Squalo morde bambino di 7 anni nella Polinesia francese: gravi ferite a braccio e gamba

Squalo morde bambino nelle acque cristalline della baia di Taiohae, a Nuku Hiva, nell’arcipelago delle Marchesi. Un episodio drammatico che ha scosso la tranquilla isola della Polinesia francese.

Il fatto è accaduto venerdì 25 luglio 2025. Un gruppo di circa 10 bambini stava nuotando in mare quando uno squalo ha attaccato improvvisamente. Uno di loro, un bambino di 7 anni, è stato morso e ferito gravemente.

Un attacco improvviso

L’attacco è avvenuto senza preavviso. Il bambino stava facendo il bagno in compagnia di altri coetanei. Improvvisamente, uno squalo si è avvicinato e ha morso il piccolo con forza, provocando ferite profonde al braccio e alla gamba.

I soccorsi sono stati immediati. Un vigile del fuoco locale, presente sulla scena, ha dichiarato: “Ho 35 anni e non avevo mai visto ferite così gravi da morso di squalo. Le lacerazioni erano lunghe e molto profonde”.

Cause e ipotesi sull’aggressione

Secondo quanto riferito dai soccorritori e dal canale televisivo locale TNTV, l’attacco potrebbe essere legato alla presenza di carcasse di pesce gettate in mare dai pescatori.

“Ci sono molti squali nella zona”, ha spiegato il vigile del fuoco. “Specie come squali pinna nera, squali martello e squali limone vengono attirati dai resti di pesce. Questo potrebbe aver provocato l’attacco”.

Il trasferimento d’urgenza a Tahiti

Dopo i primi soccorsi, il bambino è stato trasportato al piccolo ospedale dell’isola. Vista la gravità delle ferite, è stato poi trasferito in aereo al Centro Ospedaliero della Polinesia Francese a Tahiti, distante circa 1.500 chilometri da Nuku Hiva.

Le sue condizioni restano serie, ma stabili. I medici stanno facendo tutto il possibile per salvare gli arti compromessi dal morso.

Un evento raro ma possibile

Secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, simili aggressioni sono rare in Polinesia francese. Generalmente, gli squali attaccano solo in casi particolari.

“Di solito le vittime sono pescatori subacquei o persone che praticano l’alimentazione degli squali, attività vietata dalla legge locale”, ha spiegato D’Agata. L’episodio, però, dimostra che i rischi in mare aperto non sono mai pari a zero.

Il ruolo dell’uomo nell’ecosistema marino

L’evento ha sollevato interrogativi sulla gestione delle attività di pesca e dell’interazione tra uomo e fauna marina. I resti di pesce gettati in mare possono alterare il comportamento degli squali e portarli più vicino alla costa.

Le autorità locali stanno valutando ulteriori misure di sicurezza. Potrebbero essere introdotte nuove regole per la pesca e per l’accesso balneare in alcune aree a rischio.

Comunità sotto shock

La notizia ha sconvolto la piccola comunità locale. Familiari, amici e abitanti dell’isola sono rimasti profondamente colpiti dall’aggressione. Molti chiedono ora maggiore attenzione e controlli più rigorosi nelle zone frequentate da bambini e turisti.

Intanto, il bambino lotta in ospedale per riprendersi. Il suo coraggio e la rapidità dei soccorsi hanno probabilmente evitato conseguenze ancora più tragiche.

Conclusione

Il caso squalo morde bambino a Nuku Hiva è un evento eccezionale ma drammatico. Un monito sull’equilibrio delicato tra uomo e natura, e sull’importanza di comportamenti responsabili in mare.

Le autorità continuano a monitorare la situazione. L’attenzione è ora tutta rivolta alla salute del piccolo ferito e alla prevenzione di futuri incidenti.

 

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