16 Aprile 2026 01:19
VCO, perdita di servizi. Desertificazione bancaria in Piemonte e nel VCO: sportelli chiusi, territori più fragili e comunità a rischio isolamento
La desertificazione bancaria in Piemonte sta diventando una delle emergenze sociali ed economiche più gravi per le aree montane e interne. La desertificazione bancaria in Piemonte non riguarda più soltanto piccoli borghi isolati, ma anche centri produttivi e comunità che fino a pochi anni fa potevano contare su servizi essenziali. La desertificazione bancaria in Piemonte, secondo i dati più recenti, sta erodendo presidi territoriali fondamentali, con conseguenze dirette su famiglie, anziani e imprese.
Un fenomeno in crescita che colpisce l’intero Paese, non solo il VCO naturalmente.
Nel corso del 2025 le banche italiane hanno chiuso 516 sportelli, riducendo il numero complessivo delle filiali attive a 19.140. Si tratta di un calo del 2,6% in un solo anno, un ritmo che conferma una tendenza ormai strutturale. I comuni totalmente privi di sportelli bancari sono saliti a 3.457, pari al 44% del totale nazionale. Quasi un comune su due, dunque, non ha più un punto fisico di riferimento per operazioni essenziali come prelievi, versamenti, consulenze o gestione dei risparmi.
Il Piemonte tra le regioni più colpite
Il Piemonte è una delle regioni maggiormente investite dal fenomeno. Il 65,8% dei comuni piemontesi è oggi privo di sportelli bancari, una percentuale che colloca il territorio subito dopo Molise, Calabria e Valle d’Aosta. Non si tratta solo di piccoli paesi di montagna: la chiusura delle filiali riguarda anche aree produttive, zone collinari, vallate abitate e centri urbani minori che svolgono un ruolo importante nella vita economica regionale.
Il caso del VCO: una desertificazione quasi totale
Secondo l’analisi dell’Osservatorio, la provincia del Verbano Cusio Ossola è tra le più colpite in Piemonte e in Italia. La desertificazione assoluta, cioè il numero di comuni completamente privi di sportelli, colloca il VCO ai vertici della graduatoria nazionale. Un territorio montano, già fragile per conformazione geografica e spopolamento, si trova così ulteriormente penalizzato dalla scomparsa di un servizio essenziale.
Un problema che va oltre i numeri
La chiusura degli sportelli bancari non è un semplice dato statistico. È una ferita profonda per la vita quotidiana delle comunità. Le conseguenze sono molteplici:
- famiglie costrette a spostarsi per operazioni semplici
- anziani impossibilitati a gestire autonomamente il proprio denaro
- imprese locali penalizzate nella gestione dei flussi finanziari
- perdita di un presidio sociale e di un punto di riferimento
- aumento del rischio di esclusione finanziaria
Nelle aree montane e nei piccoli centri, la banca non è solo un luogo di servizi: è un presidio di fiducia, un punto di incontro, un elemento di stabilità.
L’impatto sulle fasce più fragili
Gli anziani sono tra i più colpiti. Molti non hanno dimestichezza con l’online banking, non possiedono strumenti digitali o non dispongono di connessioni adeguate. La chiusura degli sportelli li costringe a dipendere da familiari o a compiere lunghi spostamenti, spesso difficili in territori montani o in inverno.
Anche le piccole imprese, che costituiscono l’ossatura economica del Piemonte e del VCO, subiscono un danno significativo. La gestione dei pagamenti, dei versamenti e delle pratiche finanziarie diventa più complessa, con costi aggiuntivi e perdita di tempo.
Un territorio che rischia l’isolamento
La desertificazione bancaria si aggiunge ad altri fenomeni che stanno indebolendo le aree interne:
- chiusura di uffici postali
- riduzione dei servizi sanitari
- calo dei trasporti pubblici
- spopolamento giovanile
Ogni servizio che scompare rende più difficile vivere e lavorare in montagna, alimentando un circolo vizioso che porta allo svuotamento dei territori.
Uncem e territori: serve un confronto urgente
Di fronte a questo scenario, l’invito è chiaro: istituzioni regionali e nazionali, organizzazioni sindacali e banche devono avviare un confronto urgente e strutturato. L’obiettivo è tutelare il diritto di accesso ai servizi bancari come elemento fondamentale di:
- coesione sociale
- sviluppo economico
- equità territoriale
- futuro delle comunità locali
Uncem Piemonte e le amministrazioni locali chiedono soluzioni concrete, non solo analisi. Tra le proposte discusse negli ultimi anni:
- sportelli mobili nelle aree montane
- accordi territoriali per mantenere almeno un presidio minimo
- incentivi per le banche che restano nei piccoli comuni
- servizi condivisi tra più istituti
- potenziamento dei servizi digitali accompagnato da formazione per i cittadini
Il ruolo delle banche: responsabilità e opportunità
Le banche hanno certamente esigenze di sostenibilità economica, ma il loro ruolo nei territori non può essere ridotto a una logica puramente finanziaria. Mantenere un presidio nelle aree interne significa:
- garantire inclusione
- sostenere le imprese locali
- contribuire alla vitalità economica
- rafforzare la fiducia dei cittadini
In un momento storico in cui si parla di transizione digitale, sostenibilità e coesione sociale, abbandonare i territori più fragili rischia di ampliare divari già profondi.
Un appello per il futuro delle comunità
La desertificazione bancaria non è un destino inevitabile. È un fenomeno che può essere affrontato con politiche mirate, investimenti intelligenti e una visione condivisa tra istituzioni e sistema bancario. Le comunità montane e interne del Piemonte e del VCO non chiedono privilegi, ma pari dignità e accesso ai servizi essenziali.
Conclusioni
La chiusura degli sportelli bancari sta trasformando profondamente il tessuto sociale ed economico delle aree montane e interne. Il Piemonte e il VCO sono tra i territori più colpiti, con conseguenze che vanno ben oltre la semplice riduzione dei servizi. È necessario un intervento urgente, coordinato e strutturale per garantire il diritto all’accesso bancario e per evitare che intere comunità vengano lasciate indietro.







