#StopBiocidio, Napoli, terra dei fuochi, pronti per la manifestazione

 traffico di rifiuti, tra le cui attività rientrerebbe lo sversamento e l'eliminazione di materiali come copertoni o scarti di abbigliamento,[32] provenienti soprattutto dal Nord Italia, o il recupero del rame dai cavi elettrici

#StopBiocidio, Napoli, terra dei fuochi, pronti per la manifestazione
chesini garden
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Ancora una volta, neanche a fronte dei provvedimenti della procura di Napoli nord su #terradeifuochi, De Luca ha ritenuto di spendere una parola sul tema.
Domani mattina ore 10.00 Piazza del Plebiscito a Napoli (in caso di pioggia sotto i porticati) conferenza stampa per raccontare la nostra su quanto pubblicato dall'ISS e dalla procura di Napoli Nord.
Non permetteremo che si taccia su questo tema.
Non smetteremo di far sentire la nostra voce.
Vi aspettiamo!
Comincia così l'ennesima farsa del comune di Napoli nella persona del sindaco che non interviene concretamente mentre le persone continuano  a morire nella "terra dei fuochi".
Il calvario di Marzia Cacciopoli, raccontato all'ADKN-KRONOS: "La terra dei fuochi mi ha tolto Antonio, il mio unico figlio - spiega - A 8 anni e mezzo si è ammalato di una patologia particolare che viene in età avanzata, un Glioblastoma Multiforme, riconducibile proprio al danno ambientale. Dopo mio figlio si sono susseguiti altri casi, sempre in età inferiore alla sua, che è andato via a quasi 10 anni, il 2 giugno 2013. Il mio calvario nella malattia è durato un anno."
Parliamo di gravissime patologie, come il tumore al seno, l'asma, varie forme di leucemie e le malformazioni congenite, nella "Terra dei Fuochi", tra Napoli e Caserta, sono legate allo smaltimento illegale dei rifiuti. Non è più solo una ipotesi la relazione causale, o anche di concausa, tra l'insorgenza di queste gravi malattie e lo smaltimento illegale dei rifiuti.

Ad attestarlo è un rapporto prodotto grazie all'accordo stipulato nel giugno 2016 tra la Procura di Napoli Nord, che ha sede ad Aversa (Caserta) e l'Istituto Superiore di Sanità. (ANSA).

Quali le cause?

Si tratta di metalli come cadmio, mercurio, arsenico, piombo (particolarmente legati allo smaltimento illecito dei rifiuti e alla loro combustione) di dieci pazienti oncologici residenti in uno dei comuni simbolo della devastazione ambientale a nord di Napoli, Giugliano (nursetimes)

Le inchiese ci sono danni eppure l'ampiezza dei comuni e i soldi che gravitano attorno con un mix tra affarismo e politica noncuranti degli effetti letali, non ha ancora portato  all'esatta quantificazione del fenomeno drammatico sotto il profilo umano.
Quali sono i comuni coinvolti?
La zona è quella della Campania, a cavallo tra la provincia di Napoli e quella di Caserta, in relazione all'interramento[1] di rifiuti tossici e rifiuti speciali.
Nel 2007 la Regione Campania emanò un "Divieto di pascolamento" (che sostanzialmente equivale a divieto di coltivazione), per la presenza di diossina su ortaggi ed erbe varie oltre i limiti consentiti. Il divieto colpiva diversi territori dell'hinterland napoletano e casertano.
I rifuti derivano da attività illecite; lo smaltimento dei rifiuti tossici fu evidenziato nella prima metà degli anni novanta da un'indagine della Polizia di Stato condotta dall'allora ispettore della Criminalpol Roberto Mancin
Nel 2016 la Regione Campania ha avviato in collaborazione con l'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno di Portici il progetto SPES [16] per analisi ambientali e sulla popolazione in relazione all'esposizione a fattori inquinanti. Il progetto, con la partecipazione anche della Federico II, della SUN, dell'Università degli Studi di Milano, dell'IRCCS Pascale e del CNR (wikipedia), e i riscontri furono trovati su 33 ettari sui 55.000 indagati.
Effetti novcivi per il pascolamento e la catena alimentare conseguente, a causa del  traffico di rifiuti, tra le cui attività rientrerebbe lo sversamento e l'eliminazione di materiali come copertoni o scarti di abbigliamento,[32] provenienti soprattutto dal Nord Italia, o il recupero del rame dai cavi elettrici