Roberto Vannacci. Chi è, storia, verità, libro, famiglia, laurea, lingue, curriculum, politica, carriera militare

Chi è davvero il Generale Roberto Vannacci? Dal passato a scuola alla carriera militare, fino al libro: mito indiscusso o fenomeno mediatico?

Il nome di Roberto Vannacci evoca immediatamente reazioni accese e contrastanti. Per molti rappresenta l’incarnazione del patriottismo e del rigore istituzionale, per altri una figura divisiva emersa improvvisamente dal nulla. Ma dietro i titoli dei giornali e i talk show televisivi, chi è davvero l’uomo che ha scosso la politica italiana? È reale il curriculum d’eccellenza che gli viene attribuito o si tratta, almeno in parte, di una costruzione mediatica? Come andava a scuola il giovane Vannacci prima di indossare la divisa, e cosa lo ha spinto davvero verso la carriera militare?

Per comprendere a fondo il fenomeno e rispondere a questi interrogativi, è necessario spogliare il personaggio dalla propaganda e analizzare, passo dopo passo e dati alla mano, la sua reale traiettoria storica, accademica e operativa.

Le origini e l’influenza della famiglia

Roberto Vannacci nasce a La Spezia il 20 ottobre 1968. Fin dalla primissima infanzia, l’ambiente familiare gioca un ruolo determinante nel plasmare i suoi valori e le sue ambizioni. Il padre, stimato ufficiale della Marina Militare, gli trasmette una rigida educazione basata sul senso del dovere, sulla disciplina, sull’amor di patria e sul rispetto per le istituzioni dello Stato.

Crescendo in un contesto dinamico legato alle basi navali, il giovane Roberto manifesta molto presto una forte propensione per la vita militare e per le attività fisiche estreme. Per lui, la divisa non rappresenta una semplice scelta professionale, ma una vocazione totalizzante e la ricerca costante di sfide personali da superare attraverso il rigore del corpo e della mente.

Gli studi accademici e il bagaglio culturale

Un elemento che spesso passa in secondo piano nella narrazione mediatica e che invece emerge con forza nel curriculum di Roberto Vannacci è la sua solida e poliedrica formazione accademica. L’ex Generale non è solo un uomo d’azione, ma un intellettuale della strategia. Nel corso degli anni ha infatti conseguito ben tre lauree magistrali:

  • Scienze Strategiche presso l’Università degli Studi di Torino;
  • Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università degli Studi di Trieste;
  • Scienze Militari presso l’Accademia di Bucarest.

A questo bagaglio accademico di assoluto rispetto si aggiunge la padronanza delle lingue straniere. Vannacci parla infatti correntemente l’inglese, il francese, lo spagnolo e il rumeno, competenze che si riveleranno fondamentali per la sua successiva carriera diplomatica e geopolitica all’estero.

La prestigiosa carriera militare e le forze speciali

L’ingresso ufficiale nell’Esercito Italiano avviene nel 1986, all’età di diciotto anni, con l’ammissione al 168° Corso della prestigiosa Accademia Militare di Modena. Da quel momento, la progressione di carriera di Vannacci è costellata di successi operativi che lo portano rapidamente a far parte dell’élite delle forze armate.

Vannacci diventa un incursore e assume il comando del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”, il reparto d’élite per eccellenza delle forze speciali italiane. Successivamente, la sua leadership lo porta a guidare la celebre Brigata Paracadutisti “Folgore” in veste di Comandante. Il suo valore e le sue capacità strategiche vengono messi alla prova nei contesti internazionali più complessi e rischiosi degli ultimi decenni. Ha infatti guidato e partecipato a delicate missioni di pace e di contrasto al terrorismo in Somalia, Ruanda, Yemen, nei Balcani, in Costa d’Avorio, in Afghanistan e in Iraq, dove ha ricoperto il ruolo di comandante del contingente nazionale.

Tra il 2020 e il 2022, la sua profonda conoscenza delle dinamiche internazionali lo porta a Mosca come capo dell’ufficio di collegamento della Difesa in Russia, un ruolo di altissima responsabilità diplomatica e di osservazione geopolitica.

Il successo de “Il mondo al contrario” e la svolta

La vita di Roberto Vannacci cambia radicalmente nell’estate del 2023. Fino ad allora noto e stimatissimo negli ambienti militari e istituzionali, il Generale decide di pubblicare in auto-edizione un libro intitolato “Il mondo al contrario”. Il testo raccoglie le sue riflessioni personali sulla società contemporanea, criticando apertamente il politicamente corretto, i movimenti ambientalisti radicali, il femminismo moderno e la gestione dei flussi migratori, difendendo al contempo i valori identitari e culturali tradizionali.

Il volume si trasforma in pochissimi giorni in un fenomeno editoriale senza precedenti, scalando le classifiche di vendita in Italia e sollevando un enorme polverone mediatico. Le sue tesi dividono l’opinione pubblica tra sostenitori della libertà d’espressione e critici severi delle sue posizioni. In seguito alle accese discussioni scaturite dal libro, si apre per lui una fase di transizione e di ridefinizione della propria carriera, che lo porta gradualmente ad allontanarsi dagli incarichi operativi d’ufficio all’interno delle forze armate.

L’ingresso in politica e l’Europarlamento

La straordinaria visibilità ottenuta grazie al libro e la capacità di dare voce a una parte consistente dell’elettorato non passano inosservate. Nella primavera del 2024, la Lega di Matteo Salvini propone a Roberto Vannacci di candidarsi come indipendente alle elezioni europee.

L’esito delle urne nel giugno del 2024 è travolgente: Vannacci ottiene oltre mezzo milione di voti di preferenza in tutta Italia, risultando uno dei candidati più votati in assoluto a livello nazionale. Il suo eccezionale debutto politico lo porta direttamente a Bruxelles, dove viene eletto deputato al Parlamento Europeo. In Europa, Vannacci entra a far parte della presidenza del gruppo politico di destra identitaria “Patrioti per l’Europa”, dove porta avanti le sue battaglie storiche incentrate sulla tutela dei confini, la critica alle politiche green dell’Unione Europea e la valorizzazione delle radici tradizionali del continente.

Conclusa la lunga esperienza in divisa, oggi la storia di Roberto Vannacci continua a scriversi tra i banchi della politica internazionale. Fanpage oggi titola : Vannacci sta già comandando la destra. Sarà così ?

Foto di Roberto Monaldo/LaPresse

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