15 Giugno 2026 20:53
Abbattere le liste d’attesa Lombardia: 91 milioni per potenziare la sanità territoriale e ampliare gli orari ambulatoriali.
Abbattere le liste d’attesa Lombardia: la Giunta stanzia 91 milioni per la sanità territoriale
La Regione Lombardia accelera sul fronte della sanità pubblica con un investimento da 91 milioni di euro destinato a ridurre i tempi di attesa e a rafforzare l’offerta sanitaria sul territorio. L’obiettivo dichiarato dalla Giunta è chiaro: rendere l’assistenza più vicina ai cittadini, più accessibile e più veloce, intervenendo su uno dei nodi critici del sistema sanitario regionale.
Il provvedimento rientra nell’ambito della #GiuntaDellaSettimana e rappresenta una delle misure più concrete messe in campo negli ultimi mesi per rispondere alle richieste di cittadini e professionisti del settore. L’impatto più immediato si vedrà nell’estensione degli orari di apertura degli ambulatori, con un aumento significativo dell’attività nella fascia pomeridiana e il sabato mattina.
*Perché 91 milioni per ridurre i tempi d’attesa*
Le liste d’attesa rappresentano da anni uno dei principali punti di frizione tra cittadini e sistema sanitario. In Lombardia, come nel resto d’Italia, l’aumento della domanda di prestazioni specialistiche, diagnostiche e ambulatoriali ha messo sotto pressione ospedali, ASL e strutture territoriali.
Con questo stanziamento, la Regione punta a intervenire su due fronti: da un lato aumentare l’offerta di prestazioni, dall’altro riorganizzare i tempi e gli orari per distribuire meglio il carico di lavoro e migliorare l’accessibilità. Non si tratta quindi solo di “mettere più soldi”, ma di ripensare l’organizzazione del servizio sanitario territoriale per renderlo più efficiente e vicino alle esigenze reali delle persone che lavorano, studiano e non possono assentarsi facilmente durante l’orario d’ufficio.
*Orari ambulatoriali estesi fino alle 20:00 e il sabato mattina*
L’aspetto più tangibile per i cittadini riguarda l’ampliamento degli orari di servizio. L’attività ambulatoriale verrà incrementata nella fascia pomeridiana, prolungandosi fino alle 20:00, e sarà potenziata anche nella mattinata di sabato.
Questa scelta risponde a un’esigenza concreta: permettere a chi lavora dal lunedì al venerdì di accedere a visite, esami e controlli senza dover chiedere permessi o ricorrere al privato. L’apertura il sabato mattina, in particolare, rappresenta una novità importante per famiglie, studenti e lavoratori autonomi che spesso trovano chiuso proprio quando ne avrebbero bisogno.
L’estensione oraria non sarà uniforme su tutto il territorio, ma modulata in base alla domanda e alla capacità organizzativa delle singole strutture. L’obiettivo è evitare sprechi e concentrare le risorse dove la domanda è più alta, mantenendo standard di qualità e sicurezza elevati.
*Potenziare l’offerta sanitaria sul territorio: cosa cambia per i cittadini*
Oltre all’estensione degli orari, i 91 milioni saranno utilizzati per potenziare l’offerta sanitaria di prossimità. Questo significa più personale dedicato, più ore di specialistica ambulatoriale, maggiore utilizzo delle tecnologie per la prenotazione e la gestione delle agende, e un coordinamento più stretto tra ospedali, case di comunità e medici di medicina generale.
Il concetto di “sanità di territorio” è al centro della riforma regionale. L’idea è spostare parte delle prestazioni a bassa e media complessità fuori dagli ospedali, per liberare risorse per i casi più gravi e ridurre i tempi di attesa per tutti. Case di comunità, poliambulatori e strutture di prossimità diventano quindi i luoghi dove si giocherà la partita dell’accessibilità nei prossimi mesi.
Per il cittadino medio, questo si traduce in tempi più brevi per prenotare una visita cardiologica, un’ecografia, un controllo dermatologico o un esame diagnostico di routine. Un cambiamento che, se gestito bene, può ridurre anche la pressione sul pronto soccorso e sul sistema ospedaliero.
*Come verranno impiegate le risorse: organizzazione e controllo*
Lo stanziamento di 91 milioni non è un fondo unico da distribuire a pioggia. La Regione ha previsto un piano di utilizzo legato a obiettivi misurabili: aumento del numero di prestazioni erogate, riduzione del tempo medio di attesa per le classi di priorità B e D, aumento della percentuale di ambulatori aperti in fascia serale e sabato mattina.
Le ATS e le ASST saranno chiamate a presentare piani operativi dettagliati, con indicatori di monitoraggio per verificare l’effettivo avanzamento. Il controllo sull’efficacia della misura sarà quindi continuo, con la possibilità di rimodulare le risorse in base ai risultati raggiunti nelle diverse aree della regione.
Questo approccio punta a evitare sprechi e a garantire che i fondi si traducano in servizi reali per i cittadini, non solo in annunci. La trasparenza sui dati di attesa e sull’avanzamento dei piani sarà uno degli elementi chiave per valutare il successo dell’operazione.
*L’impatto atteso sulle liste d’attesa in Lombardia*
Se il piano verrà attuato come previsto, l’impatto sulle liste d’attesa dovrebbe essere visibile entro il primo anno di operatività. Le stime della Regione parlano di un incremento di diverse centinaia di migliaia di prestazioni ambulatoriali aggiuntive, concentrate proprio nelle fasce orarie oggi meno coperte.
L’obiettivo non è azzerare le liste d’attesa — obiettivo irrealistico in qualsiasi sistema sanitario pubblico ad alta domanda — ma riportarle entro i tempi previsti dai protocolli nazionali per le diverse classi di priorità. In particolare, si punta a garantire che le prestazioni urgenti e a breve termine vengano erogate nei tempi previsti, riducendo la quota di pazienti che slitta oltre i 60 o 90 giorni.
Un altro effetto atteso è la riduzione della migrazione verso il privato. Molti cittadini, scoraggiati dai tempi lunghi, scelgono di pagare di tasca propria per abbreviare i tempi. Ampliando l’offerta pubblica in orari compatibili con la vita lavorativa, la Regione vuole rendere il servizio pubblico di nuovo competitivo anche per chi può permettersi alternative.
*Cosa devono fare ora i cittadini*
Per chi ha bisogno di una prestazione, la prima cosa da fare è verificare le nuove agende disponibili tramite i canali ufficiali di prenotazione: CUP regionale, app Salute Lombardia, farmacie abilitate e portale regionale. Con l’estensione degli orari, potrebbero aprirsi slot in fasce orarie prima non disponibili.
È importante anche rispettare le priorità cliniche indicate dal medico prescrittore. Le classi di priorità U, B, D e P servono a garantire che chi ha bisogno prima venga visto prima. L’ampliamento dell’offerta non deve diventare un modo per “saltare la fila”, ma uno strumento per farla scorrere più velocemente per tutti.
*Un passo verso una sanità più vicina e sostenibile*
L’investimento da 91 milioni per abbattere le liste d’attesa in Lombardia si inserisce in un percorso più ampio di riorganizzazione della sanità territoriale. L’idea di fondo è semplice: più prevenzione, più prossimità, più flessibilità negli orari.
Se l’attuazione sarà all’altezza delle aspettative, i cittadini vedranno un cambiamento concreto nella vita di tutti i giorni: meno attese, meno disagi, meno rinunce alle cure per motivi logistici. Un segnale importante in un momento in cui la fiducia nel servizio sanitario pubblico passa anche dalla capacità di rispondere in tempi ragionevoli a una domanda crescente.
Per approfondire i dettagli del provvedimento e le modalità di attuazione, puoi leggere l’articolo completo su Lombardia Notizie Online:
—



