La Madonna della Consolazione di Reggio Calabria è il cuore della fede reggina. Scopri storia, significato e la grande processione di settembre.

 Madonna della Consolazione di Reggio Calabria

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La Madonna della Consolazione di Reggio Calabria non è solo un’icona sacra. È un’identità. È il volto di una città che nei secoli ha trovato nelle sue braccia conforto dopo terremoti, guerre e alluvioni. Come recita la frase che accompagna l’immagine che hai condiviso, “Ora e sempre viva Maria”, il legame tra Reggio e la sua Patrona è un patto eterno che si rinnova ogni anno, sotto la pioggia o sotto il sole, con una commozione che non conosce tempo.

Reggio Calabria.  Se sei arrivato qui vuoi capire perché migliaia di persone ogni secondo sabato di settembre portano a spalla un quadro così pesante e così sacro, perché una città intera si ferma, piange e prega davanti a quel volto.

Cos’è la Madonna della Consolazione di Reggio Calabria: l’icona che protegge la città

Il cuore di tutto è il Quadro. Un dipinto su tavola, di autore ignoto, risalente probabilmente all’inizio del XVI secolo, che raffigura la Vergine con il Bambino. La Madonna tiene in braccio Gesù e lo avvolge con uno sguardo dolcissimo, un’espressione che è valsa appunto il titolo di Consolatrice.

L’icona è conservata nella Basilica dell’Eremo, sul colle di Reggio, luogo panoramico da cui domina lo Stretto. Non è lì per caso. La tradizione racconta che il quadro fu trovato proprio in quel luogo da un pastorello e che da allora non ha mai voluto lasciare la città, proteggendola come una madre protegge i suoi figli.

La Madonna della Consolazione di Reggio Calabria è stata proclamata Patrona della città e dell’Arcidiocesi. Non è una devozione di facciata, è una devozione viscerale, di popolo. I reggini non dicono “andiamo alla processione”, dicono “andiamo dalla Madre”.

La storia della Patrona di Reggio: dal miracolo della peste al terremoto del 1908

La storia della devozione è legata ai momenti più drammatici di Reggio Calabria.

La prima grande testimonianza risale al 1567. La città era devastata dalla peste e la popolazione, disperata, portò il quadro dell’Eremo in città in processione penitenziale. La tradizione narra che l’epidemia cessò miracolosamente.

Da quel momento il voto si fece istituzionale: ogni volta che la città era in pericolo, i reggini ricorrevano a Lei.

Avvenne nel 1638 dopo un terribile terremoto, nel 1743 di nuovo per la peste, nel 1854 per il colera. Ma il legame indissolubile si è cementato il 28 dicembre 1908. Reggio fu rasa al suolo dal terremoto-maremoto che uccise oltre 27.000 persone. Dalle macerie, quasi intatto, fu estratto il Quadro della Madonna. Per la gente fu il segno che la Madre non aveva abbandonato i suoi figli. Da allora il titolo di Consolazione ha assunto un significato ancora più profondo: Lei è colei che consola nel dolore più estremo.

Il 1971, in un altro momento di tensione sociale per i moti di Reggio, fu ancora il suo volto a riunire la città.

La Festa della Madonna della Consolazione: la processione più commovente d’Italia

La Festa della Madonna della Consolazione di Reggio Calabria è una delle feste mariane più grandi e partecipate del Sud Italia. Non è folklore, è fede pura. Si svolge ogni anno il secondo sabato di settembre.

Tutto inizia mesi prima, ma i giorni clou sono due.

La Discesa. Il martedì precedente, il Quadro viene portato dalla Basilica dell’Eremo al centro città, nella Cattedrale. È un percorso di circa 7 chilometri in discesa, fatto a piedi da migliaia di fedeli scalzi, spesso all’alba.

La Processione solenne del sabato. È l’evento che vedi nella foto. L’immagine che hai postato ritrae proprio questo momento. La Vara, così viene chiamata l’imponente struttura che porta il Quadro sormontato da una corona argentea votiva, viene portata a spalla dai cosiddetti “Portatori”.

Sono centinaia di uomini, tutti in maglietta bianca e fazzoletto, che si dispongono sotto lunghe stanghe di legno. Non c’è un’iscrizione ufficiale, chiunque voglia fare un voto può mettersi sotto la Vara. Il peso è enorme, la fatica è disumana, il caldo o la pioggia – come si vede nella foto con gli ombrelli – non fermano nessuno. Il grido che risuona per le vie è uno solo: “Viva Maria!”.

La processione attraversa tutto il Corso Garibaldi, il salotto di Reggio, tra due ali di folla oceanica. Le case espongono coperte e luci. Non c’è un reggino, anche il più lontano, che in quel giorno non senta un nodo alla gola.

Il martedì successivo si svolge la “Risalita”, il ritorno del Quadro all’Eremo.

Perché la Madonna della Consolazione è così amata: il significato spirituale

Cosa rende unica la Madonna della Consolazione di Reggio Calabria rispetto a tante altre feste patronali?

Il primo motivo è l’identificazione totale. Reggio è una città che ha sofferto molto. Il titolo di “Consolazione” non è teologico, è esistenziale. Ognuno ha una pena da consolare, una malattia, un lutto, un lavoro che manca. Davanti a quel quadro ognuno depone il suo dolore.

Il secondo motivo è la processione come fatica condivisa. Portare la Vara non è uno spettacolo. È un atto di affidamento. Sotto quelle stanghe ci sono ex detenuti, professionisti, ragazzi, anziani di 80 anni. Tutti uguali, tutti con la testa abbassata sotto il peso, tutti uniti da un unico sforzo. È l’immagine più potente di una comunità che si fa carico insieme della propria fede.

Informazioni utili per vivere la festa

Se vuoi vivere la festa della Madonna della Consolazione di Reggio Calabria per la prima volta, ecco alcuni consigli pratici.

La processione del secondo sabato di settembre parte generalmente nel primo pomeriggio dalla Cattedrale e si conclude a tarda sera sul lungomare. Arriva con molto anticipo se vuoi trovare posto sul Corso.

Indossa scarpe comode e porta acqua. Anche se sei spettatore, camminerai molto. Rispetta il silenzio nei momenti di preghiera e il lavoro dei Portatori: non ostacolare il passaggio della Vara per una foto.

La Basilica dell’Eremo è visitabile tutto l’anno. È il luogo ideale per vedere il Quadro in un momento di silenzio, fuori dalla ressa della festa, e per godere di una vista mozzafiato su Reggio, Messina e lo Stretto.

La festa è anche un grande evento civile con luminarie, bancarelle e concerti, ma il suo centro resta sempre Lei.

In conclusione, la Madonna della Consolazione di Reggio Calabria è molto più di una tradizione religiosa. È la memoria storica di una città che non si è mai arresa. È la dimostrazione che la fede, quando è vera, non ha bisogno di grandi effetti speciali, ma di spalle che si piegano sotto un peso, di mani che si aggrappano e di una voce che, anche sotto la pioggia battente, continua a gridare: Ora e sempre, Viva Maria.

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