Tor Bella Monaca

Paura a Tor Bella Monaca: minacce di una sparatoria sui social, polizia presidia il liceo Amaldi con i metal detector

Mattinata di massima allerta e forte tensione nel quartiere capitolino di Tor Bella Monaca.
Giovedì 1° ottobre, le forze dell’ordine hanno blindato gli accessi del liceo scientifico e classico “Edoardo Amaldi”, una delle strutture scolastiche più grandi e frequentate della periferia romana, a causa di un preoccupante allarme sicurezza.

L’episodio si consuma a poche settimane di distanza da un altro grave fatto di cronaca che ha scosso profondamente la comunità locale: la violenta aggressione ai danni di un ragazzino di 13 anni, picchiato e rapinato nel quartiere da un gruppo di coetanei, a testimonianza di un clima di crescente tensione sul territorio.

L’allarme sulle chat e l’intervento della Polizia

A far scattare le procedure d’emergenza è stata una segnalazione urgente della dirigente scolastica dell’istituto. Nelle ore precedenti, all’interno di alcune chat studentesche e sui canali social, erano infatti circolati messaggi decisamente inquietanti. Nei testi, un giovane – la cui identità è tuttora al vaglio degli inquirenti – annunciava l’intenzione di compiere una sparatoria all’interno della scuola, minacciando esplicitamente azioni ostili contro studenti e personale.

La risposta delle istituzioni è stata immediata.

Il questore di Roma, Roberto Massucci, d’intesa con il prefetto, ha disposto un piano di sicurezza straordinario affidato agli agenti del distretto Casilino.

Controlli a tappeto all’ingresso

Fin dalle prime ore del mattino, la polizia ha presidiato l’esterno del liceo.
Per la prima volta all’ingresso dell’Amaldi sono comparsi i metal detector, utilizzati per setacciare zaini e borse di chiunque varcasse la soglia della struttura.
I controlli a tappeto hanno inevitabilmente rallentato l’afflusso regolare alle lezioni, creando momenti di apprensione tra i ragazzi e le famiglie, molte delle quali si sono riversate davanti ai cancelli in cerca di rassicurazioni.
Nonostante il clima di forte preoccupazione, le operazioni si sono svolte in modo ordinato e l’attività didattica è potuta proseguire sotto la costante vigilanza degli agenti.

Indagini in corso

Mentre la scuola resta sotto osservazione, gli investigatori della polizia postale e della squadra mobile stanno lavorando per risalire all’origine dei messaggi e identificare l’autore (o gli autori) delle minacce.
L’ipotesi principale è che possa trattarsi del gesto di un mitomane o di un grave atto di cyberbullismo, ma la Procura e le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo e non escludono alcuna pista, trattando il caso con il massimo livello di serietà per garantire l’incolumità della comunità scolastica (Il Fatto Quotidiano).

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