11 Marzo 2026 12:56
CReI, Reumatologi Italiani, e riforma del Servizio Sanitario Nazionale: il giudizio sul nuovo Schema di Legge Delega
Il giudizio del CReI sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale rappresenta una delle prime valutazioni ufficiali da parte di una grande società scientifica dopo l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, dello Schema di Disegno di Legge Delega per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera. Il giudizio del CReI sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale è positivo, ma accompagnato da una forte attenzione verso i futuri decreti attuativi, considerati decisivi per trasformare gli intenti in misure concrete. Il giudizio del CReI sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale si concentra soprattutto sugli aspetti che riguardano i pazienti reumatologici, oltre sei milioni di persone in Italia che convivono con patologie croniche spesso invalidanti.
Secondo il Collegio Reumatologi Italiani, la riforma proposta dal Ministro Orazio Schillaci rappresenta un passo importante verso l’aggiornamento del modello organizzativo del SSN, nato con la legge 833/1978 e modificato dal decreto legislativo 502/1992. L’obiettivo dichiarato è modernizzare il sistema, renderlo più efficiente e più vicino ai bisogni dei cittadini, soprattutto quelli affetti da malattie croniche complesse.
Una riforma attesa: il giudizio positivo del CReI, Reumatologi.
Il CReI accoglie con favore la volontà del Governo di rivedere e potenziare il Servizio Sanitario Nazionale, riconoscendo la necessità di un aggiornamento strutturale che tenga conto dei cambiamenti demografici, epidemiologici e tecnologici degli ultimi decenni. La riforma, secondo il Collegio, può rappresentare un’opportunità per migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre le disuguaglianze territoriali.
Particolare attenzione è rivolta ai pazienti reumatologici, che spesso affrontano percorsi di cura lunghi, complessi e multidisciplinari. Per loro, una riorganizzazione efficace del SSN può tradursi in un miglioramento concreto della qualità della vita.
I passaggi più significativi dello Schema di Legge secondo i Reumatologi
Il CReI individua nell’articolo 2 dello Schema di Legge Delega alcuni punti particolarmente rilevanti per i pazienti con patologie reumatologiche. Tra questi:
- il potenziamento dell’integrazione tra ospedale e territorio
- la garanzia di un adeguato livello di assistenza per le persone non autosufficienti
- la definizione di standard assistenziali per le condizioni croniche complesse
- la creazione di équipe multidisciplinari dedicate
- l’integrazione tra interventi sanitari e socio-assistenziali
- l’interoperabilità dei sistemi informativi
Si tratta di principi che, se applicati correttamente, possono incidere in modo significativo sulla gestione delle malattie reumatologiche, che richiedono continuità assistenziale, presa in carico globale e coordinamento tra diversi professionisti.
L’integrazione ospedale-territorio: un nodo cruciale
Uno dei punti più apprezzati dal CReI, Reumatologi, è la volontà di superare la storica frammentazione tra ospedale e territorio. Per i pazienti reumatologici, che necessitano di controlli periodici, monitoraggio costante e percorsi riabilitativi, la mancanza di integrazione rappresenta da anni un ostacolo alla continuità delle cure.
La riforma punta a creare un sistema più fluido, in cui specialisti, medici di medicina generale, fisioterapisti e servizi sociali possano collaborare in modo strutturato. Questo approccio è considerato essenziale per garantire percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) realmente efficaci.
Standard assistenziali e équipe multidisciplinari
Il CReI sottolinea l’importanza della definizione di standard assistenziali uniformi su tutto il territorio nazionale. Oggi, infatti, l’accesso alle cure reumatologiche varia sensibilmente da una regione all’altra, con differenze che penalizzano molti pazienti.
La creazione di équipe multidisciplinari dedicate alle patologie croniche complesse è un altro elemento chiave. Le malattie reumatologiche richiedono spesso l’intervento coordinato di più specialisti: reumatologi, fisiatri, ortopedici, psicologi, infermieri specializzati. Formalizzare queste équipe significa garantire percorsi più rapidi, meno frammentati e più efficaci.
Integrazione socio-sanitaria: un’esigenza non più rinviabile
Molti pazienti reumatologici vivono condizioni di disabilità che richiedono interventi non solo sanitari, ma anche sociali. Il CReI apprezza quindi il riferimento esplicito all’integrazione tra servizi sanitari e assistenziali, considerata una delle sfide più importanti per il futuro del SSN.
Una presa in carico completa deve includere:
- supporto domiciliare
- servizi sociali
- percorsi riabilitativi
- sostegno psicologico
- strumenti per l’autonomia
La riforma, secondo il Collegio, va nella direzione giusta, ma sarà fondamentale che i decreti attuativi definiscano con precisione ruoli, competenze e modalità operative.
Digitalizzazione e interoperabilità dei sistemi informativi
Il CReI considera strategico il riferimento alla qualità e interoperabilità dei sistemi informativi. La digitalizzazione è un elemento essenziale per migliorare la comunicazione tra professionisti, ridurre gli errori, velocizzare i percorsi e garantire un monitoraggio più efficace delle patologie croniche.
Cartelle cliniche condivise, telemedicina, piattaforme digitali per la gestione dei PDTA sono strumenti che possono rivoluzionare l’assistenza reumatologica, rendendola più moderna e accessibile.
I valori irrinunciabili secondo il CReI
Il Collegio individua alcuni principi fondamentali che dovranno guidare la stesura dei decreti attuativi:
- integrazione reale, non solo teorica, tra ospedale e territorio
- criteri chiari e condivisi di accesso alle cure
- collaborazione strutturata tra specialisti e medici di medicina generale
- reti funzionali formalizzate
- sostegno concreto alla trasformazione digitale
Questi elementi sono considerati indispensabili per costruire un SSN capace di rispondere ai bisogni dei pazienti reumatologici.
Il contributo del CReI ai lavori legislativi
Il Collegio Reumatologi Italiani conferma la propria disponibilità a collaborare con i legislatori nella definizione dei decreti attuativi. L’obiettivo è mettere a disposizione competenze scientifiche e conoscenze operative per contribuire alla costruzione di un sistema sanitario più equo, moderno e funzionale.
Il CReI ritiene che solo attraverso un confronto costante tra istituzioni, professionisti e associazioni dei pazienti sarà possibile realizzare una riforma realmente efficace.
Conclusioni: una riforma che può migliorare la vita di milioni di pazienti
Il giudizio del CReI sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale è complessivamente positivo, ma accompagnato da una richiesta di attenzione e concretezza. Le intenzioni sono buone, i principi sono condivisibili, ma la vera sfida sarà tradurli in misure operative capaci di migliorare davvero la vita dei pazienti.
Per oltre sei milioni di italiani affetti da patologie reumatologiche, una riforma ben costruita può rappresentare un cambiamento profondo: più accesso alle cure, percorsi più chiari, maggiore continuità assistenziale, meno disuguaglianze territoriali.






























