Sardegna e lo sviluppo socioeconomico

Il Coordinamento Camperisti di Firenze ci racconta un'altra interessantissima battaglia a sostegno e difesa dei loro associati, facendo un escursus sull'Isola Sarda.

Sardegna e lo sviluppo socioeconomico
chesini garden
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Sardegna lo sviluppo socioeconomico

Purtroppo, da generazioni, i sardi sono sempre stati costretti ad emigrare lasciando la famiglia e la loro meravigliosa isola, per trovare un lavoro.

Le risorse utili dell'isola vengono impiegate per un esercito di dipendenti, e di leggi che producono costi altissimi sia che per gli stipendi, sia che per i relativi materiali, le consulenze, le attrezzature e per l’attivazione di sistemi complessi a danno dei cittadini.

Basti pensare che la Sardegna ha poco più di 1 milione e mezzo di abitanti, ciò nonostante ci sono 377 Comuni, 5 Province, 1 Regione e le relative Società Partecipate.

Pertanto, ci sono milioni di euro che potrebbero essere risparmiati e investiti per formare giovani e disoccupati, pronti domani a ricoprire nuovi posti di lavoro indispensabili a una riorganizzazione dei trasporti, dello sviluppo delle energie rinnovabili, e per lo sviluppo del turismo integrato.

La riorganizzazione gestionale di questa Regione dovrebbe partire dalle fondamenta, visto che, incredibilmente, sono ancora in servizio le Compagnie Barracellari, i cui appartenenti possono girare armati nonostante, dalla costituzione della Repubblica Italiana, ci siano in servizio le Polizie Municipali, la Polizia di Stato, i Carabinieri e la Guardia di Finanza.

Dette Compagnie furono abolite una prima volta nel 1819 e sostituite con i Cacciatori Reali di Sardegna, per poi essere ricostituite nel 1827 e riconfermate nel 1836, anche se negli anni successivi molte furono le proposte parlamentari per la loro abolizione (1848, 1849, 1850).

Il Governo Sardo, invece, le riorganizzò con Legge 22 maggio 1853, e quello italiano le regolamentò con il Regio Decreto 14 luglio 1898, n. 403, dando loro un inquadramento più simile alle guardie delle province e dei comuni.

Dopo l’Unità d’Italia la disciplina venne risistemata con la Legge Regionale n. 25 del 15 Luglio 1988.

Riguardo ai Barracelli, l’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti li scoprì nel 1995, grazie ad una malaugurata vicenda, che coinvolse alcune famiglie di camperisti in sosta dentro l'autocaravan, che venivano svegliati dai Barraccelli appunto. (articoli consultabile il sito www.incamper.org scaricando i numeri 45 e 48).

Ne abbiamo scritto già nel 1985, riguardo al sistema amministrativo italiano (che vede l’Italia divisa in 7.914 Comuni, 107 Province, 20 Regioni, consorzi comunali e città metropolitane), rimarcando l'aspetto  costosissimo, farraginoso e vessatorio nei confronti dei cittadini.

Per investire al meglio le poche risorse dobbiamo attivare delle AREE AMMINISTRATIVE, sfruttando oggi le possibilità che abbiamo a disposizione grazie all’informatizzazione, lasciando gli sportelli dislocati sul terriotorio, dove i cittadini possono trovare il personale in grado di fornire informazioni, servizio e supporto.

Citiamo l'esempio del passaggio dal PIN allo SPID, che ha coinvolto tutti i cittadini, obbligandoli a pagare di tasca propria per poter utilizzare questi servizi on-line, costretti ad acquistare computer, software e linea Internet.

Si dovrebbe necessariamente partire proprio dalla Sardegna, attivando con il sistema AGENDA 21 i lavori per definire il nuovo assetto amministrativo del territorio, visto che questa regione italiana ha tariffe dei traghetti molto esosi, voli aerei inaffidabili, e sindaci che emanano divieti illegittimi anticamper che sovraccaricano la Pubblica Amministrazione di istanze che inibiscono il turismo itinerante.

Si rende necessario invece creare posti di lavoro.

Nel 2007 venne presentata una Proposta di Legge in cui venivano inseriti nell’articolo 18 i termini CAMPER e ROULOTTE, quando dal 1991, per Legge, i termini erano e sono AUTOCARAVAN (autoveicolo) e CARAVAN (rimorchio), al fine di imporre l'obbligo di un LIBRETTO alle AUTOCARAVAN (autoveicolo) e alle CARAVAN (rimorchio), regolarmente previste nella circolazione stradale dal Codice della Strada.

Ad aggravare questo, l’OBBLIGO per gli utilizzatori dell'AUTOCAVAN o RIMORCHIO era quello di dover annotare OGNI 3 GIORNI massimo, il resoconto gli scarichi delle acque reflue chiare e scure specificando la STRUTTURA AUTORIZZATA in cui veniva effettuata questa operazione.

Potremmo disquisire su detta Proposta di Legge, ma fu superata dalla Legge Regionale n. 16/2017.

Per quanto riguardo la Legge Regionale 16/2017 e le proposte di legge n. 206 del 14 settembre 2020; n. 208 del 15 settembre 2020 e n. 214 del 13 ottobre 2020, il 19 Marzo 2021 fummo costretti ad intervenire a mezzo comunicazione PEC, dove si sottolineava l’interferenza con la potestà legislativa riservata in via esclusiva allo Stato in materia di circolazione stradale.

Inoltre chiedevamo l’abrograzione dell’art. 21 della L.R. 16/2017 per violazione dell’art. 117 
co. 2 della Costituzione ovvero la modifica della norma e delle proposte di legge in oggetto specificando che le aree in questione erano individuate in zone a destinazione turistico-ricettiva ovvero in aree stradali, cioè destinate alla circolazione stradale ai sensi del Codice della Strada e del relativo Regolamento.