Ucraina

Ucraina — I deputati ucraini non hanno ricevuto alcun ordine di lasciare Kiev per trasferirsi nelle regioni occidentali del Paese. La smentita è arrivata dalla maggioranza presidenziale Servitore del Popolo dopo la diffusione di un’indiscrezione secondo cui, alla luce di nuove informazioni di intelligence su una possibile intensificazione degli attacchi russi contro la capitale. I parlamentari sarebbero stati invitati a spostarsi fino al 17 ottobre nelle aree prossime ai confini con Romania e Ungheria.

A riportare la notizia era stato Eagle Intelligence Reports, citando una fonte anonima. Secondo la ricostruzione, David Arakhamia — capogruppo di Servitore del Popolo alla Verkhovna Rada e figura chiave della maggioranza che sostiene il presidente Volodymyr Zelensky. Avrebbe indicato a gran parte dei deputati di lasciare la capitale, in previsione di una campagna russa più ampia a partire dai primi giorni di ottobre.

La Versione

La versione è stata però respinta in modo netto da Yulia Paliichuk, portavoce della fazione parlamentare. «Queste informazioni non corrispondono assolutamente al vero», ha dichiarato a LIGA.net, precisando che né il presidente del Parlamento Ruslan Stefanchuk né Arakhamia hanno impartito istruzioni di questo tipo.

L’episodio si inserisce comunque in un quadro di crescente allarme a Kiev. Nelle ultime settimane la capitale ucraina è stata sottoposta a una pressione più intensa, con allarmi aerei. Allarmi sempre più frequenti e prolungati anche nelle ore diurne. Una condizione che condiziona la vita quotidiana: esercizi commerciali costretti a interrompere l’attività, lavoratori diretti nei rifugi, servizi pubblici sottoposti a continue interruzioni.

Secondo i dati attribuiti ai monitor delle Nazioni Unite, nei primi 24 giorni di settembre sarebbero state registrate vittime civili a Kiev in 16 giornate distinte. Una frequenza che rappresenterebbe il livello più alto dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala nel febbraio 2022.

Nella notte

Nella notte tra il 23 e il 24 settembre, secondo quanto riferito dall’Aeronautica militare ucraina, la Russia avrebbe lanciato contro Kiev tre ondate di missili balistici e 282 droni. Mosca starebbe inoltre facendo ricorso con maggiore frequenza a droni Shahed a propulsione reattiva. Droni più veloci dei precedenti modelli con elica e in grado di volare a quote che rendono più complessa l’intercettazione. Da parte delle squadre mobili di difesa aerea ucraine.

La capacità russa di sostenere una campagna prolungata di attacchi resta una delle principali preoccupazioni di Kiev. Da un lato, la produzione di droni d’attacco permetterebbe a Mosca di mantenere un ritmo elevato di lanci. Dall’altro, l’Ucraina continua a segnalare una carenza di missili intercettori per i sistemi Patriot. Zelensky ha annunciato il 24 settembre un’intesa relativa alla fornitura di intercettori Patriot. Sono essenziali per la difesa contro missili balistici e altre minacce ad alta velocità.

Il presidente

Il presidente ucraino aveva già avvertito il 22 settembre che i servizi di intelligence disponevano di indicazioni su un possibile nuovo attacco russo su larga scala, senza entrare nei dettagli. Il timore riguarda in particolare l’avvicinarsi dell’inverno e la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche e termiche della capitale. Kiev dipende infatti da grandi impianti centralizzati di riscaldamento, obiettivi difficili da proteggere integralmente in caso di attacchi combinati con missili e droni.

Il tema non è solo operativo ma anche politico. Nel settembre 2025, un attacco russo ha colpito per la prima volta il palazzo del Consiglio dei ministri, provocando un incendio sul tetto dell’edificio. Già nel gennaio dello stesso anno un’esplosione aveva danneggiato uffici della Verkhovna Rada. Colpire i luoghi simbolici delle istituzioni, oltre alle infrastrutture civili ed energetiche, rappresenta per Mosca uno strumento di pressione psicologica e politica sulla leadership ucraina.

Canale diplomatico

In questo contesto resta aperto anche il canale diplomatico. Il 25 settembre Zelensky ha riferito che gli Stati Uniti hanno proposto un incontro tecnico trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti negli Emirati Arabi Uniti. Kiev, ha spiegato il presidente, è in attesa che Washington indichi data e modalità dell’iniziativa. Arakhamia, che guidò la delegazione ucraina nei colloqui con la Russia nelle prime settimane dell’invasione del 2022, continua a essere una figura rilevante nei contatti politici e parlamentari legati al dossier negoziale.

Per ora, dunque, non emerge alcuna conferma di un trasferimento dei deputati dalla capitale. Ma la smentita della maggioranza non cancella il dato di fondo: Kiev si prepara a un autunno segnato dalla minaccia di nuovi attacchi russi, con la difesa aerea, la protezione delle infrastrutture energetiche e la tenuta delle istituzioni al centro della strategia ucraina.

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