9 Marzo 2026 23:51
Da lunedì stop ai treni da Milano a Genova: protesta del M5S, pendolari dimenticati
A partire da lunedì 22 luglio 2025 scatterà lo stop ai treni da Milano a Genova. La linea ferroviaria sarà interrotta per oltre due mesi a causa dei lavori sul ponte ferroviario sul Po, a Bressana Bottarone, in provincia di Pavia.
La chiusura durerà fino al 28 settembre. Durante questo periodo, i convogli non potranno transitare sul tratto interessato. I treni regionali e a lunga percorrenza subiranno deviazioni o cancellazioni. I disagi per i pendolari si annunciano pesanti.
Il Movimento 5 Stelle ha alzato la voce, denunciando una scarsa attenzione verso le esigenze di migliaia di lavoratori e studenti. “I pendolari sono stati dimenticati”, accusano i parlamentari M5S della Lombardia e della Liguria.
Stop ai treni da Milano a Genova: disagi in vista
Lo stop ai treni da Milano a Genova coinvolgerà una delle tratte più trafficate del Nord Italia. Ogni giorno, migliaia di persone utilizzano il collegamento tra le due città per motivi di lavoro, studio o turismo.
I lavori di manutenzione straordinaria al ponte ferroviario sono considerati urgenti da RFI (Rete Ferroviaria Italiana). Secondo quanto comunicato, l’intervento non è più rimandabile. I tecnici dovranno operare su strutture portanti che risalgono a oltre 70 anni fa.
“La sicurezza viene prima di tutto”, ha dichiarato un portavoce di RFI. Tuttavia, i tempi dell’intervento e l’assenza di soluzioni rapide alternative hanno acceso il malcontento.
Deviazioni e percorsi alternativi
Durante il periodo di chiusura, i treni verranno deviati su linee secondarie. Alcuni convogli seguiranno la direttrice via Mortara, altri quella via Piacenza. In entrambi i casi, i tempi di percorrenza aumenteranno notevolmente.
Secondo le prime stime, un viaggio che normalmente dura 1 ora e 30 minuti potrà richiedere fino a 3 ore. Una situazione difficile da accettare, soprattutto per chi si muove ogni giorno per motivi di lavoro.
Trenitalia ha comunicato che verranno attivati servizi sostitutivi con autobus in alcuni tratti. Ma l’incognita resta: traffico stradale, ritardi e capienza limitata dei mezzi su gomma rischiano di peggiorare la situazione.
M5S: “Una gestione disastrosa”
Il Movimento 5 Stelle ha espresso forte preoccupazione per la gestione dell’emergenza. Secondo i portavoce del partito, lo stop ai treni da Milano a Genova è stato comunicato con poco preavviso e senza una vera pianificazione condivisa con i territori.
“Si sapeva da mesi che i lavori andavano fatti. Perché non si è pianificato prima un piano B credibile? I pendolari non sono cittadini di serie B”, ha dichiarato la senatrice ligure Elena Botto (M5S).
Anche il deputato lombardo Fabio Maggioni ha parlato di “totale assenza di coordinamento”. Il M5S ha presentato un’interrogazione urgente al Ministero dei Trasporti per chiedere chiarimenti e soluzioni concrete.
Pendolari esasperati: “Abbandonati”
I primi a protestare sono stati i pendolari. Molti di loro si sentono abbandonati. “Dovrò alzarmi alle 5 del mattino per arrivare in orario al lavoro”, racconta Laura, impiegata a Genova e residente a Pavia.
“Non ho alternative. Non posso permettermi l’auto tutti i giorni. E in autobus non so quanto ci metterò,” dice Andrea, studente universitario a Milano.
Alcuni comitati spontanei si stanno organizzando per protestare ufficialmente. Tra le proposte, la richiesta di sconti sugli abbonamenti e un incremento dei mezzi sostitutivi, in particolare nelle ore di punta.
Il ponte di Bressana sotto osservazione
Il ponte ferroviario sul Po, nei pressi di Bressana Bottarone, è un’infrastruttura chiave del sistema ferroviario lombardo. Costruito nel secondo dopoguerra, necessita di un restauro strutturale completo.
I lavori previsti includono il rinforzo delle travi, la sostituzione dei binari e la messa in sicurezza delle pile portanti. Gli ingegneri di RFI hanno assicurato che l’intervento migliorerà notevolmente la tenuta dell’infrastruttura nei prossimi decenni.
La chiusura totale della linea, secondo i tecnici, è l’unico modo per intervenire in sicurezza e con tempistiche sostenibili. Ma resta il nodo della gestione dei flussi alternativi.
Soluzioni inadeguate? La risposta di Trenitalia
Trenitalia ha pubblicato un vademecum con tutte le variazioni di orario e le tratte sostitutive. Sono stati istituiti treni via Piacenza, con fermate intermedie, e servizi su gomma nei tratti non coperti dalla linea ferroviaria.
Tuttavia, molti utenti ritengono che le informazioni siano confuse e difficili da reperire. “Il sito non è aggiornato, non sappiamo ancora bene quali treni ci saranno e dove prenderli,” affermano alcuni utenti sui social.
Il call center di Trenitalia è stato preso d’assalto negli ultimi giorni, mentre le app di viaggio faticano ad aggiornarsi con i nuovi orari.
Un danno anche per il turismo estivo
Oltre ai pendolari, a subire le conseguenze dello stop ai treni da Milano a Genova saranno anche i turisti. In piena stagione estiva, molti scelgono di viaggiare in treno verso le località liguri.
Con la tratta interrotta, sarà più difficile raggiungere località come Santa Margherita, Sestri Levante, Rapallo o la stessa Genova. Gli operatori turistici temono un calo delle prenotazioni e chiedono interventi urgenti.
“Se non si agisce subito, rischiamo una stagione disastrosa,” ha dichiarato un albergatore del Tigullio. La Regione Liguria ha promesso un tavolo tecnico per valutare misure a sostegno del comparto.
Conclusioni: servono risposte immediate
Lo stop ai treni da Milano a Genova è solo all’inizio, ma ha già sollevato polemiche, proteste e preoccupazioni. Mentre i lavori al ponte di Bressana sono tecnicamente indispensabili, la gestione dell’impatto sui cittadini sembra essere stata sottovalutata.
I pendolari chiedono ascolto, informazioni chiare e servizi alternativi realmente efficaci. Il M5S ha acceso i riflettori su una vicenda che potrebbe diventare un caso politico nazionale, se non verranno trovate risposte in tempi rapidi.
Nei prossimi giorni saranno decisivi. La speranza è che le istituzioni, locali e nazionali, non restino indifferenti davanti al disagio di migliaia di cittadini che chiedono solo di poter viaggiare dignitosamente per lavorare, studiare e vivere.







