Arriva la telecamera con intelligenza artificiale che controlla cellulari, cinture, assicurazione e revisione: come funziona e perché per ora non fa multe.

 

Arriva la telecamera con intelligenza artificiale che controlla cellulari, cinture, assicurazione e revisione: ma per ora niente multe

 

La telecamera con intelligenza artificiale è arrivata anche sulle strade italiane e promette di cambiare radicalmente il modo in cui vengono effettuati i controlli stradali. Non parliamo più dei classici autovelox o delle telecamere per le ZTL, ma di un sistema evoluto capace di rilevare in pochi secondi se stai usando il cellulare alla guida, se hai allacciato la cintura di sicurezza, se la tua auto è senza assicurazione o con la revisione scaduta.

 

La notizia sta facendo il giro del web dopo un articolo del Corriere della Sera e sta già creando allarme tra gli automobilisti. Ma c’è un dettaglio fondamentale da chiarire subito: per ora questa super telecamera non può fare multe. Vediamo nel dettaglio come funziona, dove è stata installata e cosa dice la legge sulla privacy.

 

Come funziona la telecamera con intelligenza artificiale

 

Il sistema si chiama, tecnicamente, Mobile Phone and Seat Belt Detection. A differenza delle telecamere tradizionali, non si limita a fotografare la targa. È dotata di ottiche ad altissima risoluzione e di un software di intelligenza artificiale addestrato su milioni di immagini.

 

Il funzionamento è diviso in tre fasi ed è quasi istantaneo.

 

Prima di tutto, la telecamera scatta una foto ad alta definizione dell’abitacolo. Grazie a filtri infrarossi e a una risoluzione 4K, riesce a vedere chiaramente all’interno dell’auto anche a 100 km/h, di notte o con il parabrezza riflettente.

 

Poi entra in gioco l’intelligenza artificiale. L’algoritmo analizza l’immagine e riconosce automaticamente i comportamenti a rischio: una mano che tiene uno smartphone all’orecchio, lo sguardo abbassato sullo schermo, la cintura di sicurezza che non attraversa la spalla, sia per il conducente che per il passeggero anteriore.

 

Infine, il sistema incrocia i dati della targa con le banche dati della Motorizzazione e dell’ANIA. In tempo reale verifica se il veicolo risulta rubato, se circola senza copertura RCA, se ha la revisione scaduta o se non rispetta le normative anti-inquinamento come nelle aree ZTL e Green.

 

In pratica, un unico dispositivo fa il lavoro che prima richiedeva quattro pattuglie diverse.

 

Cosa controlla esattamente la nuova super telecamera

 

Per capire la portata di questa tecnologia, dobbiamo elencare tutte le infrazioni che è in grado di rilevare.

 

1. Uso del cellulare alla guida. È la priorità assoluta. Secondo i dati ISTAT, la distrazione è la prima causa di incidenti in Italia. La telecamera con intelligenza artificiale riconosce se il telefono è in mano, anche solo per pochi secondi.

 

2. Mancato uso della cintura di sicurezza. Il sistema controlla sia il guidatore che il passeggero anteriore. Se la cintura non è visibile, scatta la segnalazione.

 

3. Assicurazione scaduta o assente. Collegandosi al database RCA, segnala immediatamente i veicoli non assicurati.

 

4. Revisione scaduta. Stesso meccanismo: la targa viene confrontata con l’archivio della revisione ministeriale.

 

5. Veicolo rubato o in stato irregolare. Inclusi i controlli su fermi amministrativi e veicoli in sosta vietata prolungata.

 

È una rivoluzione totale per la sicurezza stradale, ma proprio per la sua potenza solleva enormi dubbi legali.

 

Dove è già stata installata in Italia e all’estero

 

Questa tecnologia non è fantascienza. È già realtà.

 

Nel Regno Unito, nella contea della Cornovaglia, la polizia ha testato un sistema simile e in soli tre giorni ha beccato quasi 300 conducenti. In una settimana, in un’altra contea, sono stati rilevati oltre 1.000 trasgressori per uso del cellulare e cinture.

 

In Italia la sperimentazione più famosa è partita a Pistoia, in Toscana. Qui è stato installato il sistema Seat Belt and Phone Detection. Il meccanismo è lo stesso: foto ad alta risoluzione, analisi immediata da parte dell’IA che distingue tra un comportamento lecito, come grattarsi il mento, e uno illecito, come tenere il telefono.

 

Altri comuni del Nord Italia e del Centro stanno valutando l’installazione, ma tutti i progetti sono per ora in fase di test.

 

Perché per ora questa telecamera non può fare multe

 

Ed eccoci al punto più importante e più frainteso. Se questa telecamera con intelligenza artificiale è così intelligente, perché non arrivano già le multe a casa?

 

Per due motivi molto concreti: privacy e legge italiana.

 

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali è stato chiarissimo. Un sistema che fotografa l’interno dell’abitacolo tratta dati biometrici e particolarmente invasivi. Secondo la normativa GDPR, non può essere utilizzato per una contestazione automatica e diretta senza un intervento umano e senza un preciso regolamento approvato a livello ministeriale.

 

In secondo luogo, l’articolo 201 del Codice della Strada prevede che le infrazioni rilevate da dispositivi automatici devono essere omologate e approvate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ad oggi, queste telecamere intelligenti hanno una funzione di supporto, non di accertamento. Le immagini segnalate dall’IA devono sempre essere validate da un agente di polizia che verifica personalmente l’infrazione.

 

Quindi, al momento, funzionano come “segnalatori intelligenti” per statistiche, prevenzione e per inviare pattuglie sul posto, ma non possono generare una multa automatica come fa un autovelox. Per passare alla fase sanzionatoria servirà un decreto specifico, un’omologazione e il via libera del Garante Privacy.

 

Privacy, falsi positivi e il nodo del controllo umano

 

Uno dei timori più grandi riguarda proprio gli errori. L’intelligenza artificiale può sbagliare? Sì.

 

Cosa succede se ho in mano una barretta di cioccolato e non un telefono? O se la mia maglietta scura confonde il sensore della cintura? I produttori assicurano che i modelli sono addestrati su dataset di milioni di foto con persone di diversa corporatura, abbigliamento e carnagione, e che il tasso di errore è sotto l’1%.

 

Proprio per questo, però, la legge impone che ci sia sempre un controllo umano finale. La rilevazione automatica non può essere l’unico elemento della contestazione. L’agente deve confermare, esattamente come avviene già per i tutor e per le telecamere semaforiche.

 

Altro tema caldo è la conservazione delle immagini. Le foto in cui non viene rilevata alcuna infrazione devono essere cancellate immediatamente, entro pochi secondi. Quelle con sospetta violazione possono essere conservate solo per il tempo necessario all’accertamento e poi oscurate per quanto riguarda i passeggeri non coinvolti.

 

Cosa cambia per gli automobilisti nel futuro prossimo

 

Dobbiamo essere realisti: la direzione è segnata. L’Europa sta spingendo fortissimo verso sistemi di controllo intelligenti per azzerare le morti su strada entro il 2050, con l’obiettivo Vision Zero.

 

È molto probabile che entro il 2027 o il 2028, dopo l’omologazione, queste telecamere con intelligenza artificiale diventino a tutti gli effetti strumenti sanzionatori, come è successo anni fa per l’autovelox e per il Tutor.

 

Cosa significa per te che guidi ogni giorno?

 

Significa che la soglia di attenzione deve tornare altissima. Usare il cellulare anche solo al semaforo rosso resterà vietatissimo e sarà molto più facile essere beccati. Non allacciare la cintura nemmeno per 500 metri diventerà un rischio quasi certo. E girare con assicurazione o revisione scaduta anche di un solo giorno sarà impossibile, perché il controllo sarà continuo e non più legato al posto di blocco.

 

Il consiglio più utile, oggi, è vedere questa novità non come un nemico, ma come un promemoria. La tecnologia sta solo rendendo visibile ciò che il Codice della Strada dice da sempre: alla guida non si tocca il telefono e la cintura salva la vita.

 

La telecamera con intelligenza artificiale per ora non fa multe, ma ci sta avvisando che il tempo della distrazione al volante sta per finire.

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