9 Giugno 2026 04:23
Nella splendida cornice del Teatro Torlonia di Roma è in scena fino ad oggi, con inizio alle ore 18.00, lo spettacolo Per sempre con testi tratti da I Trionfi, L’Amore, lettere e disegni di Giovanni Testori ad Alain Toubas, dediche private, per l’ideazione, la creazione e la drammaturgia di Alessandro Bandini, eccezionale interprete protagonista di questo interessante monologo.
L’amore viscerale di Giovanni Testori
E’ altamente ammirevole questo recupero di scritti inediti del giovane Testori. Per sempre è uno spettacolo che indaga il bisogno umano di essere amati incondizionatamente e il dolore che nasce dal timore dell’abbandono e dell’oblio. Al centro vi è la relazione tra Giovanni Testori e Alain Toubas, sviluppatasi tra il 1959 e il 1962 attraverso un’intensa corrispondenza epistolare composta da oltre duemila lettere manoscritte in francese, insieme a disegni e cartoline tuttora inediti. Questo scambio rivela un amore travolgente e talvolta ricattatorio, ma anche una profonda vulnerabilità, restituendo un’immagine inedita dell’intellettuale di Novate Milanese e offrendo nuove chiavi interpretative per la sua opera.
La curatissima drammaturgia, firmata da Bandini, si fonda su questo corpus privato, integrandolo con alcuni versi de I Trionfi – poema che inaugura la trilogia poetica dedicata a Toubas – e con dediche personali rivolte al giovane amato. Il risultato è una riscrittura scenica che mette in dialogo parola poetica e parola intima, trasformando la scrittura epistolare in materia teatrale viva.

Nato anche grazie a residenze artistiche, tra cui quella presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi – città del primo incontro tra Testori e Toubas nel 1959 – lo spettacolo si configura come un confronto radicale e totalizzante con la parola testoriana. Una parola che, incarnata con estrema precisione ed energia dal bravissimo attore, diventa espressione della lotta interiore dell’uomo contro le proprie paure, rendendo universale un’esperienza privata e profondamente umana.
La recitazione frenetica della prima parte ci offre un inedito euforico giovane Testori, facendo da contrasto a passaggi profondi e viscerali. Certo un aspetto inconsueto e bizzarro del grande scrittore per chi, come me, lo ha conosciuto negli ultimi anni della sua vita, dal carattere pacato e nostalgico. Ma anche per questo lo spettacolo ha un valore aggiunto nel restituirci quella sua gioventù piena di passione, fisicità, trasgressione, sensualità, provocazione ben oltre lo stereotipo conformista e perbenista di certa morale cattolica e ciellina.
In scena I Trionfi di Testori
La seconda parte dello spetacolo è tratta da I Trionfi, il poema del 1965 che inaugura la trilogia poetica che Giovanni Testori dedica ad Alain Toubas e rappresenta uno dei vertici della sua produzione lirica. L’opera si configura come un grande poema d’amore in cui l’esperienza privata e autobiografica si trasfigura in una dimensione mitica, tragica e insieme sacrale.
Il titolo richiama volutamente la tradizione dei “trionfi” – in particolare il modello petrarchesco – ma in Testori il trionfo non è celebrazione ordinata e allegorica: diventa piuttosto esplosione passionale, conflitto tra desiderio e perdita, tra esaltazione erotica e angoscia dell’abbandono. L’amore per il giovane destinatario è vissuto come esperienza totalizzante, capace di redimere e insieme di ferire, in cui il poeta espone senza filtri la propria vulnerabilità.
I Trionfi si impone dunque come un’opera in cui l’esperienza amorosa si fa materia poetica assoluta, trasformando la vicenda personale in un dramma universale sulla necessità di amare e di essere amati, sul desiderio di eternità e sulla paura della dissoluzione. Qui l’attore diventa un maratoneta della parola, epico, in un crescendo virtuoso e straziante, puntuale e preciso, tragico, assordante, struggente.

Lunghi applausi per Bandini
Lo spettacolo merita applausi per la bravura del protagonista e la resa della parola testoriana, ma avrebbe beneficiato di una regia più articolata e contestualizzata; ma in questa essenzialità della messa in scena, emerge ancora di più la potenza di Bandini.

Info
Teatro Torlonia, via Lazzaro Spallanzani 1A Roma
Per informazioni tel. 06 44230693, biglietteria@teatrodiroma.net – https://www.teatrodiroma.net
Paolo Franzato
https://ilquotidianoditalia.it/lincantevole-arte-di-escher-al-mudec/



