Vallo Di Diano: Traffico di rifiuti pericoloso arrestate 7 persone

Traffico mafioso di Rifiuti ed inquinamenti ambientale

Vallo Di Diano: Traffico di rifiuti  pericoloso arrestate 7 persone
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Vallo Di Diano: Traffico di rifiuti  pericoloso arrestate 7 persone 

Brillante operazione dei i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Potenza, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di sette persone, con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale.

E’ finito in carcere Luigi Cardiello, già oggetto di numerose indagini in materia ambientale condotte dalle Procure di Napoli e Santa Maria Capua Vetere tra gli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, conosciuto addirittura con il soprannome di “Re Mida” dei rifiuti (operazioni ReMida e Cassiopea).

L’inchiesta era stata denominata “febbre dell’oro nero”, condotta dal Nucleo Investigativo di Salerno e dalla Compagnia Carabinieri di Sala Consilina, dalla quale si evince la complicità di DIANA Raffaele, già coimputato assieme a CARDIELLO nelle indagini sopraccitate (Re Mida e Cassiopea).

DIANA infatti agevolava l’ex compagno d’affari nella ricerca di nuovi siti di illecito stoccaggio, e sversamento per rifiuti pericolosi, derivanti da scarti di lavorazione industriale.

Appurato che DIANA non abbia poi proseguito nelle condotte criminose, l’ex Re Mida, si adoperò per gestire una nuova organizzazione completamente autonoma nel traffico di rifiuti, infatti CARDIELLO individuò, nuovi terreni che non dessero adito a particolari sospetti, e che fossero ben collegati con gli assi viari principali, per facilitare le operazioni di trasporto nell’area del Vallo di Diano e nelle zone limitrofe della Basilicata,.

 Le indagini degli inquirenti hanno portato alla luce attività illecite riconducibili alle lavorazioni della società “PRA. CAL” di Polla (SA), operante nel settore del ferro e dell’alluminio e della società “BETONVAL” di Sant’Arsenio (SA), già operante nel settore del cemento, le quali si sono rivolte a CARDIELLO per lo smaltimento illegale dei rifiuti, entrambe le società sono ora sottoposte a sequestro preventivo.

I terreni utilizzati per lo sversamento di questi rifiuti pericolosi e dannosi per l’uomo e l’ambiente, sono stati trasformati in discariche, costituite per la maggior parte da liquami composti da acidi, dannosissime per le ripercussioni sull’ambiente e con alterazioni incalcolabili (e forse irreparabili) per l’eco-sistema.

Già nell’ottobre 2019, erano stati sequestrati 18.000 (diciottomila) litri di solventi chimici pronti allo sversamento nel Comune di Atena Lucana (SA).

La pericolosità di tali rifiuti era ben nota agli indagati, uno dei quali, addirittura, se ne lamentava al telefono con i propri complici facendo riferimento al fatto che il liquido trasportato aveva corroso addirittura la vernice del proprio veicolo.

Le successive operazioni di scavo, campionatura ed analisi svolte assieme all’ARPAC, hanno quindi permesso di certificare come il terreno fosse stato avvelenato da questi sversamenti, e come risultassero saturi di rifiuti pericolosi rientranti nella categoria “HP 14 Ecotossico”.

Da questa operazione si evincono connotati di drammatica importanza che interessano il territorio, qualificato come area naturale protetta, essendo parte della Riserva Naturale Foce Sele - Tanagro.

Le forze dell’ordine hanno quindi impedito che l’organizzazione allargasse il proprio raggio d’azione ad altri siti, in parte già individuati nel Comune di Tursi (MT) e in parte oggetto di una pianificata espansione ancora a livello embrionale nella provincia di Foggia, dimostrando come sempre l’altissimo livello di attenzione che la Procura della Repubblica di Potenza e l’Arma dei Carabinieri riservano alla tutela dell’ambiente, del territorio, e, più in generale, della salute dell’uomo.