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VCO, perdita di servizi. Desertificazione bancaria in Piemonte e nel VCO: sportelli chiusi, territori più fragili e comunità a rischio isolamento

La desertificazione bancaria in Piemonte sta diventando una delle emergenze sociali ed economiche più gravi per le aree montane e interne. La desertificazione bancaria in Piemonte non riguarda più soltanto piccoli borghi isolati, ma anche centri produttivi e comunità che fino a pochi anni fa potevano contare su servizi essenziali. La desertificazione bancaria in Piemonte, secondo i dati più recenti, sta erodendo presidi territoriali fondamentali, con conseguenze dirette su famiglie, anziani e imprese.

Un fenomeno in crescita che colpisce l’intero Paese, non solo il VCO naturalmente.

Nel corso del 2025 le banche italiane hanno chiuso 516 sportelli, riducendo il numero complessivo delle filiali attive a 19.140. Si tratta di un calo del 2,6% in un solo anno, un ritmo che conferma una tendenza ormai strutturale. I comuni totalmente privi di sportelli bancari sono saliti a 3.457, pari al 44% del totale nazionale. Quasi un comune su due, dunque, non ha più un punto fisico di riferimento per operazioni essenziali come prelievi, versamenti, consulenze o gestione dei risparmi.

Il Piemonte tra le regioni più colpite

Il Piemonte è una delle regioni maggiormente investite dal fenomeno. Il 65,8% dei comuni piemontesi è oggi privo di sportelli bancari, una percentuale che colloca il territorio subito dopo Molise, Calabria e Valle d’Aosta. Non si tratta solo di piccoli paesi di montagna: la chiusura delle filiali riguarda anche aree produttive, zone collinari, vallate abitate e centri urbani minori che svolgono un ruolo importante nella vita economica regionale.

Il caso del VCO: una desertificazione quasi totale

Secondo l’analisi dell’Osservatorio, la provincia del Verbano Cusio Ossola è tra le più colpite in Piemonte e in Italia. La desertificazione assoluta, cioè il numero di comuni completamente privi di sportelli, colloca il VCO ai vertici della graduatoria nazionale. Un territorio montano, già fragile per conformazione geografica e spopolamento, si trova così ulteriormente penalizzato dalla scomparsa di un servizio essenziale.

Un problema che va oltre i numeri

La chiusura degli sportelli bancari non è un semplice dato statistico. È una ferita profonda per la vita quotidiana delle comunità. Le conseguenze sono molteplici:

  • famiglie costrette a spostarsi per operazioni semplici
  • anziani impossibilitati a gestire autonomamente il proprio denaro
  • imprese locali penalizzate nella gestione dei flussi finanziari
  • perdita di un presidio sociale e di un punto di riferimento
  • aumento del rischio di esclusione finanziaria

Nelle aree montane e nei piccoli centri, la banca non è solo un luogo di servizi: è un presidio di fiducia, un punto di incontro, un elemento di stabilità.

L’impatto sulle fasce più fragili

Gli anziani sono tra i più colpiti. Molti non hanno dimestichezza con l’online banking, non possiedono strumenti digitali o non dispongono di connessioni adeguate. La chiusura degli sportelli li costringe a dipendere da familiari o a compiere lunghi spostamenti, spesso difficili in territori montani o in inverno.

Anche le piccole imprese, che costituiscono l’ossatura economica del Piemonte e del VCO, subiscono un danno significativo. La gestione dei pagamenti, dei versamenti e delle pratiche finanziarie diventa più complessa, con costi aggiuntivi e perdita di tempo.

Un territorio che rischia l’isolamento

La desertificazione bancaria si aggiunge ad altri fenomeni che stanno indebolendo le aree interne:

  • chiusura di uffici postali
  • riduzione dei servizi sanitari
  • calo dei trasporti pubblici
  • spopolamento giovanile

Ogni servizio che scompare rende più difficile vivere e lavorare in montagna, alimentando un circolo vizioso che porta allo svuotamento dei territori.

Uncem e territori: serve un confronto urgente

Di fronte a questo scenario, l’invito è chiaro: istituzioni regionali e nazionali, organizzazioni sindacali e banche devono avviare un confronto urgente e strutturato. L’obiettivo è tutelare il diritto di accesso ai servizi bancari come elemento fondamentale di:

  • coesione sociale
  • sviluppo economico
  • equità territoriale
  • futuro delle comunità locali

Uncem Piemonte e le amministrazioni locali chiedono soluzioni concrete, non solo analisi. Tra le proposte discusse negli ultimi anni:

  • sportelli mobili nelle aree montane
  • accordi territoriali per mantenere almeno un presidio minimo
  • incentivi per le banche che restano nei piccoli comuni
  • servizi condivisi tra più istituti
  • potenziamento dei servizi digitali accompagnato da formazione per i cittadini

Il ruolo delle banche: responsabilità e opportunità

Le banche hanno certamente esigenze di sostenibilità economica, ma il loro ruolo nei territori non può essere ridotto a una logica puramente finanziaria. Mantenere un presidio nelle aree interne significa:

  • garantire inclusione
  • sostenere le imprese locali
  • contribuire alla vitalità economica
  • rafforzare la fiducia dei cittadini

In un momento storico in cui si parla di transizione digitale, sostenibilità e coesione sociale, abbandonare i territori più fragili rischia di ampliare divari già profondi.

Un appello per il futuro delle comunità

La desertificazione bancaria non è un destino inevitabile. È un fenomeno che può essere affrontato con politiche mirate, investimenti intelligenti e una visione condivisa tra istituzioni e sistema bancario. Le comunità montane e interne del Piemonte e del VCO non chiedono privilegi, ma pari dignità e accesso ai servizi essenziali.

Conclusioni

La chiusura degli sportelli bancari sta trasformando profondamente il tessuto sociale ed economico delle aree montane e interne. Il Piemonte e il VCO sono tra i territori più colpiti, con conseguenze che vanno ben oltre la semplice riduzione dei servizi. È necessario un intervento urgente, coordinato e strutturale per garantire il diritto all’accesso bancario e per evitare che intere comunità vengano lasciate indietro.

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