17 Giugno 2026 06:51
Salute. Longevità e prevenzione: gli italiani vogliono vivere meglio ma chiedono percorsi guidati da dati e scienza
La parola chiave Longevità e prevenzione non è più un concetto astratto, ma un tema centrale nel dibattito sulla salute pubblica italiana. Lo conferma il nuovo sondaggio “Longevità e salute attiva in Italia”, realizzato da Cerba HealthCare Italia su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini. I risultati raccontano un Paese consapevole dell’importanza della prevenzione, ma ancora lontano dal trasformarla in un’abitudine concreta e continuativa.
L’indagine mette in luce un dato fondamentale: per la maggioranza degli italiani, longevità significa vivere bene, non semplicemente vivere più a lungo. Un cambio culturale importante, che apre la strada a nuovi modelli di cura basati su dati, biomarcatori e strumenti digitali.
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Longevità e prevenzione: vivere meglio prima ancora che vivere più a lungo
Il primo dato che emerge dal sondaggio è chiaro: il 57,3% degli italiani associa la longevità alla qualità della vita, alla salute e al benessere quotidiano. Solo il 29,2% la collega al semplice prolungamento dell’esistenza.
Questa visione moderna della longevità riflette un cambiamento profondo nella percezione della salute: non basta aggiungere anni alla vita, bisogna aggiungere vita agli anni. Un concetto che si allinea alle più recenti tendenze della medicina preventiva e della ricerca internazionale.
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Prevenzione: tutti la vogliono, pochi la praticano
Un valore riconosciuto, ma non ancora un’abitudine
Il sondaggio conferma che la prevenzione è considerata un pilastro della salute: il 90,2% degli intervistati la ritiene molto o abbastanza importante. Tuttavia, questa consapevolezza non si traduce in comportamenti regolari.
– Solo il 23,5% effettua controlli periodici.
– Il 43,8% li fa raramente.
– Il 29,6% si muove solo quando compaiono sintomi.
Un divario evidente tra ciò che gli italiani sanno di dover fare e ciò che realmente fanno.
Un gap generazionale significativo
Il dato più sorprendente riguarda i giovani: tra gli under 35, solo il 7,6% fa prevenzione regolare. Una percentuale che sale al 63,3% tra gli over 65.
Questo squilibrio suggerisce che la prevenzione non è ancora percepita come un investimento a lungo termine, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione.
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La salute passa sempre più dal digitale
Internet e social superano i professionisti sanitari
Uno dei risultati più rilevanti riguarda le fonti di informazione sulla salute. Solo il 30,5% degli italiani si affida principalmente a medici e professionisti sanitari. Al contrario:
– Internet è la fonte primaria per il 21,8%.
– I social media per il 19,4%.
Complessivamente, il digitale raggiunge il 41,2%, superando le fonti tradizionali.
Questo dato evidenzia un cambiamento epocale: la salute è sempre più “cercata” online, con tutti i rischi e le opportunità che questo comporta. Da un lato, maggiore accessibilità; dall’altro, il pericolo di informazioni non verificate.
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Un vuoto di guida: chi deve promuovere la prevenzione?
Gli italiani chiedono punti di riferimento chiari
Il sondaggio rivela un altro elemento cruciale: il 51,4% degli intervistati non sa indicare chi dovrebbe fare di più per promuovere la prevenzione.
Un dato che racconta un vuoto di leadership e di comunicazione. La prevenzione è percepita come una responsabilità personale dal 70,3%, ma allo stesso tempo manca un orientamento istituzionale chiaro e continuo.
Questo scenario suggerisce la necessità di modelli più strutturati, capaci di accompagnare le persone in percorsi guidati, semplici e basati su evidenze scientifiche.
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Il commento del CEO di Cerba HealthCare Italia, Stefano Massaro
“La longevità è qualità della vita: ora servono modelli guidati da dati e biomarcatori”
Stefano Massaro, CEO di Cerba HealthCare Italia, interpreta i risultati del sondaggio come un segnale positivo ma incompleto:
> “Gli italiani hanno già interiorizzato l’idea che la longevità sia qualità della vita. Ora serve un modello che renda la prevenzione semplice, misurabile e guidata”.
Massaro sottolinea l’importanza del Percorso Longevity, un programma sviluppato da Cerba HealthCare che integra biomarcatori, dati scientifici e competenze cliniche per offrire un approccio personalizzato alla prevenzione.
AI e medicina proattiva: la nuova frontiera
Il CEO evidenzia anche il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale:
> “Siamo entrati nell’era dell’AI: la utilizziamo a servizio di medici e biologi, per leggere meglio la complessità dei dati e rendere più chiari i percorsi di prevenzione”.
Secondo Massaro, l’AI rappresenta un passo decisivo verso una medicina proattiva, capace di anticipare e guidare prima che la malattia si manifesti.
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Perché la prevenzione non decolla?
Barriere culturali e pratiche
Nonostante la consapevolezza diffusa, la prevenzione fatica a diventare un’abitudine. Le ragioni principali includono:
– Mancanza di tempo.
– Scarsa percezione del rischio.
– Difficoltà di accesso ai servizi.
– Paura dei risultati.
– Assenza di percorsi chiari e personalizzati.
La necessità di un ecosistema integrato
Il sondaggio suggerisce che gli italiani non rifiutano la prevenzione: semplicemente non trovano un modello che li accompagni con continuità. Da qui l’importanza di soluzioni integrate che combinino:
– dati clinici,
– biomarcatori,
– strumenti digitali,
– supporto professionale,
– comunicazione chiara.
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Il ruolo crescente dei biomarcatori
Dalla diagnosi alla predizione
I biomarcatori stanno diventando uno strumento chiave per la medicina del futuro. Permettono di:
– identificare precocemente fattori di rischio,
– monitorare l’invecchiamento biologico,
– personalizzare i percorsi di prevenzione,
– prevedere l’insorgenza di alcune patologie.
Il Percorso Longevity di Cerba HealthCare si basa proprio su questa logica: misurare per prevenire, prevenire per vivere meglio.
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AI e salute: opportunità e responsabilità
Un supporto per medici e biologi
L’intelligenza artificiale non sostituisce il medico, ma lo affianca. Nel contesto della prevenzione, l’AI può:
– analizzare grandi quantità di dati clinici,
– individuare pattern invisibili all’occhio umano,
– suggerire percorsi personalizzati,
– migliorare la comunicazione con il paziente.
Accessibilità e rigore: la sfida del futuro
Come sottolinea Massaro, la vera sfida è mantenere un equilibrio tra:
– accessibilità, per raggiungere più persone possibile;
– rigore scientifico, per garantire qualità e affidabilità.
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Un’Italia che vuole vivere meglio: cosa ci dice davvero il sondaggio
Un Paese pronto al cambiamento
I dati mostrano un’Italia che:
– vuole vivere meglio,
– riconosce il valore della prevenzione,
– è aperta all’innovazione,
– cerca punti di riferimento autorevoli.
Ma servono percorsi chiari e continui
La prevenzione non può essere lasciata alla buona volontà individuale. Ha bisogno di:
– modelli guidati,
– strumenti semplici,
– comunicazione efficace,
– integrazione tra digitale e clinico.
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Chi è Cerba HealthCare Italia
Cerba HealthCare Italia fa parte di un gruppo internazionale presente in 90 Paesi, specializzato in:
– diagnostica ambulatoriale,
– analisi cliniche,
– radiologia,
– medicina dello sport,
– medicina del lavoro,
– poliambulatori,
– service lab.
In Italia conta:
– oltre 2.000 addetti,
– più di 400 centri medici e di prelievo,
– 32 laboratori,
– 25 milioni di esami l’anno,
– 5 milioni di pazienti serviti.
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Conclusioni: verso una nuova cultura della prevenzione
Il sondaggio “Longevità e salute attiva in Italia” racconta un Paese che ha già compreso l’importanza della prevenzione, ma che ha bisogno di strumenti più chiari, percorsi guidati e un ecosistema che unisca scienza, dati e tecnologia.
La parola chiave Longevità e prevenzione non è più un obiettivo lontano: è una necessità concreta, che richiede un impegno condiviso tra cittadini, professionisti sanitari, istituzioni e innovazione tecnologica.
L’Italia è pronta. Ora servono modelli capaci di trasformare la consapevolezza in azione.
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