13 Giugno 2026 23:03
Trentino. Base jumper morto Sass Pordoi: tragedia in Val di Fassa
Un dramma si è consumato oggi nel primo pomeriggio tra le montagne del Trentino. Un base jumper morto Sass Pordoi è la notizia che scuote la comunità degli sport estremi. L’uomo, un australiano di 42 anni, ha perso la vita dopo un lancio dalla cima del Sass Pordoi, nel cuore della Val di Fassa in Trentino.
Trentino. Secondo le prime ricostruzioni, faceva parte di una comitiva di connazionali che alloggiava a Lupo Bianco. Proprio lì sarebbe dovuto atterrare anche lui. Ma qualcosa è andato storto.
La dinamica dell’incidente
Il salto è avvenuto dalla terrazza del Sass Pordoi, a circa 2.950 metri di quota. Il base jumper si è lanciato come previsto, ma durante la discesa ha perso il controllo.
Il tragico impatto è avvenuto intorno ai 1.700 metri di quota, lungo un tornante della strada statale 48 delle Dolomiti. Una zona distante circa 400 metri dal punto di atterraggio previsto.
L’uomo è precipitato nel vuoto e si è schiantato al suolo. I soccorsi, pur tempestivi, non hanno potuto fare nulla per salvarlo. È morto sul colpo.
Chi era la vittima
L’identità dell’uomo non è stata ancora diffusa ufficialmente, in attesa di avvisare i familiari. Aveva 42 anni ed era originario dell’Australia. Esperto di sport estremi, faceva parte di un gruppo di base jumper provenienti dallo stesso Paese.
La comitiva aveva scelto le Dolomiti come tappa per una serie di lanci. In questi giorni erano ospiti nella zona di Lupo Bianco, tra Canazei e il Passo Pordoi.
Il luogo dell’incidente: Sass Pordoi
Il Sass Pordoi è una delle cime più spettacolari delle Dolomiti. Si raggiunge in pochi minuti con la funivia e offre una terrazza naturale mozzafiato. Proprio per questo è molto amata dai turisti, dagli escursionisti e dai base jumper.
Il salto dal Sass Pordoi è considerato uno dei più suggestivi ma anche dei più tecnici. La parete verticale e il dislivello di oltre 1.000 metri lo rendono affascinante ma pericoloso.
I soccorsi
L’allarme è stato lanciato immediatamente dai compagni della vittima. Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso del 118 di Trento, i vigili del fuoco volontari e il Soccorso Alpino della Val di Fassa.
Il recupero del corpo è stato difficile a causa della zona impervia. I soccorritori hanno impiegato imbragature e tecniche di calata per raggiungere il punto d’impatto. Una volta recuperato, il corpo è stato trasportato a valle.
Indagini in corso
Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Cavalese. Le autorità stanno raccogliendo testimonianze e visionando eventuali video girati durante il salto.
L’obiettivo è capire cosa possa aver causato l’incidente. Le ipotesi sono molte: un errore nella manovra, un malfunzionamento del paracadute, una raffica di vento improvvisa.
Il parere degli esperti
Gli esperti di sport estremi sottolineano quanto il base jumping sia affascinante ma estremamente rischioso. Anche atleti con esperienza possono incorrere in imprevisti fatali.
Ogni salto richiede preparazione, conoscenza del terreno, valutazione delle condizioni meteo e perfetta efficienza dell’attrezzatura.
Base jumping: sport ad alto rischio
Il base jumping prevede il lancio da punti fissi come scogliere, grattacieli o montagne. La sigla “BASE” sta per: Building (edificio), Antenna, Span (ponte), Earth (terra o montagna).
È considerato uno degli sport più pericolosi al mondo. L’adrenalina è altissima, ma basta un errore minimo per trasformare il volo in tragedia.
Nonostante questo, cresce ogni anno il numero di appassionati che scelgono le Dolomiti come palcoscenico naturale per i propri salti.
Precedenti e sicurezza
Non è la prima volta che il Sass Pordoi è teatro di incidenti mortali. In passato, altri base jumper hanno perso la vita su questa montagna. Gli esperti del Soccorso Alpino ribadiscono l’importanza della prudenza e del rispetto delle regole di sicurezza.
Alcuni tratti della zona sono particolarmente esposti al vento. Anche le condizioni termiche possono cambiare rapidamente. Tutti fattori che, se non valutati con attenzione, possono risultare fatali.
Una comunità sotto shock
I compagni della vittima sono sconvolti. Avevano pianificato la giornata come un’avventura tra amici, ma si sono ritrovati spettatori di una tragedia. Sono ora assistiti dalle autorità e da uno psicologo messo a disposizione dal soccorso alpino.
Il lutto ha colpito anche la comunità di Canazei, abituata ad accogliere turisti e sportivi da tutto il mondo. Una giornata che doveva essere di sport e libertà si è trasformata in un momento di dolore.
Conclusioni: cordoglio e riflessione
Il caso del base jumper morto Sass Pordoi riporta l’attenzione sui rischi legati agli sport estremi. Il volo libero affascina, ma va praticato con la massima consapevolezza.
Le autorità invitano chi sceglie questi sport a non sottovalutare mai l’ambiente montano. Ogni salto deve essere preceduto da verifiche tecniche, fisiche e meteorologiche.
Alla famiglia della vittima vanno le più sentite condoglianze. La montagna, ancora una volta, chiede rispetto e attenzione.
Fonti e aggiornamenti
L’incidente è stato confermato dai soccorritori della Val di Fassa e dal 118 di Trento. Per ulteriori dettagli, si attendono i risultati delle indagini dei carabinieri.
Continua a seguire i nostri aggiornamenti per eventuali novità sul caso base jumper morto Sass Pordoi.







