10 Luglio 2026 12:53
Remigrazione in Europa si può fare? Dibattito tra Isabella Tovaglieri e Mario Giordano a Busto Arsizio
Remigrazione in Europa si può fare? È la domanda al centro dell’incontro pubblico in programma lunedì 13 luglio alle 18.30 allo Shed Park del parco Norma Cossetto, in via Ugo Foscolo a Busto Arsizio. Promosso dal gruppo Patriots for Europe, l’evento mette a confronto l’europarlamentare Isabella Tovaglieri, Lega-Patriots for Europe, e il giornalista Mario Giordano, volto noto di Fuori dal Coro su Rete4. Al centro del dibattito tre parole chiave: remigrazione, sicurezza e rimpatri. Un tema che negli ultimi mesi è tornato con forza nel dibattito pubblico italiano ed europeo, alimentato da episodi di cronaca e da dati che raccontano la percezione dei cittadini.
Cos’è la remigrazione e perché se ne parla oggi
Il termine remigrazione è entrato nel lessico politico europeo per indicare una politica strutturata di rimpatrio per chi non ha titolo a rimanere sul territorio UE. Non si tratta, come sottolinea la stessa Isabella Tovaglieri, di “espulsioni indiscriminate o deportazioni di massa”. L’idea di fondo è più semplice: fissare regole chiare su chi può restare e a quali condizioni. Chi vive in Italia e in Europa deve rispettare le leggi, i valori costituzionali, il modello di convivenza. Chi non intende farlo, o non possiede i requisiti per la permanenza, deve essere accompagnato al rientro nel proprio Paese d’origine.
La discussione su remigrazione in Europa nasce da una tensione crescente tra i flussi migratori e la capacità di integrazione dei sistemi nazionali. I sindaci, le forze dell’ordine e i cittadini chiedono da tempo strumenti più rapidi ed efficaci per gestire i casi di irregolarità. Dall’altra parte, le associazioni e parte della società civile mettono in guardia dal rischio di semplificazioni e generalizzazioni. Proprio per questo Patriots for Europe ha scelto Busto Arsizio come luogo del confronto: una città che rappresenta bene la provincia produttiva del Nord, dove il tema della sicurezza e della coesione sociale è sentito quotidianamente.
L’incontro a Busto Arsizio con Isabella Tovaglieri e Mario Giordano
L’eurodeputata bustocca Isabella Tovaglieri aprirà il dibattito portando la sua esperienza diretta a Bruxelles. Nel suo intervento ha ricordato un episodio avvenuto a Milano, nel quartiere San Siro, dove un uomo di origine gambiana con cittadinanza italiana ha accoltellato senza motivo un 55enne che stava facendo colazione al bar. “Ogni volta che si verifica un episodio come quello di Milano ci chiediamo quanto ancora dovremo aspettare prima di prendere atto che un’immigrazione fuori controllo sta mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini e la tenuta sociale del Paese”, ha dichiarato Tovaglieri.
Per l’esponente della Lega, il punto non è mettere in discussione il diritto d’asilo o chi fugge da guerre e persecuzioni. Il punto è distinguere. “Chi delinque, chi non ha titolo per restare in Italia e chi rifiuta di integrarsi e di rispettare i principi della nostra Costituzione – tra cui la parità tra uomo e donna e laicità dello Stato – deve essere rimpatriato”, ha aggiunto. Un richiamo diretto alla Costituzione, che secondo Tovaglieri viene spesso citata dalla sinistra “solo quando fa comodo”.
Di fronte a lei, Mario Giordano porterà il punto di vista giornalistico e l’esperienza maturata a Fuori dal Coro, programma che da anni dedica ampio spazio al tema della sicurezza urbana, dell’immigrazione irregolare e del rapporto tra cittadini e istituzioni. Il confronto allo Shed Park del parco Norma Cossetto sarà aperto al pubblico e punta a mantenere un tono diretto, senza filtri. L’obiettivo dichiarato è dare voce alle domande che arrivano dai territori.
I dati Euromedia Research: il 73% degli italiani favorevole ai rimpatri
A sostenere la scelta di mettere la remigrazione in Europa al centro del dibattito c’è anche un dato recente. Secondo l’ultimo sondaggio Euromedia Research, il 73% degli italiani si dichiara favorevole ai rimpatri degli immigrati irregolari. Una percentuale che, per Tovaglieri, dimostra come i cittadini siano “molto più pragmatici della propaganda della sinistra”.
Il dato non è isolato. Da anni i sondaggi rilevano una distanza tra la percezione del tema migratorio nei palazzi della politica e quella che emerge nei quartieri, nelle scuole, negli ospedali. La richiesta che emerge con più forza è quella di regole certe e tempi rapidi. Non più procedure lunghissime, non più persone che restano per anni in una condizione di limbo giuridico. La proposta di remigrazione prova a rispondere proprio a questa domanda: dare una direzione chiara e condivisa.
Il voto del Parlamento Europeo sul regolamento rimpatri
Un passaggio importante, secondo Isabella Tovaglieri, è arrivato dal recente voto del Parlamento Europeo sul regolamento rimpatri. “Rappresenta il primo passo verso una politica europea di remigrazione seria e strutturata”, ha spiegato l’europarlamentare. Il testo approvato punta a rendere più omogenee le norme tra i Paesi membri, a velocizzare le procedure di identificazione e a rafforzare la cooperazione con i Paesi terzi per i rientri.
Fino ad oggi uno dei nodi principali è stato proprio questo: anche quando un Paese emette un provvedimento di espulsione, il rimpatrio effettivo si scontra con la mancanza di accordi bilaterali, con le difficoltà di identificazione e con i tempi della giustizia. Il nuovo regolamento cerca di intervenire su questi punti. Per Patriots for Europe non è ancora sufficiente, ma è un inizio. Da qui l’idea di aprire un confronto pubblico per spiegare ai cittadini cosa sta cambiando a livello europeo e cosa si può ancora migliorare.
Remigrazione non significa chiusura, ma regole chiare
Uno degli aspetti su cui Tovaglieri insiste di più è la differenza tra remigrazione e chiusura totale delle frontiere. “Remigrazione non significa espulsioni indiscriminate”, ripete. Il concetto è quello di selezione e reciprocità. Chi vuole integrarsi, lavora, rispetta le leggi ed è benvenuto. Chi invece non ha diritto a rimanere, perché la domanda d’asilo è stata respinta o perché ha commesso reati, deve tornare nel proprio Paese.
È una posizione che trova consenso in molti Paesi europei, non solo in Italia. Francia, Danimarca, Austria e Paesi Bassi hanno negli ultimi anni irrigidito le politiche sui rimpatri, proprio per rispondere alla pressione dei cittadini. L’Unione Europea si trova quindi a dover bilanciare due esigenze: da un lato i principi umanitari e i trattati internazionali, dall’altro la domanda di sicurezza e coesione sociale che arriva dalle comunità locali.
Sicurezza urbana e percezione dei cittadini
Il riferimento all’episodio di San Siro non è casuale. Negli ultimi mesi episodi di violenza urbana hanno alimentato il dibattito sulla sicurezza percepita. Non si tratta solo di statistiche, ma di come le persone vivono la città la sera, di come i genitori accompagnano i figli a scuola, di come i commercianti gestiscono le loro attività.
Per Mario Giordano, che da anni racconta queste storie in televisione, il problema è anche di comunicazione. Spesso i cittadini hanno la sensazione che certi fatti vengano minimizzati o raccontati con un linguaggio troppo tecnico. Il confronto a Busto Arsizio vuole quindi abbattere questa distanza: parlare con parole semplici di un tema complesso, senza nascondersi dietro etichette.
Il ruolo dei Patriots for Europe nel dibattito europeo
Il gruppo Patriots for Europe, di cui fa parte la Lega, si è costituito come una delle forze più attive nel Parlamento Europeo sul tema immigrazione e sovranità nazionale. L’obiettivo è spostare il baricentro del dibattito da Bruxelles verso i territori. Da qui la scelta di organizzare incontri pubblici come quello di Busto Arsizio, lontano dalle aule istituzionali e vicino alle persone.
Per Tovaglieri, il confronto con Mario Giordano serve a portare fuori dal Palazzo un tema che rischia di restare confinato a discussioni tecniche. “Non dobbiamo avere paura di affrontare il tema della remigrazione, al di là delle etichette che la sinistra affibbia a una proposta che punta a difendere l’Europa dalla disgregazione”, ha concluso.
Cosa aspettarsi dall’evento di lunedì 13 luglio
L’appuntamento è per lunedì 13 luglio alle 18.30 allo Shed Park del parco Norma Cossetto, in via Ugo Foscolo a Busto Arsizio. L’ingresso è libero e aperto a tutti i cittadini. Dopo gli interventi iniziali di Isabella Tovaglieri e Mario Giordano, ci sarà spazio per le domande dal pubblico.
Il tema centrale resterà la remigrazione in Europa: si può fare? La risposta che emergerà dal confronto non sarà una conclusione definitiva, ma un contributo al dibattito. Un contributo che parte da Busto Arsizio, città simbolo della provincia che lavora, e prova a dare voce a una richiesta diffusa: regole chiare, tempi rapidi, rispetto reciproco.
Un dibattito che divide ma che non si può ignorare
Che si sia d’accordo o meno, la remigrazione è ormai entrata nell’agenda politica europea. I dati, gli episodi di cronaca e le scelte del Parlamento UE la rendono un tema inevitabile. L’incontro tra Isabella Tovaglieri e Mario Giordano a Busto Arsizio rappresenta un’occasione per discuterne apertamente, senza slogan ma anche senza tabù.
La sfida per l’Europa dei prossimi anni sarà proprio questa: trovare un equilibrio tra accoglienza e sicurezza, tra diritti e doveri, tra solidarietà e regole. E farlo partendo dalle domande concrete dei cittadini. Proprio come quelle che lunedì 13 luglio verranno poste allo Shed Park del parco Norma Cossetto.



