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Inter-Milan, sfida Pioli-Inzaghi: le tattiche e filosofie di gioco

Il derby tra Inter e Milan offrirà uno spettacolo dei più attesi della stagione

Il derby tra Inter e Milan non vedrà di fronte solo due formazioni dalla rivalità storica e risorte negli ultimi anni, ma anche due delle principali pretendenti al prossimo scudetto. Da una parte i campioni d’Italia in carica hanno dovuto sopperire alle partenze di alcuni pezzi da novanta, allenatore compreso, dall’altra i rossoneri stanno cercando di portare avanti un processo di crescita avviato già un paio di anni fa.

Insomma, a scontrarsi saranno anche due storie simili, ma che hanno conosciuto sviluppi molto differenti di recente e che finora hanno premiato soprattutto i nerazzurri. Nel calcio, però, basta poco per sovvertire una classifica e al momento non è ancora detta l’ultima parola. Le pretendenti al titolo nazionale non sono poche e mancano ancora tante giornate da qui alla fine.

Oggi è Simone Inzaghi a guidare l’Inter.

Quasi un premio alla carriera dopo che l’ex attaccante ha condotto magistralmente la Lazio per più di 5 stagioni, strappando diverse coppe nazionali alla Juventus e non solo. Il mister non ha cambiato modulo, a costo di stravolgere gli automatismi della sua nuova squadra. Per Inzaghi il 3-5-2 ha la precedenza su ogni altro modulo.

Grande responsabilità va ai terzini, liberi di spingere e di proporsi, ma sempre pronti ad arretrare repentinamente in fase di non possesso. Gli attaccanti centrali, invece, devono essere sostenuti da un trequartista posto di fronte a una coppia di centrocampisti. Inzaghi è conosciuto anche per le molteplici soluzioni che adotta quando si tratta di difendere e ripartire. Pur trattandosi di un allenatore relativamente giovane, affrontarlo risulta complicato anche per chi può definirsi un veterano.

Il Milan di Pioli

La sua squadra gioca in maniera piuttosto diversa e predilige la costruzione dal basso, che De Zerbi ha fatto diventare di moda sulla panchina del Sassuolo. Sandro Tonali ha il compito di avviare le geometrie partendo da dietro e quando l’azione si infiamma Theo Hernandez va subito all’attacco.

Nelle situazioni più antipatiche basta la sola presenza di Zlatan Ibrahimovic per trovare una via di fuga, in quanto anche spazzare via palloni alti non significa necessariamente buttare via l’azione di gioco se si ha un gigante così imponente in avanti. Tra l’altro “Ibra” è un ex storico dell’Inter e in nerazzurro ha vinto anche il titolo di capocannoniere. Conoscendolo, sappiamo tutti bene che non vedrà l’ora di fare un dispetto ai cugini meneghini, che abbandonò in fretta e furia nel 2009 per sposare la causa del Barcellona.

La sensazione generale è che sia Inzaghi sia Pioli abbiano vinto finora molto meno di quanto meritassero. Di certo le loro bacheche non sono paragonabili a quelle di Conte e Allegri, capaci di aggiudicarsi lo scudetto con due squadre diverse nel giro di una decina di anni. Considerando il momento di entrambe le compagini, comunque, appare evidente che l’Inter abbia una marcia in più, oltre che un titolo da difendere. Il Milan ha già commesso diversi passi falsi, mentre il “Biscione” sembra non volerne proprio sapere di perdere punti in giro.

In un certo senso, in ottica scudetto, il derby di Milano Inter-Milan è l’ultimo appello per il Diavolo, che tuttavia ha vinto solo 4 nelle ultime 23 stracittadine (7N, 12P). Anche il Napoli, sotto sotto, spera in una mancata vittoria dei nerazzurri, così da continuare a coltivare qualche speranza per il tricolore. Inter-Milan avrà davvero tanto da raccontare…

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