Sicilia, immigrazione. Mense ripristinate dopo la denuncia di Maccari (Fsp)

«Adesso chiediamo mezzi adeguati»

Sicilia, immigrazione. Mense ripristinate dopo la denuncia di Maccari (Fsp)
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Sicilia, immigrazione. Mense ripristinate dopo la denuncia di Maccari (Fsp): «Adesso chiediamo mezzi adeguati»

«Non possiamo che recepire un segnale positivo e con tempi tempestivi da parte del Questore di Siracusa che, a seguito della nostra denuncia, ha regolarizzato gli spazi in una mensa per gli operatori di polizia che si trovano aggregati da tutta Italia per fronteggiare l'emergenza immigrazione. Un locale individuato dall'amministrazione, chiamato "la nuova mensa ferroviaria", sino a ieri non aveva predisposto le normative predisposte dal governo per contrastare la pandemia con il distanziamento sociale tra poliziotti ed altri appartenenti alle forze di polizia ed oggi, grazie a quanto rilevato e denunciato, ha ripristinato una normalità».

Lo dichiara Franco Maccari, V. Presidente Nazionale Fsp Polizia di Stato, all’indomani della denuncia sugli organi di stampa, di quelle che erano le condizioni della mensa per i poliziotti impegnati nei servizi legati all’emergenza immigrazione a Siracusa.

«Pur apprezzando l'intervento del Questore – prosegue Maccari - diciamo che non è normale che il sindacato di polizia debba stare con i fucili spianati per far riconoscere gli stessi diritti che valgono per ogni cittadino sul territorio italiano anche per i poliziotti. Questa – dice - è una anomalia tutta italiana che contrasteremo in ogni circostanza ed in ogni luogo per non permettere a nessuno di classificarci come cittadini di serie b. Adesso chiediamo mezzi adeguati, considerando che, sempre a Siracusa, ci sono squadre dei reparti mobili che stanno a bordo, giorno e notte, anche in 10 unità su un solo mezzo. Com’è possibile tutto ciò in piena pandemia? Sarebbe auspicabile che il Dipartimento intervenga con la stessa celerità del Questore di Siracusa per porre fine a questa tragicomica organizzazione a cui stiamo assistendo sotto il silenzio assenso di chi dovrebbe dare direttive a tutela dei professionisti della sicurezza che – conclude Maccari - con enorme spirito di sacrificio svolgono quotidianamente il loro lavoro».