Varese. Il traffico illecito di gasolio agricolo scoperto dalla Guardia di Finanza di Varese.

 

Traffico illecito di gasolio agricolo: scoperta dalla Guardia di Finanza di Varese

La Guardia di Finanza di Varese ha recentemente scoperto un presunto traffico illecito di gasolio agricolo, destinato alla rivendita abusiva a prezzi inferiori a quelli di mercato. Tre italiani sono stati denunciati dalla Procura di Busto Arsizio al termine di un’inchiesta avviata a seguito di un sospetto via vai di veicoli nei pressi di un cortile a Besnate. Questa operazione mette in luce un problema serio legato all’evasione fiscale e al commercio illegale di carburante, con ripercussioni significative per il mercato e l’economia locale.

Le indagini della Guardia di Finanza

L’inchiesta è scattata quando gli agenti delle Fiamme Gialle hanno notato un’attività sospetta nei pressi di un cortile. Gli accertamenti effettuati hanno rivelato la presenza di un sistema di distribuzione di carburante composto da un’autocisterna e una pompa, utilizzata per la vendita abusiva di gasolio agricolo. Questo sistema illecito ha permesso di vendere carburante a prezzi inferiori a quelli di mercato, danneggiando così i rivenditori legittimi e creando una concorrenza sleale.

Il funzionamento del sistema illecito

Le indagini hanno rivelato che un agente di commercio di Gallarate era il principale orchestratore del traffico. Questi ordinava forniture di gasolio agricolo agevolato, intestandole a soggetti ignari o irreperibili, che non avrebbero mai pagato per il carburante ricevuto. Un secondo indagato, ritenuto il gestore di fatto di un’azienda di trasporti di Cassano Magnago, si occupava della logistica, assicurando che il carburante venisse distribuito senza problemi. Il proprietario dell’area, infine, metteva a disposizione il sito utilizzato per la vendita abusiva, contribuendo così alla realizzazione di questo traffico illecito.

Le conseguenze economiche del traffico illecito

Secondo le stime degli investigatori, nel corso di circa un anno sarebbero stati venduti circa 18.000 litri di carburante agricolo, per un valore complessivo superiore a 270.000 euro. Questa attività non solo ha danneggiato i rivenditori regolari, ma ha anche rappresentato una perdita significativa per le entrate fiscali dello Stato. La scoperta di questo traffico illecito sottolinea l’importanza del lavoro delle forze dell’ordine nella lotta contro l’evasione fiscale e i crimini economici che minacciano l’integrità del mercato.

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