REGGIO CALABRIA. Accusato di essere lo scafista dello sbarco: assolto il giovane sudanese
La Corte d’Appello ribalta la sentenza di primo grado: “Il fatto non costituisce reato”
REGGIO CALABRIA – La Prima Sezione Penale della Corte d’Appello di Reggio Calabria ha assolto Slah Abdullah Mounir, giovane cittadino sudanese arrestato nell’ottobre del 2024 con l’accusa di essere uno degli scafisti che avevano condotto un’imbarcazione carica di migranti sulle coste della Calabria.
I giudici d’appello hanno riformato la decisione del Tribunale di primo grado e hanno assolto l’imputato con la formula piena «il fatto non costituisce reato», disponendone l’immediata scarcerazione se non detenuto per altra causa.
Secondo l’accusa, Mounir sarebbe stato individuato da alcuni testimoni a bordo come colui che avrebbe tenuto la barra del timone durante la traversata e che avrebbe avuto un ruolo attivo nella conduzione del natante fino all’arrivo sulle coste ioniche reggine. Un’accusa che gli era costata l’arresto in flagranza e la custodia cautelare in carcere per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Tesi che non ha retto al vaglio del giudizio di secondo grado.
La difesa, nel corso del dibattimento d’appello, ha dimostrato come il giovane non fosse altro che uno dei migranti a bordo, costretto dalle circostanze a collaborare alla conduzione dell’imbarcazione per portare in salvo se stesso e gli altri naufraghi.
Una linea difensiva ormai consolidata nella giurisprudenza di merito e di legittimità, che riconosce lo stato di necessità quando la condotta è posta in essere per salvare la propria e l’altrui vita in mare.
Per i giudici della Corte d’Appello non vi sarebbe stata alcuna prova di un collegamento del giovane con l’organizzazione criminale che gestisce i traffici, né di un profitto da lui ricavato per il trasporto.
Mancava, in sostanza, l’elemento distintivo tra il trafficante e il migrante che, in una situazione di estremo pericolo, si trova a dover governare un’imbarcazione di fortuna.
Una vicenda che ricorda molte altre approdate nelle aule di giustizia di Reggio Calabria e Locri negli ultimi due anni, con assoluzioni per giovani accusati sulla base di semplici riconoscimenti fotografici o testimonianze sommarie rese subito dopo lo sbarco.
Con l’assoluzione di Slah Abdullah Mounir si chiude così dopo quasi due anni un incubo giudiziario iniziato su una banchina del porto calabrese.
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