Il Tempio Scozzese 1778 e l’essenza della Massoneria: un Viaggio Iniziatico tra Storia e Sapienza

Introduzione alla ricerca del Tempio Scozzese 1778 e ricerca di verità in Massoneria.

Scrivere di **Massoneria** non è mai un compito semplice. Farlo quando l’oggetto del desiderio è il “Tempio Scozzese 1778” diventa una sfida quasi titanica. Le fonti ufficiali sono spesso frammentarie, avvolte nel silenzio o discordanti tra loro. Eppure, dopo due anni di fatiche e ricerche incessanti, emerge la necessità di dare alle stampe una sintesi che non sia solo storiografia, ma un ponte verso l’intimo significato dell’iniziazione.

La **Massoneria** in Italia vive oggi un paradosso: è ovunque nei discorsi profani, ma è conosciuta profondamente da pochissimi. Questo lavoro nasce per colmare un vuoto, per spiegare a chi bussa alle porte del Tempio — e a chi guarda dall’esterno con curiosità o pregiudizio — che il percorso massonico non è un esercizio di potere burocratico, ma una riqualificazione dell’essere.

Il Rito e l’Ordine: La distinzione necessaria

In Italia assistiamo spesso a una confusione semantica e strutturale dove l’Ordine sembra voler prevalere sul Rito. È un’anomalia, una sorta di “Graal capovolto”. Il Rito Scozzese Antico ed Accettato (RSAA), con le sue varianti e i suoi Supremi Consigli, richiede un esame accurato che vada oltre la superficie delle pubblicazioni ufficiali.

Chi cavalca “asine bianche” e procede sulla via ha il dovere di raccontare. È un richiamo agli scribi, agli uomini schierati tra gli abbeveratoi, a coloro che conservano la memoria del DNA iniziatico.

La **Massoneria** deve tornare a essere quel luogo dove il pensiero si fa azione e il simbolo si fa carne, superando le strutture burocratiche che brulicano di istanze egoiche.

600 anni di DNA: La scienza dell’Universo Armonico

Il nostro DNA non è solo una sequenza biologica; è un archivio che custodisce 600 anni di conoscenza ed esperienza. Attraverso le “stringhe” dell’universo armonico, citando Brian Greene, comprendiamo che tutto è connesso. Chi segue un percorso di vita esoterica non fa altro che riscoprire sentieri già tracciati e memorizzati nelle nostre cellule.

Il tempo è l’unica grande medicina che ci permette di maturare. L’alchimia, al semplice contatto con l’anima preparata, sintetizza questa crescita. La **Massoneria** moderna dovrebbe attingere a questa consapevolezza: siamo gocce d’acqua che si sono distaccate dal mare e che sono destinate a tornare mare, come suggeriva Raimon Panikkar.

Le Sette Arti Liberali e l’umiltà del ricercatore

Nonostante il cammino percorso, l’atteggiamento corretto è quello del “profano super ignorante”. Riconoscere i propri limiti nelle arti del Trivio e del Quadrivio è il primo passo verso la vera Luce:

Grammatica e Retorica: spesso usate per confondere, dovrebbero invece servire alla chiarezza.

Logica e Aritmetica:Strumenti per non perdersi nei calcoli dell’ego.

Geometria: Comprendere il cubo, la pietra squadrata, senza restare intrappolati in rompicapi materiali come quello di Rubik.

Musica e Astronomia: dall’armonia dei suoni alle nebulose di Giordano Bruno, l’uomo è un microcosmo che riflette l’infinità degli universi possibili.

In questo contesto, la Prudenza è la virtù più difficile da conquistare. Spesso sbagliamo per imprudenza, ma è attraverso l’Impegno e il Lavoro che ci distinguiamo dai parassiti e dai nullafacenti che infestano la società moderna.

Maestri del passato e l’eredità di Washington

Il percorso iniziatico si nutre di incontri. Ricordare figure come il Principe Giovanni Alliata di Montereale, 33 RSAA e unico Sovrano Gran Commendatore ad vitam riconosciuto dal Supremo Consiglio di Washington “madre del mondo”, significa onorare la Tradizione.

Insieme a lui, giganti come Elvio Sciubba, Giorgio Paterno’ ed Ernesto d’Ippolito hanno tracciato un solco in cui la virtù e il sapere non erano titoli da ostentare, ma fari per navigare nel buio. La **Massoneria** di oggi ha bisogno di ritrovare quella dignità e quell’energia positiva che solo certi “Maestri scomparsi” sapevano trasmettere.

Per una nuova Massoneria: Oltre le deformazioni egoiche

Esiste la necessità di una “nuova” **Massoneria**? Certamente sì. Non nel senso di tradire le radici, ma di ripulirle dalle distorsioni burocratiche. Ho frequentato Obbedienze storiche e Logge di nicchia; ho visto la bellezza dell’Acacia che resta sempre verde e la bruttezza di poteri millantati.

La vera possanza non è imporre la propria forza agli altri — quella è forza ordinaria, come insegna Lao-Tseu — ma imporsi a se stessi. È la vittoria sul proprio ego il vero segreto massonico.

Conclusione: L’apertura dei Templi al G.A.D.U.

Il mio augurio è che, demolite le prevenzioni secolari verso la **Massoneria**, le porte dei Templi dedicati al Grande Architetto Dell’Universo possano aprirsi a tutti gli uomini di buona volontà. La verità ha il potere di placare la coscienza, mentre l’avidità non sazierà mai l’anima umana.

Se in questo scritto non ho approfondito ogni punto, è perché il pensiero iniziatico richiede anche il silenzio e la riflessione personale. L’iniziazione è un percorso non delegabile: richiede prove, trasformazioni e, soprattutto, la consapevolezza che “l’Acacia resterà sempre verde” in chi sa nutrire la propria purezza e la propria fede.

 

Citazione finale: Non è la quantità di cibo che sazia l’uomo, è l’assenza di avidità.”

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