16 Aprile 2026 00:20
Il poliziotto che ha sparato a Rogoredo è indagato per omicidio volontario: la Fsp Polizia insorge. Il sindacato denuncia una presunzione di colpevolezza e difende il collega, sottolineando la pericolosità del contesto e la rapidità delle decisioni da prendere in servizio.
Sparatoria a Rogoredo: il contesto e la dinamica
La sparatoria è avvenuta nel pomeriggio del 26 gennaio 2026 in via Giuseppe Impastato, nel quartiere milanese di Rogoredo, noto per la presenza del cosiddetto “boschetto della droga”. Durante un servizio antidroga, un 28enne marocchino, Abderrahim Mansouri, con precedenti per spaccio e resistenza, avrebbe puntato una pistola contro un agente in borghese. L’arma, poi risultata a salve, è stata scambiata per una pistola vera. Il poliziotto ha sparato un colpo alla testa, uccidendo il giovane sul posto Sky TG24.
L’indagine e l’accusa di omicidio volontario
Il poliziotto è stato interrogato in Questura dal pubblico ministero Giovanni Tarzia e ha dichiarato: “Ho avuto paura e ho sparato per difendermi”. Nonostante la dinamica ancora da chiarire, il magistrato ha iscritto l’agente nel registro degli indagati per omicidio volontario, un atto che ha suscitato reazioni immediate da parte del sindacato di Polizia ANSA.
La reazione della Fsp Polizia: “Presunzione di colpevolezza”
Il segretario generale della Fsp Polizia di Stato, Valter Mazzetti, ha espresso forte preoccupazione per la contestazione dell’omicidio volontario:
“Sembra che si presuma che il poliziotto sia andato in servizio per uccidere. È un’impostazione a dir poco preoccupante.”
Mazzetti ha ribadito il rispetto per la magistratura, ma ha sottolineato che il compito degli agenti è difendere la legalità, le istituzioni e l’incolumità propria e altrui, non certo uccidere volontariamente. Ha inoltre ricordato i numerosi agenti caduti in servizio, spesso dimenticati dopo funerali di Stato.
Il sindacato Fsp Milano: “Un lavoro insostenibile”
Anche il segretario Fsp Milano, Giuseppe Camardi, ha commentato duramente:
“È assurdo percepire una presunzione di colpevolezza verso i coraggiosi chiamati a fare un lavoro ormai insostenibile.”
Camardi ha denunciato la pressione costante sugli agenti, chiamati a garantire sicurezza in contesti difficili, salvo poi essere “scaricati” quando qualcosa va storto. Secondo il sindacato, questa dinamica rende il lavoro non solo difficile, ma inattuabile.
Il quartiere Rogoredo: una zona ad alta tensione
Rogoredo è da anni uno dei luoghi simbolo del degrado urbano milanese. Il “boschetto della droga” è teatro di:
- spaccio quotidiano
- violenze tra bande
- presenza di tossicodipendenti e criminali abituali
- interventi continui delle forze dell’ordine
In questo contesto, gli agenti operano in condizioni di estrema imprevedibilità, dove ogni controllo può trasformarsi in un confronto armato.
La pistola a salve e il rischio percepito
L’arma impugnata da Mansouri era una riproduzione di Beretta calibro 92, caricata a salve. Tuttavia, come ha spiegato il poliziotto, la distanza ravvicinata e il gesto minaccioso hanno generato una reazione istintiva di difesa.
Il punto centrale dell’indagine sarà stabilire:
- se l’agente abbia agito per legittima difesa
- se vi fossero alternative all’uso dell’arma
- se la percezione del pericolo fosse giustificata
Il dibattito sulla legittimità dell’uso della forza
La contestazione dell’omicidio volontario ha riaperto il dibattito sull’uso della forza da parte delle forze dell’ordine. Secondo la Fsp:
- l’accusa è prematura e rischia di delegittimare il lavoro degli agenti
- la presunzione di colpevolezza è incompatibile con il principio di imparzialità
- servono protocolli chiari per tutelare chi opera in contesti ad alto rischio
La posizione del Ministero dell’Interno
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha garantito trasparenza nelle indagini, ma ha anche espresso vicinanza alle forze dell’ordine, sottolineando la necessità di non criminalizzare chi agisce per garantire la sicurezza pubblica Today.
Conclusioni: una vicenda che divide
La sparatoria di Rogoredo e l’indagine per omicidio volontario contro il poliziotto coinvolto stanno generando tensioni tra magistratura, forze dell’ordine e opinione pubblica. Il sindacato Fsp denuncia una deriva giudiziaria che rischia di paralizzare l’operatività degli agenti, mentre la Procura prosegue le indagini per chiarire ogni dettaglio.
Nei prossimi giorni saranno fondamentali:
- l’esito delle perizie balistiche
- le testimonianze dei presenti
- la valutazione della legittimità dell’uso della forza
La vicenda resta aperta e sarà cruciale per definire i confini tra difesa legittima e responsabilità penale in contesti di sicurezza urbana.







