Rete Mondiale del Turismo Religioso: Perù e Messico entrano nella rete globale, Israele avvia il percorso di adesione

La Rete Mondiale del Turismo Religioso continua a espandersi e a rafforzare la propria dimensione internazionale. La Rete Mondiale del Turismo Religioso, nel corso di FITUR 2025, ha accolto l’ingresso del Perù e del Messico come nuovi Paesi membri, consolidando il proprio ruolo di piattaforma globale dedicata alla cooperazione nel turismo spirituale e culturale. La Rete Mondiale del Turismo Religioso ha inoltre avviato un dialogo formale con Israele, interessato a entrare nella rete per rilanciare i pellegrinaggi in Terra Santa.

Una rete globale in crescita

Durante FITUR, la Rete Mondiale del Turismo Religioso ha svolto incontri istituzionali e professionali di alto livello, finalizzati a costruire nuove progettualità e rafforzare le alleanze internazionali. L’obiettivo è promuovere un modello di turismo religioso fondato sulla collaborazione, sulla valorizzazione culturale e spirituale dei territori e su una visione di sviluppo sostenibile. Le nuove adesioni e le iniziative presentate confermano la centralità del turismo religioso come strumento di dialogo tra popoli, crescita umana e sviluppo socio-economico.

Messico: un nuovo membro strategico

Il Messico è entrato ufficialmente nella Rete Mondiale del Turismo Religioso attraverso la consegna del diploma di Paese membro alla Segretaria al Turismo Josefina Rodríguez Zamora. Il Governo della Presidente Claudia Sheinbaum Pardo ha espresso la volontà di valorizzare il turismo di fede come prodotto strategico, anche grazie alla presenza del Santuario di Guadalupe, il più grande santuario cattolico del mondo per numero di pellegrini. Il Messico è inoltre il Paese con il maggior numero di città già aderenti alla rete, tra cui San Luis Potosí, Querétaro, Guanajuato Capitale, Zapopan e Città del Messico.

Perù: l’ingresso del Paese di Papa Leone XIV

La cerimonia di adesione del Perù si è svolta presso lo stand ufficiale del Paese a FITUR, alla presenza della Ministra del Commercio Estero e del Turismo Teresa Mera. L’ingresso del Perù nella rete assume un significato spirituale profondo, legato alla figura di Papa Leone XIV, che visse una parte fondamentale del proprio ministero pastorale nei territori andini. Il Perù è riconosciuto come il Paese del Pontefice, non solo per ragioni biografiche, ma per il legame reale e vissuto tra il Papa e le comunità locali.

Il Cammino di Papa Leone XIV

Il Cammino di Papa Leone XIV è un itinerario spirituale che attraversa le regioni di Lambayeque, La Libertad, Piura e Callao, toccando città come Chiclayo, Trujillo, Chulucanas e Callao. Si tratta di un percorso che unisce memoria, testimonianza e vita ecclesiale, inserendosi nella tradizione dei grandi itinerari spirituali della cristianità. A differenza di altri cammini, questo nasce da un legame diretto tra il Pontefice e i territori attraversati, rendendolo un patrimonio spirituale vivo e profondamente incarnato.

Le parole della Direttrice Generale Pilar Valdés

Pilar Valdés, Direttrice Generale della Rete Mondiale del Turismo Religioso, ha sottolineato l’importanza dell’ingresso del Perù, evidenziando il valore del lascito di Papa Leone XIV e la ricchezza della spiritualità andina. Ha inoltre ringraziato PromPerú e la Camera Nazionale del Turismo del Perù per il lavoro di coordinamento istituzionale, riconoscendo il Cammino di Papa Leone XIV come un esempio concreto di cooperazione internazionale e valorizzazione dei territori.

Il Marchio di Qualità per le destinazioni di turismo religioso

A Tenerife è stato presentato ufficialmente il Marchio di Qualità per le destinazioni di turismo religioso, sviluppato congiuntamente dalla Rete Mondiale del Turismo Religioso e dal CIT Nordeste. L’iniziativa mira a definire standard condivisi e servizi innovativi per le destinazioni religiose, rafforzando la professionalizzazione del settore e riconoscendo il lavoro delle comunità locali impegnate nello sviluppo turistico e sociale.

Il riconoscimento a Pilar Valdés

Durante FITUR 2026, Pilar Valdés è stata inserita per il quarto anno consecutivo tra le 150 persone più influenti nel settore del turismo. Con oltre trent’anni di esperienza, la sua leadership ha contribuito a consolidare la Rete Mondiale del Turismo Religioso come punto di riferimento internazionale nel turismo culturale e spirituale.

Israele verso l’adesione alla rete

Israele ha manifestato formalmente il proprio interesse a entrare nella Rete Mondiale del Turismo Religioso. Il Direttore Generale del Ministero del Turismo, Michael Itzhakov, e il Vicedirettore Generale per il Marketing, Yoash Ben Izhak, hanno avviato un dialogo con la Direttrice Valdés per definire un percorso di adesione. Tra le iniziative discusse figurano un grande evento internazionale dedicato alle tre religioni a Gerusalemme, fam trip per operatori specializzati e nuove azioni di promozione previste per il 2026.

Il ruolo strategico dell’Italia

L’Italia occupa una posizione centrale nel turismo religioso mondiale grazie al suo patrimonio storico, artistico e spirituale. Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, ha evidenziato come il Paese disponga di condizioni uniche per sviluppare un modello integrato di turismo religioso. Itinerari devozionali, santuari, chiese, complessi monumentali e luoghi simbolici diffusi su tutto il territorio costituiscono un patrimonio di valore inestimabile.

Turismo religioso come leva di sviluppo

Secondo Maimone, il turismo religioso integra cultura, spiritualità, sostenibilità e umanesimo. È una forma di turismo che educa al dialogo, alla pace e alla fraternità, contribuendo alla crescita interiore e collettiva. L’Italia, grazie alla sua storia e alla sua identità, può diventare un laboratorio internazionale per un turismo religioso capace di generare benefici economici, culturali e sociali duraturi.

Un ponte tra i popoli

La Rete Mondiale del Turismo Religioso si ispira ai principi del Documento sulla Fratellanza Umana firmato ad Abu Dhabi, promuovendo il turismo come strumento di dialogo e convivenza tra le religioni. La Casa della Famiglia Abramitica, con chiesa, moschea e sinagoga, rappresenta un simbolo concreto di questa visione. L’ingresso del Perù e il possibile ingresso di Israele confermano la vocazione della rete a favorire l’unione tra i popoli e il dialogo interreligioso.

Conclusioni

La Rete Mondiale del Turismo Religioso si conferma una piattaforma internazionale capace di unire culture, territori e spiritualità. L’ingresso del Perù e del Messico, insieme al dialogo avviato con Israele, testimonia la crescente rilevanza della rete nel panorama globale. In questo scenario, l’Italia è chiamata a svolgere un ruolo strategico, contribuendo alla costruzione di un turismo religioso che sia ponte culturale, strumento di pace e motore di sviluppo sostenibile.

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