Torino, caso Embraco, intervenga il Governo prima possibile

Delocalizzare in Slovacchia?

Torino, caso Embraco, intervenga il Governo prima possibile
foto Agenzia Agi
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Anno 1974, l’azienda comincia la produzione delle parti di frigoriferi, compressori, motori e parti idrauliche a Joinville, nello stato di Santa Caterina,  Brasile. Gli affari vanno subito bene e l'azienda si espande. Nelle Americhe prima, poi in Europa, e da ultimo in Cina.

 Leader anche in Europa sorretta dalle spalle larghe del Gruppo Whirlpool che la controlla. I dipendenti arrivano a superare il migliaio nel Vecchio continente, 537 solo in Italia. Poi la decisione improvvisa, inaspettata: mandare a casa 497 persone. Senza cassa integrazione, facendo infuriare il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ( fonte AGI).

E arriviamo ai giorni nostri.

"La Commissione Europea - dicono i rappresentanti dei lavoratori per FiomFim Uilm - ha chiesto ulteriori chiarimenti, ma questo sposta ulteriormente l'orizzonte temporale di 150 giorni. Serve un'accelerata da parte dell'esecutivo e del ministero per lo Sviluppo Economico".

Cresce la preoccupazione; . I sindacati metalmeccanici affermano  infatti che "Il commissario straordinario Maurizio Castro ha spiegato che i presupposti positivi della produzione, con oltre 2,2 milioni di compressori da realizzare per il 2021, rischiano di essere vanificati in pochi giorni se non arriveranno dalle banche i 7 milioni di euro necessari per la liquidità che serve a evadere gli ordinativi".

Il Segretario Nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera per il quale, “i lavoratori vogliono trasparenza sull’impegno del Mise nel sostenere la realizzazione del progetto industriale Italcomp. “Abbiamo chiesto un incontro urgente al Ministro Patuanelli per sapere perché ancora sussistono tali ritardi sulle autorizzazioni ai due siti, che come, già più volte sostenuto dall’Ugl, entrerebbero a far parte di una newco ma ancora si continua a creare confusione tra i rappresentanti dei lavoratori. Abbiamo sottoposto dei quesiti – tuona forte Spera – a tutela dei 300 dipendenti dell’ACC di Mel e dei 400 dell’Ex Embraco di Chieri ma si apprende solo che in sordina il Governo, ancora acconsente ai vari sotterfugi e disattese della Commissione europea invece di farsi garante verso la stessa”. Spera reitera l’invito ad essere coinvolti dal Governo ribadendo  di non volersi trovare a gestire un altro fallimento, come anni fa, quando tutti sapevano, ma nessuno parlava. “Basta perdere tempo prezioso. Non si scherzi, non vorremo che i giochi vengano fatti a discapito dei 400 lavoratori del sito di Chiavari, la sottosegretaria Todde chiarisca con un confronto con il sindacato e lavoratori, sgombrando le parole su troppe rassicurazioni che lasciano molti dubbi”

Dal Governo arriva una precisazione;

Siamo consapevoli che l’Unione Europea non si è ancora pronunciata in merito, ma stiamo lavorando, già da diverse settimane, per mettere al sicuro il progetto Italcomp con delle strade alternative nel caso in cui fosse necessario». Lo afferma la sottosegretaria al Mise Alessandra Todde