Verbania

Debito colossale con il fisco ma hanno Rolex e Ferrari, nei guai un ristoratore e il fratello a Verbania

Formalmente risultavano quasi nullatenenti o comunque impossibilitati a saldare i conti con l’Erario. Nella realtà, però, conducevano una vita da nababbi, muovendosi a bordo di una supercar e sfoggiando orologi di immenso valore.

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale del Verbano-Cusio-Ossola ha messo fine a un colossale schema di evasione fiscale e svuotamento societario, stringendo il cerchio attorno a un noto ristoratore della zona e a suo fratello.

L’operazione, denominata “Reset tributo” e coordinata dalla Procura della Repubblica locale, ha portato alla luce un contrasto stridente tra la facciata debitoria presentata allo Stato e il reale tenore di vita dei due indagati.

Un buco da 780 mila euro e i conti svuotati

Al centro dell’indagine c’è una ditta individuale operante nel settore della ristorazione.
Il titolare dell’attività e il fratello – formalmente dipendente e institore dell’azienda – avevano accumulato negli anni un debito pensionistico e tributario monster nei confronti del Fisco, quantificato in circa 780 mila euro.
Per evitare che l’Agenzia delle Entrate potesse pignorare i guadagni del ristorante per risanare il debito, i due fratelli avevano architettato un sistema sistematico di drenaggio della liquidità.
Attraverso l’analisi dei flussi bancari effettuata dai militari tra il 2021 e il 2025, è emerso come i conti correnti della ditta venissero costantemente svuotati tramite, massicci prelievi denaro contante, non giustificato dalle esigenze aziendali, e bonifici continuativi verso i conti correnti personali di altri membri del nucleo familiare.

L’obiettivo strategico era chiaro: azzerare la capienza finanziaria dell’impresa per rendere del tutto inefficace qualsiasi procedura di riscossione coatta da parte dello Stato.

Supercar e orologi d’oro: il tesoro sequestrato

Mentre il debito con lo Stato cresceva, le risorse sottratte all’azienda venivano reinvestite per alimentare uno stile di vita extralusso.
I finanzieri, durante le perquisizioni, si sono trovati di fronte a beni di altissimo valore che i due fratelli utilizzavano pubblicamente.
Il Giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, che ha permesso alle fiamme gialle di apporre i sigilli su un vero e proprio tesoro:
  • Una fiammante Ferrari F8 Coupé, dal valore commerciale che supera i 280 mila euro.
  • Un prestigioso orologio Rolex Oyster.
  • Oltre 346 mila euro in contanti, trovati nella disponibilità diretta degli indagati.

Le accuse: sottrazione fraudolenta e autoriciclaggio

Per il ristoratore e il fratello le accuse sono pesanti.
I due sono stati iscritti nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte e autoriciclaggio.
Quest’ultimo reato è scattato proprio perché i profitti illeciti derivanti dall’evasione fiscale sono stati reimpiegati e riciclati per l’acquisto di beni di lusso intestati a terzi o schermati, ostacolando l’identificazione della loro provenienza delittuosa.

L’operazione della Guardia di Finanza del VCO rimarca l’importanza del contrasto all’evasione non solo come recupero delle tasse non pagate, ma come tutela della legalità economica e della leale concorrenza, a difesa di tutti i ristoratori e imprenditori che versano regolarmente i tributi pur affrontando i costi della crisi.

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