Schillaci attacca. Abolizione del medico gettonista: Schillaci punta al cambiamento

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato un piano per abolire il medico gettonista. Un obiettivo ambizioso che ha scatenato il dibattito nel mondo della sanità.

La figura del medico gettonista è da anni una soluzione temporanea alle carenze strutturali negli ospedali italiani. Ma secondo il ministro, questo sistema non può più essere sostenuto a lungo.

Chi è il medico gettonista?

Il medico gettonista è un professionista assunto con contratti a breve termine, spesso tramite cooperative. Lavora nei reparti ospedalieri più sotto pressione, come il Pronto Soccorso.

Viene pagato a giornata o per turno, con compensi spesso superiori a quelli dei colleghi strutturati. Una scelta costosa per il sistema sanitario nazionale.

Le parole di Schillaci

“Dobbiamo dire basta al sistema dei gettonisti”, ha dichiarato Schillaci in una recente intervista. L’obiettivo è rafforzare il personale interno e rendere la professione medica ospedaliera più attrattiva.

Secondo il ministro, il ricorso ai gettonisti rappresenta una sconfitta del sistema pubblico. Serve invece investire sulle risorse stabili.

Il commento dei sindacati

Guido Quici, presidente di Cimo-Fesmed, si è detto favorevole al superamento del modello gettonista. Ma ha lanciato un allarme chiaro:

“Siamo favorevoli, ma se non si migliorano le condizioni di lavoro e non si adeguano gli stipendi, sarà molto difficile trovare qualcuno disponibile”.

Il rischio è che senza incentivi e riforme reali, nessuno vorrà coprire i turni più critici negli ospedali.

Un problema di sistema

Il ricorso al medico gettonista è diventato strutturale in molte regioni. Il motivo? La cronica mancanza di personale, causata da anni di blocchi delle assunzioni e pensionamenti.

In alcune strutture sanitarie, i gettonisti rappresentano oltre il 30% del personale in servizio nei reparti più delicati.

Costi eccessivi per il SSN

Assumere un medico con questo modello costa molto di più rispetto a un dipendente stabile. Le cooperative intermediarie trattengono una parte significativa dei fondi.

Secondo alcuni studi, un gettonista può arrivare a costare anche il doppio di un medico strutturato.

La proposta del governo

Il ministero propone una serie di misure per eliminare gradualmente il medico gettonista:

  • Incrementare le assunzioni a tempo indeterminato
  • Rendere più flessibili gli orari e i turni
  • Rivedere la retribuzione dei medici ospedalieri
  • Stabilizzare i professionisti attualmente in servizio tramite cooperative

Il piano prevede anche un maggiore coinvolgimento delle Regioni, responsabili della gestione sanitaria locale.

Le difficoltà del cambiamento

Non sarà facile attuare questa riforma. I tempi di assunzione nella pubblica amministrazione sono lunghi. E i giovani medici spesso preferiscono lavorare in libera professione o all’estero.

Servirà un grande sforzo per rendere il lavoro ospedaliero più attrattivo.

Il parere degli esperti

Molti analisti sottolineano che eliminare il medico gettonista senza risolvere le cause della sua esistenza è rischioso. Il risultato potrebbe essere un vuoto nei reparti più critici.

Bisogna agire su più fronti: formazione, assunzioni, contratti e valorizzazione della carriera medica.

Le esperienze regionali

Alcune Regioni stanno già sperimentando percorsi alternativi. In Emilia-Romagna, ad esempio, si punta sulla stabilizzazione dei giovani medici. In Lombardia si cercano soluzioni con fondi aggiuntivi e concorsi più rapidi.

Ma serve un intervento nazionale per armonizzare le scelte.

La voce dei medici

Molti medici denunciano carichi di lavoro insostenibili, turni massacranti e scarsa tutela. Alcuni scelgono il gettone proprio per poter gestire meglio il proprio tempo e guadagnare di più.

Eliminare il medico gettonista senza offrire alternative valide rischia di peggiorare la situazione.

Conclusioni

La volontà di Orazio Schillaci di abolire il medico gettonista è un segnale importante. Ma senza un piano serio per riformare il lavoro in ospedale, la misura rischia di restare solo sulla carta.

Occorre investire sulle persone, sulle condizioni di lavoro e su stipendi adeguati. Solo così il sistema pubblico potrà tornare ad attrarre i migliori professionisti.

Il futuro della sanità italiana passa anche da qui.

 

 

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