14 Aprile 2026 14:40
Segnalazione alla Polizia Postale sull’utero in affitto: Inselvini denuncia pubblicità illecita online della clinica BioTexCom
Segnalazione alla Polizia Postale sull’utero in affitto è la parola chiave che sintetizza l’iniziativa dell’eurodeputato Paolo Inselvini (FdI‑ECR), che ha denunciato la presenza online di contenuti ritenuti illeciti e contrari alla normativa italiana. Segnalazione alla Polizia Postale sull’utero in affitto riguarda in particolare il canale YouTube della clinica BioTexCom, accusato di diffondere video promozionali sulla maternità surrogata, pratica vietata in Italia. Segnalazione alla Polizia Postale sull’utero in affitto diventa così il fulcro di un caso politico e giuridico che riaccende il dibattito sulla tutela dei minori, sulla legalità e sulla regolamentazione dei contenuti digitali.
La denuncia di Inselvini: contenuti ritenuti inaccettabili per l’utero in affitto
Paolo Inselvini ha reso noto di aver inviato una segnalazione formale alla Polizia Postale dopo aver individuato sul canale YouTube della clinica BioTexCom una serie di video che, a suo giudizio, configurano una vera e propria pubblicità dell’utero in affitto. Tra i contenuti citati:
- interviste a presunti “genitori committenti”
- guide su come ottenere passaporti per neonati nati tramite surrogazione
- indicazioni su come aggirare la legge italiana che considera la surrogata un reato universale
- video dal tono promozionale, incluso uno intitolato “Il regalo di Natale più bello!”
Secondo Inselvini, questi materiali rappresentano una forma di sponsorizzazione di una pratica che definisce “una delle principali schiavitù del terzo millennio”.
Il riferimento alla legge italiana: cosa prevede l’articolo 12 della legge 40/2004
La normativa italiana è molto chiara: l’articolo 12, comma 6, della legge 40/2004 vieta la pubblicizzazione della maternità surrogata. Con la recente riforma che ha introdotto il concetto di “reato universale”, la surrogazione è perseguibile anche se realizzata all’estero da cittadini italiani.
Inselvini sostiene che i contenuti diffusi dalla clinica violino apertamente questo divieto, rendendo necessaria un’azione immediata delle autorità.
BioTexCom: una clinica già al centro di polemiche per l’utero in affitto
La clinica BioTexCom, con sede in Ucraina, è nota da anni per la sua attività nel settore della maternità surrogata. Inselvini ricorda un episodio avvenuto durante la pandemia: 46 neonati nati tramite surrogazione rimasero bloccati in un hotel di Kiev a causa del lockdown, in attesa che i “genitori committenti” potessero raggiungerli.
Secondo l’eurodeputato, la clinica continua da anni a pubblicare contenuti promozionali visibili anche in Italia, nonostante il divieto.
La richiesta alla Polizia Postale: oscurare i contenuti in Italia per l’utero in affitto
Nella sua segnalazione, Inselvini chiede alla Polizia Postale di:
- verificare la natura dei contenuti pubblicati
- procedere all’oscuramento dei video sul territorio italiano
- valutare eventuali violazioni della normativa nazionale
L’obiettivo è impedire che cittadini italiani possano accedere a materiali che, secondo il deputato, promuovono una pratica illegale.
Il possibile coinvolgimento delle autorità europee sulla questione dell’utero in afffitto.
Inselvini propone inoltre che i contenuti vengano segnalati anche alle autorità europee competenti, affinché si valuti la possibilità di oscurarli in tutti gli Stati membri. La richiesta si basa sulla normativa europea relativa ai servizi digitali e alla tutela dei minori.
L’eurodeputato sostiene che la diffusione di tali video rappresenti un rischio non solo per l’Italia, ma per l’intera Unione Europea.
Il tema etico e politico della maternità surrogata
La denuncia riporta al centro del dibattito un tema complesso e divisivo. La maternità surrogata è considerata da alcuni una forma di autodeterminazione, mentre altri la ritengono una pratica che sfrutta la vulnerabilità delle donne e mercifica i bambini.
Inselvini si colloca chiaramente nel secondo fronte, definendo la surrogata “schiavitù del terzo millennio” e denunciando la trasformazione della nascita in un prodotto acquistabile.
Il ruolo delle piattaforme digitali
Il caso solleva anche interrogativi sul ruolo delle piattaforme online nella diffusione di contenuti sensibili. YouTube, come altre piattaforme, è tenuta a rispettare le normative nazionali e a intervenire in caso di violazioni.
La segnalazione di Inselvini potrebbe aprire un confronto più ampio su:
- responsabilità degli hosting provider
- limiti della libertà di pubblicazione
- tutela dei minori e delle famiglie
- necessità di controlli più stringenti
La dimensione internazionale del fenomeno
La maternità surrogata è regolamentata in modo molto diverso nei vari Paesi. Alcuni la consentono, altri la vietano totalmente, altri ancora la permettono solo in forma altruistica. Questa eterogeneità normativa favorisce il cosiddetto “turismo riproduttivo”, che spesso coinvolge cliniche situate in Paesi con regolamentazioni più permissive.
La denuncia di Inselvini si inserisce in questo contesto internazionale, chiedendo un intervento coordinato a livello europeo.
Reazioni e possibili sviluppi
La segnalazione potrebbe generare:
- verifiche da parte della Polizia Postale
- richieste di chiarimento alle piattaforme digitali
- un dibattito politico più ampio sul tema
- eventuali iniziative legislative aggiuntive
Il caso potrebbe inoltre riaccendere la discussione sulla necessità di strumenti più efficaci per contrastare la diffusione online di contenuti ritenuti illegali.
Conclusione
Segnalazione alla Polizia Postale sull’utero in affitto è il gesto con cui Paolo Inselvini ha voluto denunciare la presenza online di contenuti che, secondo lui, violano la legge italiana e promuovono una pratica considerata illegale e lesiva della dignità umana. La vicenda apre un fronte che riguarda non solo la maternità surrogata, ma anche la regolamentazione dei contenuti digitali, la tutela dei minori e il ruolo delle piattaforme online.
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