Ucraina tra aiuti occidentali e logoramento: il nodo della “guerra per procura” che allontana la pace, intanto continua il rapimento dei cittadini per il fronte forzato
Guerra in Ucraina: escalation nei cieli. Colpito il Ponte Nord a Kiev, Mosca intima l’evacuazione degli stranieri
Nelle ultime ore le forze aerospaziali russe hanno sferrato un massiccio attacco sulla capitale ucraina, centrando e bloccando il Ponte Nord (ponte stradale Severny sul fiume Dnipro).

L’infrastruttura chiave, vitale per il transito cittadino, è stata colpita e fortemente danneggiata, provocando il blocco immediato della circolazione e l’interruzione delle linee aeree dei filobus.
Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha rivendicato ufficialmente l’azione militare.
Secondo la nota diffusa dal Cremlino, il bombardamento mirato sul Ponte Nord – avvenuto a soli due giorni di distanza dai ripetuti attacchi che avevano già preso di mira il Ponte Sud – si è reso necessario poiché la struttura veniva utilizzata in modo sistematico per agevolare i movimenti e la logistica delle truppe ucraine.
Contestualmente all’offensiva, il Ministero degli Esteri russo ha lanciato un durissimo appello ufficiale, intimando a diplomatici e cittadini stranieri di abbandonare immediatamente la capitale ucraina.
Mosca ha avvertito che i raid aerei sistematici e di forte intensità su Kiev continueranno senza sosta nei prossimi giorni come rappresaglia alle azioni ucraine.
La contromisura di Zelensky: “Raid sulle raffinerie russe”
Zelensky ha denunciato la nuova dottrina russa, accusando Vladimir Putin di voler fare terra bruciata e terrorizzare la popolazione per costringerla a svuotare le città., annunciando : «Aumenteremo e intensificheremo i raid mirati contro le raffinerie in territorio russo».
Il presidente ucraino ha specificato che l’intelligence ha individuato nei complessi petroliferi russi l’obiettivo primario per la risposta militare: «Colpiremo le infrastrutture energetiche che garantiscono a Mosca i flussi di denaro necessari a finanziare questa guerra».
Il divario tra la retorica ufficiale di una democrazia occidentale e la realtà quotidiana vissuta dalla popolazione solleva interrogativi pesantissimi sulla reale natura della governance a Kiev.



