12 Febbraio 2026 17:27
ROMA, MAXI BLITZ ANTIMAFIA: 14 ARRESTI E DUE FERMATI IN FLAGRAZA
OPERAZIONE COORDINATA DALLA DDA DI ROMA
La Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha coordinato una vasta operazione contro la criminalità organizzata. I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, con il supporto di diversi reparti speciali, hanno eseguito all’alba una misura cautelare in carcere per 14 persone. Le accuse riguardano tentati omicidi, tentato sequestro di persona, detenzione illecita di armi ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso.
REPARTI SPECIALI IMPIEGATI
Hanno partecipato il Gis, il 1° Reggimento Tuscania, gli Squadroni Eliportati Cacciatori di Sicilia e Puglia, il Raggruppamento Aeromobili Carabinieri, le unità cinofile, le Aliquote di Primo Intervento di Roma e le Squadre Operative di Supporto del Reggimento Lazio. L’azione è partita alle prime luci dell’alba e si è svolta in diversi quartieri della Capitale.
LE INDAGINI AVVIATE NEL 2022
UN’INCHIESTA COMPLESSA E ARTICOLATA
L’attività investigativa è iniziata nel dicembre 2022. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, sotto il coordinamento della DDA, hanno raccolto elementi che collegano gli indagati a reati gravi e a dinamiche tipiche delle organizzazioni mafiose. Il quadro emerso mostra una forte tensione criminale legata alla gestione del narcotraffico e delle estorsioni.
I TENTATI OMICIDI AL TUSCOLANO-DON BOSCO
Due tentati omicidi sono avvenuti tra aprile e maggio 2023 nel quartiere Tuscolano-Don Bosco. Gli autori avrebbero esploso numerosi colpi d’arma da fuoco per regolare contrasti interni. Le tensioni erano legate al controllo del traffico di droga e ad altre attività illecite.
LE ATTIVITÀ DI SPACCIO E LE ESTORSIONI
TRAFFICO DI COCAINA E HASHISH
Durante le indagini è emersa una rete attiva nello spaccio di cocaina e hashish. Gli investigatori hanno documentato movimenti, incontri e contatti tra i vari soggetti coinvolti. L’attività era ben strutturata e alimentava ulteriori scontri tra gruppi criminali.
ESTORSIONE A UN GIOIELLIERE DELLA CAPITALE
Un’altra parte dell’inchiesta riguarda un tentativo di estorsione ai danni di un gioielliere di Roma. L’episodio ha coinvolto figure vicine al clan Di Lauro, attivo nella provincia di Napoli. Un malvivente romano avrebbe tentato di estorcere denaro fingendo di essere emissario del clan Senese. Questo comportamento ha provocato la reazione violenta dei gruppi criminali di riferimento.
LA RICHIESTA DI 200 MILA EURO
Il malinteso ha generato frizioni interne e fra clan. Secondo gli investigatori, il clan Senese, rappresentato da Angelo Senese, avrebbe preteso un risarcimento di 200 mila euro. La vicenda ha accentuato i contrasti e innescato ulteriori azioni violente.
IL TENTATO SEQUESTRO SVENTATO DAI CARABINIERI
L’UOMO ERA A UN PASSO DALLA PRIGIONIA
L’indagine ha documentato anche un tentato sequestro. Il gruppo criminale intendeva rapire l’uomo coinvolto nell’estorsione per costringerlo, tramite violenza e tortura, a recuperare la somma richiesta. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma sono intervenuti in extremis. Il sequestro stava per essere eseguito e la vittima stava per essere condotta in una cantina destinata alla segregazione.
IL CONTROLLO DECISIVO
I militari hanno fermato il gruppo per un controllo mirato. L’intervento ha impedito il sequestro e, di fatto, ha salvato la vita dell’uomo. Contestualmente la persona è stata arrestata per una precedente attività estorsiva da lui stesso commessa.
LA SUCCESSIVA SPEDIZIONE PUNITIVA
Dopo il mancato rapimento, i gruppi criminali avrebbero organizzato una spedizione punitiva contro gli incaricati del sequestro. L’azione sarebbe nata dal malcontento per l’insuccesso dell’operazione.
GLI ARRESTI E LE PERQUISIZIONI
14 PERSONE IN CARCERE
Tutti gli indagati raggiunti dall’ordinanza sono stati condotti in carcere. Nei prossimi giorni saranno interrogati dal GIP per le valutazioni di garanzia. Le accuse includono articoli di legge legati a tentato omicidio, tentato sequestro di persona, estorsione mafiosa e detenzione di armi da fuoco.
DUE ARRESTI IN FLAGRANZA QUESTA MATTINA
Durante le operazioni sono stati eseguiti altri due arresti in flagranza. I soggetti sono stati trovati in possesso di 1,3 kg di cocaina e 300 grammi di hashish. Le quantità e la modalità di confezionamento indicano un’attività di spaccio già avviata.
SEQUESTRATI OROLOGI DI LUSSO
Nel corso delle perquisizioni i Carabinieri hanno sequestrato anche 13 orologi di pregio. Il valore stimato è di circa 350 mila euro. Secondo gli investigatori, i beni sarebbero provento di attività illecite.
IL QUADRO MAFIOSO E LA PRESENZA DEL CLAN SENESE
UN’INFLUENZA STORICA NELLA CAPITALE
Il clan Senese è una realtà nota nel panorama criminale romano. L’inchiesta ha confermato la presenza di legami, pressioni e metodi riconducibili allo stile mafioso. L’azione del gruppo, secondo gli inquirenti, continua a esercitare un peso sulle attività criminali locali, soprattutto nel settore delle estorsioni e dello spaccio.
LA COLLABORAZIONE TRA CLAN ROMANI E CAMPANI
La vicenda del gioielliere dimostra una rete collegata anche a clan campani, come quello dei Di Lauro. Le dinamiche tra gruppi di diverse regioni mostrano un sistema che cerca di ottenere profitto attraverso intimidazioni e violenze.
LA PRESUNZIONE DI INNOCENZA
UN PRINCIPIO FONDAMENTALE
Gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a sentenza definitiva. Questo principio è sancito dalla legge e tutela ogni persona coinvolta in un’indagine. Solo il processo potrà stabilire responsabilità e condotte penalmente rilevanti.
CONCLUSIONI
L’operazione condotta oggi a Roma rappresenta uno dei blitz più rilevanti degli ultimi mesi contro la criminalità organizzata. Le accuse sono numerose e gravi. Le indagini hanno messo in luce un sistema articolato, pronto alla violenza e orientato al controllo di traffici lucrosi. Il lavoro dei Carabinieri e della DDA ha permesso di interrompere diverse dinamiche criminali, prevenire un sequestro e bloccare un canale attivo di spaccio e di estorsioni.





