.
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La dignità delle divise
Il sindacato teme che la sentenza rappresenti un passo indietro. Difendere la divisa significa difendere lo Stato. Ogni arretramento nella tutela del personale equivale a un arretramento nella difesa delle istituzioni.
La divisa non è solo un simbolo. È il segno della presenza dello Stato sul territorio. È garanzia di legalità e sicurezza.
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Il principio della tenuità reati
La tenuità reati è un istituto giuridico che consente di escludere la punibilità quando il fatto è di lieve entità. La Corte ha ribadito che deve essere applicato in modo generale e non può essere negato solo perché la vittima è un agente.
Per la Fsp, però, una minaccia o un’aggressione a un pubblico ufficiale non sono mai lievi. Non possono essere percepite come normali o giustificabili.
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Il rischio di normalizzazione delle aggressioni
Il sindacato denuncia una deriva culturale. Troppo spesso le aggressioni agli agenti vengono considerate reazioni comprensibili. Questo atteggiamento rischia di legittimare comportamenti violenti.
La quotidianità degli operatori di polizia è segnata da insulti, resistenze e atti di violenza. La norma contestata era stata pensata per offrire una tutela concreta.
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La richiesta di un correttivo parlamentare
La Fsp invoca un intervento immediato del Parlamento. L’obiettivo è introdurre un correttivo che, pur rispettando il principio espresso dalla Corte, impedisca di mortificare la dignità professionale e umana del personale.
Il sindacato chiede una norma che riaffermi la serietà e l’autorevolezza dello Stato. Difendere chi porta la divisa significa difendere la comunità intera.
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Il valore simbolico della divisa
La divisa rappresenta lo Stato. Ogni aggressione contro un agente è un’aggressione contro le istituzioni. Per questo la Fsp insiste: non si può arretrare nella difesa delle divise.
La tutela del personale è tutela della democrazia. È garanzia di ordine pubblico e sicurezza.
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Il dibattito giuridico e politico
La sentenza apre un dibattito complesso. Da un lato, il principio di uguaglianza impone che la tenuità reati sia valutata senza eccezioni. Dall’altro, la specificità del ruolo degli agenti richiede una protezione rafforzata.
Il Parlamento dovrà trovare un equilibrio. Garantire il rispetto della decisione della Corte, ma anche salvaguardare la dignità delle divise.
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Conclusioni
La vicenda dimostra quanto sia delicato il rapporto tra diritto e sicurezza. La tenuità reati non può diventare un alibi per giustificare aggressioni contro chi rappresenta lo Stato.
La Fsp Polizia di Stato chiede un segnale forte. Un correttivo legislativo che riaffermi il valore della divisa e la tutela dei suoi servitori più fedeli.
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